Crisi locativa: ecco perchè i proprietari non affittano più
La crisi locativa italiana è ormai ben consolidata, ma da cosa dipende? Come mai i proprietari sono sempre più restii ad affittare i loro immobili? La risposta sta, secondo FIMAA, nelle scarse tutele e in un’elevata pressione fiscale. Il risultato? 9,5 milioni di case vuote lungo tutto lo Stivale, su 35 milioni di immobili totali.
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L’Italia sta attraversando un periodo particolarmente difficile dal punto di vista degli affitti. Gli inquilini si trovano a doversi confrontare con un mercato estremamente ridotto e dai prezzi esorbitanti, ma soprattutto con dei proprietari diffidenti e che chiedono garanzie sempre più elevate. Dall’altro lato, i proprietari devono fare i conti con l’eventualità di incappare in un inquilino moroso e non riuscire a mandarlo via. Inoltre, un altro tasto dolente è quello delle imposte, che non si sospendono al sospendersi dei pagamenti del canone di affitto da parte dell’inquilino moroso di cui sopra.
I motivi non si fermano certo qui, e ad esporli tutti ci ha pensato la FIMAA-Confcommercio in un’audizione di fronte alla Commissione Ambiente della Camera, durante la quale ha sottolineato la necessità di intervenire per risolvere la situazione. Le sue proposte riguardano da un lato la maggior tutela dei proprietari, e dall’altro un più ampio ventaglio di interventi volti alla rigenerazione urbana delle città italiane.
Proprietari diffidenti, ecco perchè

FIMAA-Confcommercio ha spiegato dettagliatamente quali sono i motivi che spingono moltissimi proprietari a non destinare i propri immobili alle locazioni a medio e lungo termine. Non solo, ha sottolineato che l’elefante nella stanza, di cui si conosce l’entità ma di cui nessuno parla, non sono gli affitti brevi, ma gli immobili vuoti. A livello nazionale si contano 35 milioni di case, di cui ben 9,5 milioni sono attualmente vuote. Si tratta di un rapporto quasi di 1 a 3, che potrebbe alleviare di parecchio la pressione sul mercato locativo.
I proprietari però preferiscono lasciare la loro seconda casa vuota piuttosto che affittarla in modo standard, come mai? Le ragioni sono di diversa natura:
- il timore della morosità;
- la preferenza delle locazioni turistiche;
- l’elevata pressione fiscale.
Questi motivi spiegano chiaramente le situazioni che si riscontrano a Firenze e Milano, come sottolinea Maurizio Pezzetta, Vice Presidente Vicario di FIMAA:
“Firenze, città simbolo delle locazioni brevi e turistiche, su 177mila abitazioni, quelle locate con contratti di locazione 4+4 sono 38.000, mentre quelle destinate agli affitti brevi sono appena 10.000. Lo stesso succede a Milano, città universitaria per antonomasia: ci sono 180.000 case locate a medio-lungo termine, 20.000 affitti turistici e 100.000 case vuote”.
Crisi locativa in Italia: le soluzioni

Se queste case fossero immesse sul mercato, garantirebbero uno stock maggiore e, soprattutto, permetterebbero di far scendere i prezzi, che attualmente sono arrivati a livelli mai visti prima. Quello che secondo FIMAA serve, è innanzitutto il riconoscimento del contratto di locazione come titolo esecutivo, in modo che il proprietario possa rientrare nella disponibilità dell’immobile in modo più semplice nel caso in cui l’inquilino sia moroso. Allo stesso modo però, servono strumenti come fondi di compensazione pubblici o agevolazioni assicurative, per coprire eventuali morosità e tutelare maggiormente i proprietari.
Sul lato fiscale invece, è necessario esentare i proprietari dal pagamento dell’IMU e delle imposte sui canoni non percepiti e, ancor prima, creare una banca dati della morosità dove i proprietari possono verificare l’affidabilità degli inquilini prima di locare le proprie abitazioni.