In questa località ti offrono una casa e uno spazio co-working se decidi di trasferirti
In questa località si offrono case e co-working a chi si trasferisce: l’iniziativa contro lo spopolamento alpino vuole dare occasioni di sviluppo alle aree interne, migliorare i legami sociali tra gli abitanti e migliorare la qualità della vita. Ecco dove andare a vivere se si vuole stare in pace e nella natura.
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Lo spopolamento delle aree interne è un fenomeno che interessa l’Italia intera, e che vede intere comunità abbandonare borghi e piccoli centri per trasferirsi nelle grandi città, dove le opportunità lavorative sono maggiori. Il risultato è un impoverimento non solo economico, ma soprattutto sociale, di interi territori. Grazie a diverse iniziative anti-spopolamento, però, queste piccole realtà tornano a vivere e svilupparsi.
Ne è un esempio Appennino l’Hub (impresa sociale Vorrei), che ispirandosi ad una canzone di Francesco Guccini dedicata ai paesi, ai borghi e ai loro abitanti (Vorrei, appunto), intende dare occasioni di sviluppo e lavoro nei territori delle aree interne, migliorare i legami sociali e la qualità della vita e aumentare l’attrattività. Come? Con occasioni di co-living e co-working per far rinascere le comunità locali.
Offresi case e co-working

A Pennabilli, un piccolo paese sull’Appennino romagnolo, è possibile vivere in spazi condivisi in un contesto tranquillo e in armonia con la natura. Grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna e dei fondi di Coesione dell’Unione Europea, l’impresa sociale Vorrei ha ristrutturato un antico casale e lo ha trasformato in uno spazio di co-living, che ospita lavoratori e nomadi digitali provenienti sia dall’Italia che dall’estero, e che sono in cerca di un maggior equilibrio tra vita privata e lavoro. Andrea Zanzini, responsabile ricerca e sviluppo di Appennin l’Hub, spiega che:
Lo spopolamento delle aree interne è purtroppo un fenomeno diffuso in tutto il Paese. Noi oggi veniamo chiamati in tutte le regioni d’Italia ad accompagnare processi di sviluppo, resilienza e rinascita economica. L’obiettivo è fare in modo che i paesi diventino maggiormente attrattivi, soprattutto per i nuovi abitanti, magari giovani. Per farlo, dobbiamo cercare di capire qual è la loro visione del rapporto tra vita e lavoro.
A Pennabilli si può rimanere per periodi lunghi, e la speranza è quella che chi arriva come nomade digitale, poi si fermi innamorandosi del territorio e della sua comunità.
Come funziona il progetto

L’edificio è pensato proprio per accogliere un buon numero di persone, ed è così composto:
- 3 appartamenti,
- 1 sala comune per il co-working.
Zanzini spiega che chi viene qui vuole fare un’esperienza sia personale che in condivisione con gli altri, e che per portare avanti questo tipo di progetto, i fondi pubblici e le agevolazioni sono fondamentali in quanto le realtà di questo tipo hanno bisogno di tempi lunghi per produrre i loro effetti. Negli anni Appennino l’Hub ha ricevuto 600.000 euro di finanziamenti europei derivanti dal Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus), e nel 2024 è stato riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna come il primo incubatore nazionale per lo sviluppo sostenibile per le aree interne.
Grazie al suo lavoro, proprio nel 2024, per la prima volta dal dopoguerra ad oggi, si è invertita la tendenza allo spopolamento nelle aree interne bolognesi: sono aumentati gli abitanti invece che diminuire. Molti dei ragazzi che sono andati a fare esperienze di studio o lavoro fuori, oggi tendono a tornare nelle loro comunità, sia per scelta personale che per motivi economici, essendo sempre più complesso trovare casa nelle grandi città.