Le pale eoliche compostabili fatte di bambù e funghi sono una vera rivoluzione
Le pale eoliche compostabili realizzate con un composito di funghi e bambù verranno testate allo scopo di scoprire la loro reali resistenza ed efficienza energetica.

Nel costante sforzo di ridurre l’impatto ambientale e di promuovere l’energia rinnovabile, l’industria delle turbine eoliche sta compiendo importanti progressi. Una delle innovazioni più recenti che sta attirando l’attenzione degli esperti è rappresentata dalle pale eoliche compostabili fatte di bambù e funghi. Questa soluzione pionieristica offre un’alternativa ecologica alle tradizionali pale eoliche in fibra di vetro o resina, aprendo la strada a una nuova era di sostenibilità nel settore delle energie rinnovabili.
Il bambù e i funghi sono due risorse naturali incredibilmente versatili e sostenibili. Il bambù è noto per la sua crescita rapida e la sua resistenza meccanica, che lo rende un materiale ideale per molti scopi, inclusi i prodotti ecologici. I funghi, d’altra parte, sono noti per la loro capacità di degradare materiali organici, e sono considerati dei “rifiuti” naturali.
Una grande novità che arriva dalla California

Le pale eoliche non sono semplici da riciclare e per questo negli ultimi anni si sta cercando una soluzione che possa risultare davvero green. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Davis ha creato quindi un interessante progetto che vede come risultato le prime pale eoliche compostabili.
L’ingegnere e esperta di materiali polimerici Valeria La Saponara ha sviluppato una nuova formula utilizzando una combinazione di bambù intrecciato, micelio e biomassa di rifiuti agricoli, in sostituzione della fibra di vetro e del legno di balsa.
Secondo quanto spiegato da Sharon Campbell Knox sul sito dell’università, la ricercatrice ha iniziato a lavorare con il micelio, la parte vegetativa dei funghi, circa quattro anni fa, alla ricerca di un materiale alternativo alla plastica derivante da fonti fossili.
Per creare le pale eoliche compostabili, ha assemblato un team interdisciplinare che si dedicasse simultaneamente a diversi aspetti cruciali, come la progettazione ottimale dell’intreccio del bambù e la ricerca dei migliori supporti per favorire la crescita della biomassa fungina. Non è passato molto tempo prima che il primo prototipo prendesse forma. Il gruppo ha realizzato una pala eolica iniziale completamente compostabile per condurre i loro esperimenti.
Giunto il momento dei test
Valeria La Saponara ha spiegato che ora risulta necessario portare avanti dei test strutturali per scoprire quanto le pale possano ruotare velocemente e quanta energia possano generare.
Nella prossima fase, il composto innovativo di micelio e bambù verrà impiegato per sostituire le pale di una turbina eolica commerciale da 1 kW, che è stata installata nelle vicinanze dello STEEL Lab, un’unità di ricerca del Western Cooling Efficiency Center. I test condotti su questo piccolo aerogeneratore metteranno alla prova la sua resistenza e prestazioni in condizioni di vento che possono superare velocità di 136 km/h. Sarà quindi molto importante attendere i risultati di questi test.
La Saponara ha rivelato inoltre che
Una volta che avremo il Proof of concept per 1 kilowatt, che rappresenta una quantità ragionevole di potenza, potremo iniziare a lavorare con le aziende per la commercializzazione.