Tax credit casa per la montagna: come funziona l’agevolazione
Il tax credit casa per la montagna è un incentivo che chi ha sempre sognato di vivere in alta quota non può proprio lasciarsi sfuggire: ecco come funziona e chi sono i beneficiari. L’obiettivo è il ripopolamento e il rilancio delle zone montane, attraverso strumenti fiscali di grande rilevanza.
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Lo scorso 19 settembre 2025 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 131/2025, interamente dedicata alle disposizioni organiche per la valorizzazione e lo sviluppo delle aree montane.
Si tratta di un insieme di misure volte al rilancio delle zone montane soggette a spopolamento e marginalizzazione socio-economica, che porterà enormi vantaggi a chi deciderà di trasferirsi nei comuni agevolati, sotto diversi punti di vista. Se da un lato la legge prevede un bonus per incentivare il lavoro da remoto, dall’altro mette in primo piano la casa.
Grazie al tax credit per la prima casa, infatti, i beneficiari dell’agevolazione potranno risparmiare tantissimo sull’acquisto o sulla ristrutturazione del proprio immobile, a patto di rientrare nei requisiti minimi. Per i dettagli è ancora presto, poichè si dovrà attendere un decreto attuativo entro il prossimo 20 novembre, ma le linee principali sono già state delineate: ecco come funzionerà il credito d’imposta previsto dalla legge, a chi si rivolge e per quali immobili è valido.
Rilancio delle zone montane

La Legge n. 131/2025 introduce numerose novità per chi deciderà di trasferirsi in una delle zone montane a maggior rischio spopolamento. Si tratta di zone dove la popolazione è in calo drastico, e da cui tutti fuggono per recarsi, invece, nei grandi centri abitati, più ricchi di opportunità lavorative e servizi, seppur parecchio più costose. Per contrastare il fenomeno, il Governo ha quindi varato diverse misure su più fronti: da un lato quello lavorativo e dall’altro quello immobiliare, in primis.
Grazie ad un bonus per lo smart working, infatti, sia i datori di lavoro che i dipendenti avranno un’opportunità da non perdere: contributi pagati dal bonus per i datori di lavoro, e contratti di lavoro stabili e a tempo indeterminato per i lavoratori. Il vincolo, ovviamente, consiste nello spostare la propria residenza da un grande centro urbano e andare a vivere in pianta stabile in un comune montano a rischio spopolamento. Ecco, invece, come funziona il credito d’imposta pensato per la prima casa.
Tax credit casa per la montagna

A regolare il credito d’imposta per la prima casa in montagna è l’articolo 27 della nuova legge n. 131/2025. Questo, infatti, delinea i requisiti che devono rispettare sia i beneficiari del bonus che gli immobili, ai fini di poter ottenere l’agevolazione. Questa consiste in un credito d’imposta sugli interessi passivi dei mutui ipotecari e fondiari accesi per acquistare o ristrutturare la prima casa in uno dei comuni montani che rientrano nel raggio d’azione della Legge. Si tratta di un tax credit rivolto a:
- persone fisiche under 41;
- mutui stipulati a partire dal 20 settembre 2025;
- immobili acquistati come prima casa che non siano residenze di lusso (A1, A8 e A9).
Gli interessi passivi si potranno portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi per 5 anni, nel limite complessivo di spesa pubblica di 16 milioni di euro annui. Si tratta, però, di una detrazione che non si può cumulare con altre misure fiscali già esistenti, come ad esempio la classica detrazione IRPEF sui mutui e le agevolazioni riservate al personale scolastico o sanitario che opera in montagna. Considerando i prezzi sempre più alti delle case in città, ma anche quelli delle case in montagna, questa è sicuramente un’opportunità da prendere in considerazione.