Addio nel 2025 al Prezzo Unico dell’Energia: come cambieranno le tariffe in Italia?

Autore:
Alessia Bartiromo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Dal 2025 l’Italia dirà addio al Prezzo Unico dell’Energia dando ampio spazio all’autonomia decisionale delle varie regioni: scopriamo quali numerosi cambiamenti ci saranno per le varie tariffe differenziate. 

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Addio nel 2025 al Prezzo Unico dell’Energia: come cambieranno le tariffe in Italia?
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Nel 2025 l’Italia si appresterà a numerosi cambiamenti legati anche alla gestione dell’energia. Dal 1 gennaio infatti, si dirà addio al Prezzo Unico dell’Energia, donando maggiore autonomia alle regioni che decideranno le variazioni di prezzo legate alle tariffe da apportare.

Queste ultime saranno molto flessibili, considerando che in ogni zona italiana l’energia viene venduta e il prezzo varia a seconda della richiesta e della disponibilità, insieme agli eventuali canali di fonti rinnovabili come l’energia solare ed eolica. Insomma, i cambiamenti ai quali devono abituarsi i cittadini saranno tanti ma graduali: scopriamoli insieme e cosa avverrà mese dopo mese.

Addio al Prezzo Unico dell’Energia in Italia con le nuove tariffe differenziate

Il PUE permetteva una ripartizione delle tariffe nelle varie regioni con un’omologazione importante dei costi. Dal 1 gennaio 2025 non si adotterà più questa strategia, diversificando le zone e le necessità, apportando numerosi cambiamenti.

Così come accade in molti altri Paesi d’Europa, con la legge del 9 dicembre 2023 l’Italia ha deciso per l’adozione del prezzi diversificati in base a sette zone di competenza: nord, centro nord, centro sud, sud, Calabria, Sicilia e Sardegna, ognuna sulla carta con una tariffa diversa in base al suo prezzo di produzione dell’energia. Ma sarà davvero così la situazione che dovranno affrontare tra pochissimo gli italiani?

I prezzi dell’energia ripartiti per zona

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Le sette tariffe di riferimento per l’energia, sono state diversificate e divulgate dal Gestore Mercati Energetici, con una forbice molto ampia tra le prime zone del Nord Italia con quelle ad esempio, che si riferiscono alla Sicilia.

I fornitori acquisteranno l’energia con il prezzo della zona di riferimento, mentre il prezzo che arriverà all’utente in bolletta sarà quello del PUN Index GME, calcolato con una formula simile a quella attuale che fa riferimento ai prezzi diversificati insieme a un valore medio di riferimento che possa essere uguale in tutta Italia. Tutto ciò proprio per non esasperare ancora di più la forbice differenziale di alcune regioni, cercando di accompagnare gli italiani verso un cambiamento più graduale possibile.

I cambiamenti effettivi del 2025 e le novità

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I veri cambiamenti apportati dall’addio del Prezzo Unico dell’Energia in Italia saranno quindi meno repentini di quanto previsto, aiutando i cittadini ad avere una visione più chiara della situazione dal 1 gennaio 2025, senza rincari troppo evidenti.

Il nuovo PUN index GME sarà mantenuto almeno per i primi mesi del nuovo anno, accompagnando così gli ulteriori stravolgimenti che saranno poi apportati con le tariffe in base alle sette zone di competenza sparse per il Bel Paese. Con questa metodologia si eviterà così una differenziazione netta tra le zone maggiormente produttive e quelle in difficoltà, acquistando così l’energia in maniera zonale ma con tariffe che mantengano invariato un criterio di omogeneità.

Addio al PUE in Italia con le nuove tariffe differenziate: immagini e foto