Bonifico bonus ristrutturazione, errore nella causale? Ecco come rimediare

Autore:
Alessia Bartiromo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Può capitare che nel bonifico bonus ristrutturazione ci sia un errore nella causale: tutti gli scenari su cosa potrebbe succedere e scongiurare la possibilità di perdere l’accesso ai preziosi incentivi.

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Quando si pensa di fare un restyling alla propria abitazione, il bonus ristrutturazione in molti casi è un imperdibile incentivo. Aiuta infatti nel recupero del 50% degli importi spesi, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Confermato per il 2025 con tassi completamente diversi, per richiederlo è necessario fornirsi del bonifico bonus ristrutturazione per il pagamento di lavori. Spesso però, può capitare che venga apposto il beneficiario del bonus sbagli la causale indicando quella dell’ecobonus. Cosa potrebbe succedere e cosa c’è da fare per non perdere il prezioso incentivo?

Bonifico bonus ristrutturazione e causale sbagliata

Il bonus ristrutturazione è una misura completamente diversa rispetto a quella dell’ecobonus. Nonostante ciò, può capitare che molti li confondano in particolar modo nel momento in cui bisogna apporre la causale sul bonifico bonus ristrutturazione. Un errore importante, che potrebbe persino causare la perdita dei preziosi incentivi. C’è da capire quindi cosa c’è da fare e come ovviare alla distrazione commessa, con la risposta ufficiale dell’Agenzia delle Entrate in merito all’annosa questione.

Come fare per non perdere l’incentivo

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L’Agenzia delle Entrate, sempre attenta alle esigenze e alle domande dell’utente, ha risposto ufficialmente così all’annosa questione dell’errore nel bonifico bonus ristrutturazione. La normativa spiega che il contribuente non perde il diritto all’incentivo se non ha compilato correttamente la causale, rispettando ovviamente le altre norme richieste.

L’Ente spiega che quando per errore materiale viene apposta una causale errata con riferimento alla detrazione per la riqualificazione energetica (Legge 296/2006), anziché quello previsto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, l’agevolazione può essere riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti da parte del contribuente. Inoltre, sui suoi canali online spiega anche come attuare il bonifico nella maniera più semplice.

I cambiamenti del 2025

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Nonostante ciò, c’è da tener presente tutti i cambiamenti verso i quali sta andando il Bonus Ristrutturazione per il 2025. Fino al corrente anno ancora in corso e fino al 31 dicembre 2024, le detrazioni previste erano del 50% con un tetto massimo di 96.000 euro. Dal 2025 invece, le stesse scenderanno al 36% con tetto persino di 45.000 euro, diventando il 30% dal 2028 almeno fino al 2033. Saranno inclusi altresì gli interventi sugli immobili danneggiati da calamità naturali, gli annosi lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche, gli interventi anti infortuni e i lavori per la bonifica dell’amianto.

Questo approccio non vuole essere più duro e contro gli utenti e i fruitori delle agevolazioni ma vuole allinearsi con le normative europee per la riduzione delle emissioni di CO2 e l’aumento della sostenibilità edilizia, lasciando spazio agli interventi più importanti sulle prestazioni energetiche degli immobili. Non sono esclusi altri cambiamenti nei prossimi anni, che possano andare incontro alle famiglie in condizione di povertà energetica, utilizzando il Fondo sociale per il clima.

Bonifico bonus ristrutturazione e causale sbagliata: immagini e foto