Bonus porta blindata 2024: maggior sicurezza spendendo la metà

Autore:
Davide Bernasconi
  • Giornalista

Bonus porta blindata 2024. Come sfruttare la detrazione fiscale migliorando la sicurezza di casa. La tipologia di porta, cosa verificare, i parametri da rispettare. Modalità di pagamento. Documenti da conservare.

Bonus porta blindata 2023: come aumentare la sicurezza di casa risparmiando
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La sicurezza domestica è un tema sempre molto caldo: proteggere sé stessi ed i propri cari da intrusioni indesiderate è un’esigenza che si vuole soddisfare già al momento in cui si cerca e si sceglie l’appartamento da prendere in affitto o acquistare.

Poi, una volta trovata la casa dei propri sogni, la sicurezza domestica può essere migliorata grazie ad una serie di interventi mirati.

In materia di sicurezza, i Governi italiani hanno attutato una serie di provvedimenti, prorogati di anno in anno per aiutare il contribuente italiano: si tratta di incentivi fiscali che consentono di alleggerire l’esborso per poter proteggere l’abitazione.

La possibilità della detrazione porta blindata, relativa ai costi sostenuti per l’acquisto e la sua posa, è uno di questi.

Vediamo come funziona e cosa deve fare il contribuente per aver diritto.

Detrazione porta blindata 2024: incentivi fiscali

Bonus porta blindata 2023: come aumentare la sicurezza di casa risparmiando
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Sebbene l’acquisto di una porta blindata rimanga comunque una spesa importante, è necessario conoscere che esistono una serie di incentivi fiscali, sotto forma di detrazioni al momento della dichiarazione dei redditi, che permettono al cittadino di ammortizzare il costo.

E nel caso specifico dell’acquisto ed installazione di porte blindate, sono ben 3 le misure disponibili fra cui è possibile scegliere, precisamente:

  • bonus ristrutturazioni
  • Ecobonus
  • bonus sicurezza

Bonus ristrutturazioni

In occasione di un progetto di ristrutturazione dell’appartamento, provvedere alla sostituzione della porta di ingresso con un modello blindato costituisce senza dubbio una delle maniere più consone a migliorare la sicurezza domestica.

In questo caso, si può usufruire del Bonus ristrutturazioni che permette una detrazione del 50% del costo sostenuto per l’acquisto e la posa della porta blindata.

L’importo massimo complessivo dei lavori di ristrutturazione che danno diritto al bonus fiscale, fra cui è compresa anche la porta blindata, è pari a €96.000.

Ecobonus

Bonus porta blindata 2023: come aumentare la sicurezza di casa risparmiando
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I moderni modelli in commercio di porte blindate, ove indicato, possono garantire anche una miglior efficienza dal punto di vista energetico.

Scatta così un’importante agevolazione fiscale meglio nota come Ecobonus: per il cittadino vi è la possibilità di detrarre le spese sostenute con l’aliquota 50%, ovvero detraendo in dichiarazione dei redditi la metà delle spese sostenute.

Per l’Ecobonus l’importo massimo dei lavori effettuati, porta blindata inclusa, è pari a 60.000 euro. 

Bonus sicurezza

Tra le soluzioni che possono contribuire a  proteggere maggiormente l’incolumità in casa, la porta blindata è una soluzione fra le più applicate, risultando fondamentale nella difesa della propria incolumità.

Per il suo acquisto e successiva posa, si può usufruire del bonus sicurezza, trattandosi di opera ad hoc come altri interventi fra i quali impianti di videosorveglianza, antifurto, inferriate e cancellate, etc.

In tale caso, la detrazione 50% è ammessa fino ad un massimo di € 96.000 dei costi sostenuti, calcolati conteggiando anche altre eventuali opere di ristrutturazione (vedi Bonus ristrutturazione).

Come scegliere il modello adatto

Arrivati a questo punto della discussione, ci si potrebbe porre il quesito di comprendere quale modello di porta blindata rispetto il requisito minimo, determinando il diritto alla detrazione fiscale.

A fornire la risposta, chiarendo ogni dubbio, è la direttiva europea EN 1627 la quale specifica che tutte le porte blindate sono detraibili al 50%, indipendentemente dal modello e dal livello di sicurezza a cui appartiene il serramento scelto.

Le porte blindate vengono infatti catalogate in 6 differenti classi, che indicano la resistenza alla forza fisica necessaria per scassinare la porta.

I modelli inseriti nella prima classe, che contraddistingue il livello di sicurezza più basso, sono porte resistenti soltanto alla forza fisica di chi prova a scassinarla.

In sesta classe troviamo invece porte per la quali è necessario l’impiego di attrezzature di tipo elettro-meccaniche ad alta potenza per riuscire nel tentativo di forzare l’ingresso.

Al momento dell’acquisto presso un rivenditore specializzato, sarà sufficiente verificare la presenza dei requisiti, consultando la scheda tecnica.

Come funziona il bonus

I tre casi sopra descritti prevedono la medesima modalità di attuazione del bonus fiscale, ovvero l’importo viene messo in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi, diviso in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno successivo rispetto all’effettuazione dei lavori.

In sostanza, per esemplificare, se la porta blindata viene acquistata/installata e pagata nel corso dell’anno solare 2024, il contribuente porterà in detrazione la quota pari ad 1/10 del totale a partire dall’anno fiscale 2025.

L’importo viene portato in detrazione fino a capienza IRPEF, ovvero l’imposta lorda dovuta dal cittadino allo Stato italiano.

Pertanto se un contribuente, per esempio, avesse una capienza pari ad € 8.500 a fronte di una rata annuale di € 9.600 per lavori realizzati, otterrebbe un rimborso massimo pari appunto a € 8.500.

Modalità di pagamento

Il pagamento deve essere effettuato mediante bonifico parlante postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986),
  • numero, data ed importo di ciascuna fattura,
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o partita Iva del venditore/installatore della porta blindata.

Documenti da conservare

Effettuato l’acquisto e relativa installazione, il pagamento della fattura determina il diritto all’agevolazione fiscale. A tale proposito, occorre aver cura della documentazione da presentare al professionista abilitato od al CAF in sede di dichiarazione dei redditi.

Più precisamente è determinante conservare:

  • ricevuta del bonifico
  • documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.