Appartamento in affitto: posso cambiare disposizione dei mobili?

E’ possibile apportare delle modifiche all’abitazione in fitto. In particolare, per cambiare la disposizione dei mobili, è necessaria autorizzazione del proprietario?

Appartamento in affitto: posso cambiare disposizione dei mobili?
Autore: Skitterphoto / Pixabay

Qualora il conduttore intenda modificare la disposizione dei mobili all’interno di un’abitazione, il proprietario di casa potrà opporsi?

In particolare, l’inquilino per eseguire le modifiche, sarà costretto a chiedere l’autorizzazione al padrone di casa?

Al netto di tali interrogativi, occorre ricordare che allorquando si concluda un contratto di locazione di un immobile, ci si possa riservare, il conduttore, di apporre modifiche interne di tipo dispositivo, al fine di soddisfare le proprie esigenze.

A tal punto ci si chiede fino a che punto possano essere adottate tali modifiche e, in particolare, come ci si regoli per il sostenimento dei costi sostenuti.

Ed ancora, al netto delle modifiche, cosa accade se il proprietario di casa, a conclusione degli effetti del contratto di affitto, richieda al conduttore di ripristinare lo status quo all’interno dell’immobile locato?

Modifiche all’interno dell’abitazione in affitto: cosa s’intende

Prima di comprendere se sia possibile o meno apporre delle modifiche all’interno dell’immobile in fitto, occorre specificare che per modifiche, sono da intendersi tutti quei lavori eseguiti dal lavoratore all’interno di un’abitazione, meglio qualificabili quali addizioni, innovazioni e miglioramenti.

Le innovazioni, ad esempio, possono essere rappresentate da un soppalco o dall’installazione di una parete in cartongesso, trattandosi in tutti questi casi di opere che comportano un qualcosa di nuovo all’interno dell’appartamento.

Tali innovazioni sono consentite purché non alterino o modifichino la destinazione d’uso dell’immobile o la struttura dello stesso.

In tal caso, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che il conduttore possa apportare all’immobile locato delle innovazioni, osservando l’obbligo di diligenza del buon padre di famiglia, senza alterare l’uso della cosa.

Tuttavia al fine di effettuare tali innovazioni nell’immobile locato, in assenza di apposita clausola all’interno del contratto di locazione, sarebbe opportuno che, prima di agire, il conduttore richieda l’autorizzazione scritta al proprietario, indicando nel dettaglio gli interventi che intende porre in essere.

Modifiche da cui derivino miglioramenti all’immobile: cos’è

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Qualora l’immobile non presenti quei confort richiesti per il miglioramento delle condizioni di vita dell’inquilino o per migliorarne la qualità di vita dello stesso all’interno della casa (basti pensare ad installazione di porta d’ingresso blindata o all’installazione di infissi con sistemi isolanti), tali miglioramenti potranno essere apposti dal conduttore.

Ebbene, tali miglioramenti all’appartamento, potranno essere apposti dall’inquilino, salvo che il proprietario decida diversamente.

In tal caso, è opportuno che l’inquilino richieda, prima di agire, preventiva autorizzazione a procedere al proprietario, apportando dei miglioramenti che, tuttavia, non producano come effetto conseguenziale, un’alterazione del decoro e della struttura dell’abitazione.

Al termine del contratto, in merito alle spese sostenute dal conduttore per apporre i miglioramenti, il proprietario dovrà corrispondere all’inquilino un’indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore della cosa al momento della riconsegna.