Tutti vogliono una casa green, ma comprarla è quasi impossibile
Gli italiani vogliono il green per la loro casa, ma il mercato frena i sogni di sostenibilità. Questo è quanto emerge dal recente report FIAIP Monitora Italia, uno studio realizzato in collaborazione con ENEA e I-Com e che segnala la voglia degli italiani di avere una casa più verde, ma l’impossibilità di arrivarci a causa delle condizioni dell’attuale patrimonio immobiliare in vendita.
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Da quando in Italia è arrivata la Direttiva Case Green, l’attenzione all’efficienza energetica è salita progressivamente e in modo costante. Sono sempre di più, infatti, gli acquirenti che quando si accingono a comprare casa, riservano attenzioni particolari alla classe energetica, cosa che negli anni precedenti si faceva raramente. Il problema, però, è che la maggior parte delle case attualmente in vendita in Italia, ha ancora una classe energetica bassa.
Secondo il rapporto FIAIP Monitora Italia, il 75% del patrimonio residenziale italiano è obsoleto e poco performante, e per avere una casa green, gli acquirenti dovrebbero investire parecchio nella riqualificazione. Proprio le ingenti spese frenano gli acquirenti, che però anelano ad una residenzialità più sostenibile.
Gli italiani vogliono il green

Sempre più persone vogliono comprare case con una classe energetica alta. Questo non è solo un sentimento diffuso, ma un vero e proprio dato statistico. A rilevarlo è il recente report FIAIP-ENEA-I-COM relativo al 2025, che ha analizzato proprio l’approccio del mercato all’efficienza energetica del patrimonio immobiliare. In base ai dati riscontrati, l’apprezzamento per la qualità energetica delle case in vendita è sempre più alto, il che spinge in alto i prezzi degli immobili ad alta efficienza energetica. In particolare, quelli che con il Superbonus hanno migliorato la classe energetica, sono tra quelli che vanno per la maggiore nel gradimento del mercato.
La classe energetica, quindi, è diventata un elemento determinante nella formazione del prezzo e anche nell’orientamento della decisione finale. Il problema è che questa intenzione si scontra con la compagine dei venditori, che nel 54% dei casi non riconosce (e di conseguenza non valorizza) il peso della classe energetica.
Questo vuol dire che si immettono sul mercato case obsolete che, per diventare green, necessitano di ingenti somme per l’adeguamento, che gli acquirenti considerano e che invece i venditori non calcolano minimamente. Parlando in termini economici, si sta creando una vera e propria spaccatura nel mercato, che vede contrapporsi:
- il green premium (per gli immobili efficienti);
- il brown discount (per gli immobili energivori).
Gli immobili italiani sono ancora indietro

Adeguare una casa obsoleta alla Direttiva Case Green è parecchio costoso, il che blocca moltissimi acquirenti dall’affrontare un acquisto che include una ristrutturazione riqualificativa. In Italia sono stati parecchi i bonus edilizi che negli anni scorsi (e alcuni ancora oggi) hanno permesso di aumentare l’efficienza energetica degli immobili (vedi l’Ecobonus e il Superbonus su tutti), ma si tratta di agevolazioni che sceglie principalmente chi ristruttura per sé, e non per vendere.
Questo vuol dire che i venditori non vogliono investire in un immobile che poi venderanno, ma al contempo si aspettano di ricevere somme altissime per case obsolete.
In Italia la maggior parte delle case è ancora in classe F e G, e chi si accinge a comprare, preferisce spendere di più per una casa già efficientata, rispetto ad affrontare i lavori di efficientamento. Ci troviamo, quindi, in un empasse dal quale sarà possibile uscire solamente con un cambio di paradigma, e con delle direttive dall’alto che guidino verso l’efficientamento di tutti gli edifici e che sensibilizzino riguardo l’importanza di adeguare anche gli immobili più datati e energivori alle nuove esigenze abitative e sociali.