Bonus casa, il governo colpisce i bonifici: le ritenute passano dall’8 all’11%

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Bonus casa, il governo non risparmia i bonifici parlanti che servono per accedere alla detrazione fiscale. Le ritenute passano dall’8 all’11%, così come emerge dalla bozza del disegno di legge. L’aumento è previsto nei primi mesi del 2024. Vediamo cosa cambia e come hanno reagito le imprese alla novità in arrivo con il nuovo anno.

Soldi casa
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La bozza del disegno di Legge di Bilancio 2024 prevede per il 2024 un’importante novità che riguarda la ritenuta d’acconto che si applica al momento del transito del bonifico parlante. Quando un edificio è oggetto di ristrutturazione e risparmio energetico, le banche e Poste Italiane Spa operano una ritenuta d’acconto al momento del pagamento del bonifico. Si tratta di un pagamento effettuato in anticipo dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che ha eseguito i lavori. Dal 2024, la ritenuta d’acconto passerà dall’8 all’11% e le imprese che usufruiscono dei bonus casa vedranno ridotta di conseguenza la loro liquidità.

Ma perché è previsto questo aumento? La stangata del governo ha lo scopo di monetizzare nel modo più rapido possibile la corsa alle ristrutturazioni registrata negli ultimi tempi. Inoltre, si intende rallentare anche la vendita speculativa di tutti quelli immobili riqualificati grazie ai bonus edilizi.

Ritenute d’acconto in aumento sui bonifici per i bonus edilizi: la novità

Banconote, casa
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Come anticipato, la bozza del disegno di legge prevede ritenute sui bonifici più care e la stretta andrà a colpire tutti i bonus edilizi, dal superbonus all’ecobonus, compreso lo sconto base del 50% per le ristrutturazioni ordinarie. L’aumento non ha entusiasmato Confartigianato e Cna che hanno commentato la nuova misura con una nota congiunta:

Ci preoccupa fortemente l’intenzione che sembra emergere dalle bozze della manovra economica, all’articolo 23, di aumentare dall’8 all’11% la ritenuta sui bonifici fatti alle imprese per fruire delle detrazioni per i bonus in edilizia. Auspicavamo che finalmente in questa Legge di Bilancio la ritenuta dell’8% sui bonifici venisse almeno ridotta, se non addirittura eliminata, come sollecitiamo ormai da anni. Si tratta di una misura che aumenta i crediti vantati verso il fisco da parte delle imprese delle costruzioni e dell’impiantistica. Nel ribadire la contrarietà all’aumento, le due Confederazioni annunciano fin d’ora iniziative per chiedere l’intervento del Parlamento.

Confartigianato e Cna chiedono al Governo di evitare un intervento che toglie ulteriore liquidità alle imprese e crea tensione finanziaria.

Bonus edilizi, aumento della ritenuta sui bonifici: le reazioni

Anche Unicmi, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro Edilizio e dei Serramenti, ha espresso la preoccupazione per l’aumento della ritenuta d’acconto.

La ritenuta rappresenta una grave disparità sul mercato: solo gli operatori italiani sono e saranno tenuti al versamento, mentre gli operatori stranieri (imprese non residenti e non dotate di conto corrente bancario in Italia) che operano sul nostro mercato possono e potranno continuare a eludere questo obbligo

si legge nella lettera per il Viceministro dell’Economia e Finanze.

Al fine di evitare un vantaggio competitivo per le imprese non italiane e ritenendo doverosa l’equiparazione dei doveri fiscali di tutti i soggetti che operano sul nostro mercato (esigenza ancor più motivata posto che usufruiscono degli stessi diritti delle imprese italiane compreso l’accesso per i loro prodotti alle detrazioni fiscali per l’edilizia), Unicmi ha richiesto al Viceministro Leo l’applicazione di questo provvedimento a tutte le imprese indipendentemente dalla loro nazionalità e dalla presenza di una banca italiana di appoggio.

In alternativa, ovvero in caso di impossibilità giuridica di applicazione della ritenuta di acconto a tutti, Unicmi ha richiesto l’esclusione dell’accesso alle detrazioni a quei prodotti commercializzati da soggetti che eludono i doveri fiscali a carico delle imprese italiane.

Ritenuta sui bonifici in aumento: immagini e foto