La verità sugli affitti in Europa emerge da una nuova classifica e non è rassicurante
Il Carrie Bradshaw Index 2026 svela quali sono le città in cui chi vive da solo si può permettere una casa in affitto in Europa, portando a galla una scomoda verità: molte grandi città sono inaccessibili, e solo in poche realtà chi ha un reddito medio può arrivare tranquillamente a fine mese.
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Vivere in affitto in Europa è sempre più costoso, soprattutto nelle grandi città. Questo non è certo una sorpresa, ma il Carrie Bradshaw Index 2026 lo mette nero su bianco: il report dell’Economist, che confronta il costo medio degli affitti con i salari medi nelle principali città del Continente, afferma che in tutti i centri analizzati tranne 8, una persona con un reddito medio fatica a permettersi un affitto.
L’indice parte dal presupposto che per essere considerato sostenibile, un affitto deve assorbire al massimo il 30% del reddito e, utilizzando i canoni medi di affitto per i bilocali, li confronta con i salari medi cittadini stimati dall’Economic research institute. Ebbene, i risultati non sono affatto positivi.
Carrie Bradshaw Index 2026

Il Carrie Bradshaw Index è un indicatore dell’Economist che misura l’accessibilità economica per una persona che desidera vivere da sola in affitto in una grande metropoli.
Prende il nome dalla celebre protagonista della serie TV Sex and the City, donna single e indipendente che vive da sola a Manhattan, con uno stipendio medio, e intende rappresentare la stessa situazione nella vita reale, verificando quali sono le città dove una vita alla Sex and the City sarebbe possibile e dove, invece, i prezzi sono talmente alti da non permetterlo. Ebbene, in Europa sarebbero davvero poche le città in cui Carrie Bradshaw potrebbe permettersi le sue amate scarpe costose.
Di tutti i mercati analizzati, infatti, solamente 8 città, prevalentemente tedesche o situate nel Nord Europa, presentano un rapporto reddito-affitto sostenibile, che si mantiene al di sopra della linea di accessibilità e che, quindi, consente di destinare alle spese di locazione meno del 30% dello stipendio. In particolare, queste città sono:
- Bonn,
- Berlino,
- Berna,
- Bruxelles,
- Helsinki,
- Lione,
- Vienna,
- Lussemburgo.
La situazione in Italia

Guardando al mercato italiano, si notano tendenze particolari, non sempre in linea con le altre città europee. Nonostante il Bel Paese non compaia tra i mercati più accessibili, la situazione in Italia sembra essere molto più facile per gli inquilini rispetto ad altre capitali.
Come evidenzia il report Housing in Europe 2026 di Eurostat, infatti, l’Italia è l’unico Paese insieme a Cipro dove i prezzi delle case in vendita non sono aumentati tra il 2010 e il 2024 ma anzi, sono calati. Questo ha fatto molto bene a città come Roma, uno dei mercati più gettonati soprattutto dagli investitori stranieri, ma l’interesse rimane legato alla zona e alla tipologia d’immobile. Diverso è il discorso per luoghi come Milano, dove a contare di più è il fattore tempo.
Dal punto di vista degli affitti la situazione è meno rosea, in quanto i canoni sono cresciuti di circa il 25% nello stesso periodo, con un andamento però più moderato rispetto al resto d’Europa.
Il divario tra redditi e costo della casa rimane ampio, e le grandi città rimangono inaccessibili soprattutto ai Carrie Bradshaw wannabe, ma in linea generale, non è esagerato dire che in Italia si trovano condizioni più favorevoli rispetto a città come Londra o Parigi. Da noi, infatti, la quota di reddito destinata alla casa si attesta al 13,6% del reddito, valore al di sotto della media UE del 19,2% (2024).