Canone Rai, dalla bolletta al cellulare: l’ipotesi del governo

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Canone Rai dalla bolletta al cellulare: il governo sta valutando l’ipotesi del pagamento del canone con l’utenza del telefono. Ma cosa cambierà? Si pagherà di meno? Vediamo quali sarebbero le novità con il pagamento della tassa per finanziare la radiotelevisione pubblica sul numero di cellulare.

Cellulare
Photo by Jirapong Manustrong – shutterstock

Ad annunciare la novità sul cambiamento del pagamento del canone Rai è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione in commissione di Vigilanza. Giorgetti ha parlato di una “pluralità di ipotesi di riforma del canone Rai allo studio”, anche se è da diverso tempo che la Lega promette l’abolizione nei prossimi 5 anni.

L’ipotesi potrebbe essere scorporare dal pagamento del canone una quota relativa agli investimenti sostenuti dalla Rai, a sostegno per esempio della capacità trasmissiva

ha spiegato il ministro Giorgetti. Si tratta di una cifra stimata pari a circa 300 milioni annui che, verrebbero posti a carico della fiscalità generale, riducendo il canone di abbonamento.

Nel medio periodo va aperta una riflessione sul pagamento del canone, attualmente legato al presunto possesso di un apparecchio televisivo. Ma le nuove modalità di sviluppo e di fruizione, come dimostra Raiplay, consentono di fruire dei contenuti Rai usando vari device. Qualora il presupposto diventasse il possesso di un’utenza telefonica mobile, si avrebbe un aumento della platea e quindi una riduzione del costo pro capite del canone. Oggi sono 21 milioni i cittadini che lo pagano, mentre le utenze telefoniche attive sono 107 milioni

ha sottolineato il ministro dell’Economia.

Canone Rai, non in bolletta ma sul cellulare: come funziona

Cellulare
Photo by Kostenko Maxim – shutterstock

Come funziona il pagamento del canone Rai sul cellulare? Come anticipato, il pagamento della tassa non avverrebbe più con la bolletta, ma finirebbe sull’utenza telefonica mobile. In altre parole, quando viene fatta la ricarica del cellulare, vengono scalati dei soldi destinati al pagamento del Canone Rai. In realtà, potrebbero esserci alcuni problemi di applicazione, così come anticipato dallo stesso Giorgetti. Il ministro ha anticipato che potrebbero esserci delle difficoltà soprattutto nel calcolo di utenze per nucleo familiare. In virtù di ciò, andrebbe individuato “un tetto massimo per evitare il pagamento di una somma più elevata”.

In ogni caso ogni ipotesi di revisione deve prendere le mosse da una chiara definizione degli oneri del servizio pubblico, dalla garanzia della sostenibilità degli investimenti, da un’attenta revisione delle dinamiche di spesa dell’azienda

ha concluso il politico.

Perché si paga il Canone Rai?

Il Canone Rai è un’imposta dovuta da chiunque abbia un apparecchio televisivo e si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione. Dal 2016 è stata introdotta la presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica.

Dunque, i titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale effettuano il pagamento del canone mediante addebito nella fattura dell’utenza di energia elettrica e l’importo è pari a 90 euro l’anno.
Ricordiamo che le entrate imputabili a questa imposta sono devolute in parte dal governo italiano alla Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.A., una società per azioni a partecipazione pubblica a cui è stata concessa la produzione e la trasmissione dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo.

Canone Rai sul cellulare: immagini e foto