L’industria degli affitti in Italia e Europa: boom di contratti
L’industria degli affitti in Italia e Europa registra una crescita senza precedenti, passando dall’essere una risposta alla difficoltà di accesso alle compravendite, ad una vera e propria fonte di investimento. Nel 2025 c’è stato un numero record di contratti stipulati e i prezzi sono ancora in crescita: il report di Scenari Immobiliari e Abitare Co.
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Il mercato delle locazioni sta crescendo a dismisura sia in Italia che in Europa. La sua ascesa è dovuta principalmente alle difficoltà sempre maggiori che gli acquirenti wannabe incontrano nell’accedere alle case in vendita, spesso a prezzi inavvicinabili, ma con il passare del tempo quello che è partito come un comportamento emergenziale, si è trasformato in strutturale.
In poche parole, quindi, oggi si sceglie l’affitto anche quando si ha la possibilità di acquistare, e proprio per questo gli investitori hanno deciso di puntare tutto sull’industria degli affitti. Ecco i dati di questa realtà emergente nel rapporto che Scenari Immobiliari e Abitare Co. hanno presentato in occasione del Forum Locazione 2026 a Milano.
L’industria degli affitti in Italia e Europa

A livello europeo, il 2025 è stato un anno in cui gli investimenti nel settore living hanno raggiunto la soglia di 55 miliardi di euro, registrando una crescita del 18,5% rispetto al 2024.
In un contesto in cui le case in vendita scarseggiano, l’affitto ha trovato il suo punto di forza, e si è trasformato in una soluzione stabile, a prescindere dall’alternativa sul mercato delle compravendite. In questo senso, stanno nascendo anche politiche pubbliche a sostegno dell’affitto, e proprio nei paesi in cui la locazione è supportata dall’alto, si registrano le migliori performance su diversi fronti:
- economiche,
- occupazionali,
- attrattive di nuovi residenti.
A livello europeo, il Paese che ha investito di più nelle locazioni è il Regno Unito, che ha registrato volumi doppi rispetto all’anno precedente, arrivando a superare i 28 miliardi.
In particolare, le somme più ingenti hanno riguardato lo student housing, che globalmente è cresciuto del 70%, e il multifamily nelle grandi aree urbane, che ha registrato una crescita del 10%.
La situazione italiana

In Italia sono quasi 8 milioni le famiglie che vivono in affitto, e che da sole generano un flusso di circa 50 miliardi di euro, a cui si sommano i 6,5 miliardi delle locazioni brevi. Quello delle locazioni, nonostante i recenti aggiornamenti normativi, si dimostra un segmento estremamente dinamico, pur rimanendo secondario rispetto agli altri Paesi europei. Ad ogni modo, da noi gli investimenti hanno sfiorato il miliardo di euro, crescendo del 40% rispetto al 2024, e con una previsione di ulteriore crescita per il 2026 (la stima parla di un aumento fino a 1,25 miliardi).
Per capire la l’impatto delle locazioni nel mercato immobiliare italiano, basti pensare che il monte canoni nazionale complessivo raggiunge i 50 miliardi annui, di cui 11,4 miliardi stipulati solo nel 2025, per un totale di 1,33 milioni di contratti, il 4,4% in più rispetto al 2024.
A livello di prezzi, questi sono saliti del 5,15% rispetto all’anno precedente, con dinamiche differenziate in base alle zone e ai patti territoriali, mentre è diminuita la percentuale di locazioni a lungo termine.
Queste, infatti, rappresentano oggi meno del 30% del totale delle nuove stipule. Infine, guardando la geografia degli affitti italiani, si nota una concentrazione da bollino rosso della domanda nei grandi centri urbani, fatto che spinge i canoni alle stelle. Ne è un esempio Milano, dove si raggiungono facilmente i 200 euro/mq annuo (+10% sul 2024), seguita da Roma (155 euro/mq), Bologna (140 euro/mq) e Napoli (120 euro/mq).