Ristrutturazione casa: sarà obbligatoria dal 2030?

Autore:
Davide Bernasconi
17/01/2023

La Direttiva UE per la riqualificazione energetica potrebbe costringere milioni di famiglie italiane a ristrutturare casa entro il 2030. Quali sono i parametri e cosa prevede la norma.

Ristrutturazione casa: sarà obbligatoria dal 2030?
Autore: PublicDomainPictures / Pixabay

Ristrutturare casa sarà davvero obbligatorio per le famiglie italiane? Secondo la direttiva UE potremmo essere costretti in Italia ad aprire un cantiere per aggiornare, secondo i nuovi parametri, le nostre abitazioni, per renderle meno energivore e quindi, consentendo di ridurre notevolmente i consumi del riscaldamento.

A decidere che è arrivato il momento di “aggiornare” le abitazioni è la Commissione Europea che ha introdotto la direttiva UE sulla classe energetica delle case. Al momento, sono stati determinati unicamente una serie di obbiettivi minimi a cui gli Stati membri devono puntare, partendo dagli stabili non residenziali con classe G, con lo scopo di portarli alla classe superiore F entro il 1° gennaio 2027 mentre per gli edifici residenziali il termine per la riqualificazione sarebbe il 1° gennaio 2030.

I successivi step dovrebbero essere il raggiungimento della classe D entro il 2033 mentre l’obiettivo zero emissioni è fissato al 2050. Al momento la situazione in Italia è decisamente critica: i dati indicano nel 60% delle abitazioni l’appartenenza alle classi energetiche più basse, F e G.

Stante i dati attuali, il patrimonio immobiliare italiano, oggetto della direttiva, è indicato in qualche milione ed il termine del 2030, ovvero fra soli 7 anni, è davvero vicino, viste le difficoltà che stanno affrontando famiglie ed aziende edili per portare a termine le pratiche ed i lavori del Superbonus 110% (dal 2023 abbassato al 90% salvo casi specifici).

Lo scenario iniziale non è dunque per nulla confortante, anche se occorre attendere i prossimi passi del Parlamento europeo.

La prima data da segnare è il 9 febbraio quando il testo arriverà in commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (Itre), seguito da più di 1550 emendamenti alla normativa, che alla fine potrebbero ritardare o addirittura svuotare di significato la direttiva.

La Commissione ha comunque lasciato margine agli Stati di tracciare la direzione per mettere in pratica la norma, in considerazione delle enormi differenze del patrimonio immobiliare nel continente oltre alla necessità di fissare gli standard minimi di riqualificazione energetica.

E considerando che le opere necessarie per ottenere benefici sono praticamente gli stessi indicati nel Superbonus, come pannelli fotovoltaici, coibentazione, cappotto termico e sostituzione degli infissi solo per citare i più noti, la strada delle agevolazioni fiscali sembra ancora la soluzione finale, altrimenti, dovremmo aspettarci le ovvie sanzioni dell’Europa.