Cromie decise, luce, connessione, continuità, dialogo con il quartiere. C’è tutto questo e molto di più nella rilettura di studio llabb per questo appartamento a Genova affacciato sul porto
Nel cuore del Molo, studio llabb firma la ristrutturazione di un appartamento per un giovane creativo, traducendo l’anima portuale del quartiere in uno spirito giocoso ed eclettico

Il Molo, o Meu come si dice in antico dialetto genovese, è una striscia di terra stretta tra il mare e la città vecchia di Genova. Il quartiere, parzialmente demolito dai bombardamenti al tempo del secondo conflitto mondiale, è stato riedificato negli anni Sessanta per ospitare le maestranze dei bacini portuali.
Si è costituita così una dimensione comunitaria orgogliosa e ruvida che è rimasta quasi intatta. Solo in tempi recenti il tessuto delle vecchie botteghe ha iniziato ad aprirsi, accogliendo i laboratori e gli spazi di lavoro di una nuova generazione di progettisti, grafici e creativi.
Affascinato dalla vivacità del Meu, un giovane creativo ha deciso di stabilire la propria dimora in un appartamento affacciato direttamente sulle Mura di Malapaga e sul profilo dei capannoni sul porto.

Lo sviluppo dello spazio è scandito in due zone principali evidenziate dal disegno del parquet, che muta l’orditura di posa proprio all’altezza del corridoio, lo snodo nelle due direzioni.
Gli architetti di studio llab hanno preferito modificare la distribuzione degli spazi precedente: la zona notte, originariamente esposta a sud, è stata collocata sul fronte settentrionale della casa. Questa inversione ha permesso di liberare l’ambiente più luminoso della casa, orientato a meridione e a ponente, per destinarlo interamente al soggiorno.
- Nella zona giorno tanta luce e le suggestioni del quartiere
- Il dialogo a tre voci e l’arredo pop
- Nella zona notte il colore sdrammatizza il minimalismo
- Sensibilità fa rima con semplicità
- Cromie decise, luce, connessione, continuità, dialogo con il quartiere. C’è tutto questo e molto di più nella rilettura di studio llabb per questo appartamento a Genova affacciato sul porto – foto e immagini
Nella zona giorno tanta luce e le suggestioni del quartiere

La zona giorno nasce dalla fusione di due vani preesistenti, di cui sono stati abbattuti i muri divisori. L’ambiente si apre verso l’esterno attraverso una finestra, precedentemente murata, che ora cattura la luce calante del pomeriggio e inquadra la vista sui profili delle infrastrutture portuali.
La cucina si sviluppa lungo una linea netta, volutamente nascosta agli occhi di chi varca la soglia dell’appartamento. La scelta di eliminare i pensili superiori, sostituiti da due lunghe mensole longitudinali, alleggerisce l’impatto visivo dei volumi tradizionali ed enfatizza lo sviluppo orizzontale della stanza.

Il confine tra l’area dedicata alla preparazione dei pasti e il living è suggerito dalle travi in cemento armato dell’edificio anni Sessanta, portate a nudo e lasciate a vista.
Queste nervature strutturali, ruvide e non trattate, vogliono citare lo spirito del quartiere, richiamando le grandi gru e i capannoni che si stagliano oltre i vetri, integrando la memoria storica del Molo nello spazio domestico.
Il dialogo a tre voci e l’arredo pop

Se la struttura dell’appartamento si caratterizza per un rigore asciutto e minimale, le scelte per gli interni si aprono invece a un registro differente, nato da una sinergia a tre fra il committente, lo studio di architettura llab (basato a Genova) e Mobilia, azienda ligure specializzata in arredamento e design.
Pezzi iconici internazionali convivono con una collezione personale di opere d’arte, stampe in cianotipia firmate da Pica Blu e illustrazioni grafiche di Marco Oggian. Nella zona pranzo, tavolo e sedie sono della linea Form, firmata Norman Copenhagen.
Nel soggiorno, la modularità lineare del sistema componibile USM incontra la morbidezza informale del divano Mags Soft Low di Hay, qui in un bel blu acceso, abbinato al giallo uovo del side table DLM, sempre di Hay. Dalla parte opposta, la poltrona Visu di Muuto, disegnata da Mika Tolvanen, offre una seduta in più. In un angolo prospettico strategico, la verticalità della lampada Parentesi (di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos) taglia lo spazio con una lama rossa. Il risultato è un interno dinamico, che gioca con la luce e i colori.
Nella zona notte il colore sdrammatizza il minimalismo

La stessa attitudine disinvolta si ritrova negli ambienti di servizio e nella zona notte. In bagno, una maglia regolare di piastrelle bianche nel formato 10×10 cm riveste lo spazio della doccia, dove l’uso di fughe colorate in blu trasforma la superficie in un reticolo geometrico che dilata la percezione del volume. A contrasto con la precisione della piastrella, le linee morbide dello specchio e i dettagli arancioni qua e là introducono una nota di spontaneità.
Lungo il corridoio che conduce alle stanze private, le porte originali sono state recuperate e reinterpretate grazie a maniglie cromatizzate in tinte differenti, trasformando un elemento di passaggio in una galleria dagli accenti pop.

Nello studio e nella camera da letto gli arredi mescolano epoche e produzioni, accostando pezzi degli anni Cinquanta – la scrivania Daystak Desk RD3 di &Tradition, disegnata da Robin Day nel 1951 – a elementi contemporanei di Zanotta (lo sgabello Mezzadro, sempre di Achille Castiglioni) e Hay (il comodino Facet disegnato da Stefan Scholten), fino alla semplicità di una cassettiera Malm di Ikea in finitura specchiante. Gli armadi, infine, scompaiono dietro una tenda in cotone bianco pesante, un dettaglio minimale che introduce leggerezza visiva.

Sensibilità fa rima con semplicità

All’inizio, nel 2013, llabb era un laboratorio di falegnameria per la realizzazione di arredi su misura. Con il tempo, la dimensione dei progetti è cresciuta, sino ad arrivare alla scala architettonica. L’esperienza acquisita come falegnami è stata convertita in una particolare attenzione ai dettagli e alla scelta dei materiali.
Con l’intervento di Meu, lo studio conferma questa visione, in cui gli spunti pop, semplici e freschi, aiutano a regalare spontaneità a un ambiente che non esclude, nei punti giusti, anche il riconoscimento all’autorialità più conosciuta e consolidata.