Accensione riscaldamento in Italia, le deroghe e le sanzioni previste dalla normativa

Autore:
Alessia Bartiromo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Tutto quello che c’è da sapere sull’accensione riscaldamento in Italia con numerose deroghe da attuare e sanzioni nel caso non si rispetti la precisa normativa a riguardo. 

Accensione riscaldamento in Italia, le deroghe e le sanzioni previste dalla normativa
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L‘autunno sta facendo il suo corso, con le temperature che pian piano da miti si preparano a diventare rigide, lasciando posto tra qualche mese all’incombente inverno. In moltissime città d’Italia in particolar modo al nord, il freddo ha già fatto capolino e c’è necessità di accendere il riscaldamento, seguendo ovviamente le norme a disposizione sull’argomento. Scopriamo insieme come è regolamentata l’accensione riscaldamento in Italia a seconda delle varie zone di appartenenza e soprattutto quali sono le deroghe da osservare e le sanzioni da evitare. 

Accensione riscaldamento in Italia, deroghe e sanzioni previste

La questione legata all’accensione riscaldamento nel Bel Paese è sempre annosa, in particolar modo negli ultimi anni in cui si è osservato non solo un disequilibrio delle temperature ma anche problematiche legate all’ambiente, all’inquinamento e alla sostenibilità molto profonde. Per limitare i danni, in particolar modo nel nord Italia dove le temperature già sono basse, si osserva una diversa distribuzione dell’avvio dei riscaldamenti in base alle zone climatiche. Sono previste però numerose deroghe, così come salate sanzioni amministrative e pecuniarie per chi non rispetta la normativa e le regole previste.

La diversificazione dell’accensione per zone climatiche

Accensione riscaldamento in Italia, le deroghe e le sanzioni previste dalla normativa
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Per l’accensione e lo spegnimento del riscaldamento, l’Italia è divisa in sei zone climatiche, in base alla temperatura media annuale. La prima comprende le splendide mete calde come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle che dovranno aspettare dicembre per dare il via ai sistemi di riscaldamento; la zona B include invece province calde del sud Italia Agrigento, Palermo, Catania e Reggio Calabria che permettono l’accensione per un massimo di 8 ore; la zona C ha città come Napoli, Salerno, Cagliari e Taranto al via dal 15 novembre per un massimo di 10 ore mentre nella zona D vi sono luoghi come Roma, Firenze, Genova e Pescara anticipando ancora a inizio novembre. Infine le zone E e F maggiormente fredde e vicine alle vette del nord, al via dal 15 ottobre per 14 ore al giorno.

Deroghe e sanzioni previste

Accensione riscaldamento in Italia, le deroghe e le sanzioni previste dalla normativa
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Vi sono ovviamente delle deroghe e delle eccezioni, che comprendono un momento in cui le medie stagionali sono fortemente al di sotto degli standard, con la possibilità in base ai propri Comuni di appartenenza, di anticipare l’accensione per una durata complessiva non superiore alla metà di quella consentita ordinariamente.

Chi abita in un condominio deve decidere con assemblee frequenti gli orari di accensione del riscaldamento congiunto, a differenza di chi ha il riscaldamento autonomo e lo decide individualmente. Non rientrano in queste normative gli Ospedali e in molti casi piscine comunali, saune, sedi delle rappresentanze diplomatiche e organizzazioni internazionali, previa comunicazione, così come i negozi. In caso di trasgressione delle normative, il proprietario ne sarà responsabile, con sanzioni amministrative che si aggirano dai 1000 ai 6000 euro. 

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