Occupazione in edilizia, più lavoro grazie al bonus ristrutturazioni: +16,2%

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Bilancio positivo per l’occupazione nel 2023 in Italia, nonostante il rallentamento della crescita: è uno dei temi evidenziati nel rapporto Istat. Il bonus ristrutturazioni ha contribuito all’aumento dell’occupazione in edilizia del +16,2%. Diamo un’occhiata ai dati. 

Guarda il video

Edilizia
Photo by bogubogu – shutterstock

Nel 2023 abbiamo assistito ad un aumento dell’occupazione a ritmo pari a quello del 2022, nonostante il rallentamento della crescita. Considerando il periodo che va dal 2019 al 2023, si registra un miglioramento significativo nel mercato del lavoro che è equiparabile ai dati presenti nelle altre maggiori economie europee.

Nello specifico, il numero di occupati in Italia è cresciuto nel biennio 2022 – 2023 a ritmi sostenuti (+1,8 per cento in entrambi gli anni), anche se è stato evidente il  rallentamento dell’attività (il Pil in volume è cresciuto del 4,0 per cento nel 2022 e di 0,9 nel 2023). È la fotografia scattata dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica che fornisce il suo consueto report sulle condizioni di occupazione in Europa.

Ma da cosa deriva la crescita dell’occupazione in Italia? Sicuramente l’aumento dell’attività economica osservato tra il 2019 e il 2023 rappresenta un fattore determinante, oltre alle ore per occupato (+1,4 punti) che assieme hanno più che compensato la lieve contrazione della produttività oraria misurata sul Pil (-0,3 punti). Inoltre, il nostro Paese si distingue per la crescita dell’occupazione legata alle Costruzioni: parliamo del +16,2%, sostenuta dall’introduzione delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

Bonus ristrutturazioni: +16,2% di occupazione in edilizia

Edilizia
Photo by Bannafarsai_Stock – shutterstock

Analizzando l’occupazione tramite l’input di lavoro desunto dai Conti Nazionali, emerge che la crescita del tasso di attività del 2023 rispetto al 2019 ha riguardato principalmente la componente adulta: per le donne, +2 punti nella classe 25-54 anni e +2,7 in quella 55-64; per gli uomini +1 e +2,6 punti, rispettivamente.

Il tasso di occupazione della popolazione in età di lavoro (15-64 anni) nel 2023 ha raggiunto il 61,5%, ottenendo 2,4 punti percentuali rispetto al 2019 sia per gli uomini (al 70,4%) sia per le donne (al 52,5%). Nonostante l’aumento dell’occupazione negli ultimi tre anni, sono rimasti invariati i i differenziali di genere sulla popolazione in età di lavoro rispetto al 2019.

Dando un’occhiata agli altri principali paesi dell’Europa, il mercato del lavoro italiano è ancora caratterizzato da un ritardo in termini di partecipazione. Nel 2023, infatti, il tasso di inattività della popolazione di 15-64 anni conserva il primato tra i Paesi dell’Ue27 (25,0 %) con un divario che per le donne è di circa 13 punti percentuali.

L’andamento delle retribuzioni

Anche se abbiamo osservato miglioramenti significativi nel mercato del lavoro negli ultimi anni, in Italia è ancora presente una quota molto elevata di occupati in condizioni di vulnerabilità economica. Tra i fattori determinanti, sicuramente c’è la crescita moderata delle retribuzioni, il cui potere di acquisto si è ridotto negli ultimi anni a causa dell’inflazione.

Altri elementi che contribuiscono alla bassa retribuzione nel nostro Paese sono la contenuta intensità lavorativa e la ridotta durata dei contratti, con la diffusione di tipologie contrattuali meno tutelate e di lavori atipici che coinvolge quote ancora elevate di donne, giovani e stranieri. Inoltre, dal confronto europeo emerge che in Italia è presente un rischio più alto di povertà tra le famiglie rispetto alla media europea.

Occupazione in edilizia, più lavoro grazie al bonus ristrutturazioni: immagini e foto