Case usate in Italia: nel II trimestre 2026 prezzi in crescita
Case usate in Italia: il II trimestre 2026 chiude con un mercato in crescita, che supera i livelli del trimestre precedente dello 0,6% e che segna un +4,1% su base annua. Su i prezzi a Roma, mentre Milano vede una leggera flessione, ma rimane il capoluogo più caro d’Italia: la situazione globale.
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In Italia i prezzi delle abitazioni usate continuano la loro corsa al rialzo, e l’ultimo rapporto di Idealista conferma un trend già consolidato: nel II trimestre del 2026 i valori sono cresciuti dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, e su base annuale la crescita è pari al 4,1%.
Attualmente la quotazione media nazionale è di 1.903 euro al metro quadrato, cifra che risulta sempre più insostenibile per gli acquirenti, soprattutto i giovani e le famiglie con i redditi più bassi. Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista commenta così:
Il II trimestre 2026 conferma la crescita dei prezzi delle case usate in Italia, in un mercato sostenuto da una domanda che resta solida e da uno stock in costante e progressiva contrazione. I principali mercati riflettono questa tendenza, con un aumento generalizzato dei valori. Fa eccezione Milano, dove i segnali di raffreddamento iniziano a riflettersi sui prezzi, una dinamica che, complice anche il recente rialzo dei tassi deciso dalla BCE, nei prossimi mesi potrebbe estendersi ad altre piazze.
Case usate in Italia

I rincari del II trimestre 2026 sui prezzi dell’usato hanno riguardato ben 14 regioni su 20, tra cui il Friuli-Venezia Giulia in particolare. Qui, infatti, le quotazioni sono salite del 2,9%.
Anche Veneto e Lombardia registrano incrementi notevoli, rispettivamente dell’1,6% e dell’1,5%, e si mantengono sopra la media nazionale anche Emilia-Romagna (+1,2%), Lazio (+1%), Liguria (+0,8%), Piemonte e Marche (+0,7%). In linea con il dato italiano sono invece Umbria e Campania, mentre la Toscana rimane stabile. Ad essere in calo sono la Valle d’Aosta, che registra la flessione più sostanziosa (-4,3%), il Molise (-1,2%), Sardegna e Basilicata (-0,3%) e Abruzzo (-0,1%).
Sul fronte dei prezzi effettivi, la regione più costosa d’Italia è il Trentino-Alto Adige, con una quotazione media pari a 3.281 euro/mq. Subito dopo si piazzano Liguria (2.549 euro/mq), Toscana (2.464 euro/mq) e Valle d’Aosta (2.420 euro/mq). Registrano valori superiori alla media nazionale anche la Lombardia (2.414 euro/mq), il Lazio (2.224 euro/mq), l’Emilia-Romagna (1.957 euro/mq) e il Veneto (1.918 euro/mq). Rimangono invece più abbordabili il Molise (900 euro/mq) e la Calabria (922 euro/mq), le uniche due regioni italiane a presentare prezzi dell’usato al di sotto dei 1.000 euro/mq.
Le città con i prezzi più alti

Per quanto riguarda invece i prezzi nelle città, il 64% dei capoluoghi monitorati ha registrato quotazioni in crescita. In particolare, ad aver visto i prezzi gonfiarsi di più sono state Nuoro (+6,9%), Crotone (+5,3%), Lodi (+4,6%) e Verona (+3,9%).
Tra i grandi centri spicca Torino, con una crescita del 3,7%, mentre le altre grandi città vedono aumenti che vanno dal 2,3% di Palermo allo 0,2% di Catania. Milano e Cagliari, invece, mostrano prezzi a ribasso rispettivamente dello 0,5% e dell’1,1%. I cali più consistenti, però, sono quelli di Barletta (-4,1%), Campobasso (-4%) e Ascoli Piceno (-3,5%).
In termini di valori assoluti, Milano rimane comunque il capoluogo più costoso, con un prezzo medio per le abitazioni usate pari a 5.165 euro/mq. La seguono:
- Venezia (4.958 euro/mq);
- Bolzano (4.793 euro/mq);
- Firenze (4.623 euro/mq);
- Bologna (3.720 euro/mq);
- Roma (3.429 euro/mq).
Dall’altro lato dello Stivale, le città più economiche dove comprare una casa usata sono Caltanissetta (655 euro/mq), Ragusa (735 euro/mq) e Biella (772 euro/mq).