Accensione riscaldamenti 2026: diversi comuni rinviano l’accensione, ecco quali

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Le temperature ancora miti spingono diverse amministrazioni comunali a posticipare l’accensione dei riscaldamenti. Tra ordinanze, risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento, ecco cosa cambia per le famiglie e quali città hanno deciso di aspettare.

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Controllo valvola termostatica
Photo by Etadly – Pixabay

L’autunno è arrivato, ma in diverse città italiane i termosifoni resteranno spenti più a lungo del previsto. In vista della stagione termica 2026-2027, alcune amministrazioni hanno infatti deciso di rinviare l’accensione degli impianti di riscaldamento, approfittando delle temperature ancora relativamente miti.

Una scelta che non dipende soltanto dalle condizioni meteorologiche, ma anche dalla volontà di ridurre i consumi energetici, contenere le spese delle famiglie e limitare le emissioni inquinanti. I provvedimenti interessano soprattutto alcuni Comuni della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, mentre in altre città rimangono confermate le scadenze ordinarie.

Perché alcuni Comuni hanno deciso di rinviare i riscaldamenti

Alla base dei rinvii ci sono principalmente ragioni climatiche e ambientali. Le previsioni meteorologiche indicano, in alcune aree del Nord Italia, temperature superiori alle medie stagionali, rendendo meno urgente l’utilizzo degli impianti domestici.

Posticipare l’accensione permette inoltre di ridurre il consumo di gas e contenere l’inquinamento atmosferico, particolarmente problematico nei territori della Pianura Padana.

La normativa nazionale stabilisce periodi e limiti di funzionamento degli impianti, ma le amministrazioni locali possono intervenire con specifiche ordinanze per adattare le regole alle condizioni del territorio.

Per conoscere il calendario ordinario e le differenze tra le varie aree italiane, è possibile consultare il nostro approfondimento sulle date di accensione dei riscaldamenti e sulle zone climatiche.

Lombardia: termosifoni accesi più tardi in diversi Comuni

A classic white metal radiator on a plain wall, showcasing minimalist interior design.
Photo by Patrycja Grobelny – Pexels

Tra le città che hanno scelto di modificare il calendario figura Monza, dove l’accensione dei riscaldamenti è stata posticipata dal 15 al 22 ottobre 2026. La decisione tiene conto delle previsioni di ARPA Lombardia, che indicano temperature più elevate rispetto a quelle normalmente registrate in questo periodo.

Anche Bergamo ha stabilito uno slittamento al 22 ottobre. La stessa data è stata adottata da altri Comuni lombardi, tra cui Busto Arsizio, Corsico, Buccinasco, Muggiò, Canegrate e Nova Milanese.

Situazione diversa a Milano, dove resta confermata la possibilità di accendere gli impianti dal 15 ottobre, seppure con una limitazione iniziale delle ore di funzionamento.

A Pavia, invece, l’accensione è consentita dal 15 ottobre, ma fino al 30 ottobre gli impianti potranno funzionare per un massimo di 10 ore giornaliere.

Emilia-Romagna: accensione rinviata al 1° novembre

Anche l’Emilia-Romagna ha introdotto importanti novità per la stagione termica.

La Regione ha previsto il posticipo al 1° novembre 2026 dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura, nell’ambito delle misure per migliorare la qualità dell’aria.

Il provvedimento riguarda anche città come Bologna, Modena e Reggio Emilia, dove l’avvio degli impianti viene quindi spostato rispetto al calendario ordinario. L’obiettivo è limitare le emissioni durante un periodo particolarmente delicato per l’inquinamento atmosferico, senza rinunciare alla possibilità di adottare misure specifiche in presenza di particolari necessità.

Cosa succede se le temperature si abbassano improvvisamente?

Close-up of a modern digital thermostat mounted on a wall, displaying temperature settings in Celsius.
Photo by Erik Mclean – Pexels

Il rinvio non significa necessariamente dover rinunciare al riscaldamento in caso di freddo intenso. Le ordinanze comunali possono prevedere deroghe o accensioni anticipate quando le condizioni climatiche lo rendono necessario. Alcuni provvedimenti contemplano inoltre disposizioni particolari per strutture sensibili, come ospedali, case di cura e scuole dell’infanzia.

Per questo motivo, prima di mettere in funzione la caldaia, è importante verificare le indicazioni pubblicate sul sito ufficiale del proprio Comune.

Riscaldamenti posticipati: un’opportunità per risparmiare in bolletta

Ritardare l’accensione può rappresentare anche un vantaggio economico per le famiglie, soprattutto in un periodo in cui i costi energetici continuano a incidere sul bilancio domestico.

Ogni giornata senza riscaldamento, quando le temperature lo consentono, può contribuire a ridurre i consumi. Per evitare sprechi è utile mantenere una temperatura interna equilibrata, effettuare la manutenzione degli impianti e non ostacolare la diffusione del calore dei termosifoni.

Il calendario, comunque, potrebbe subire ulteriori modifiche in base all’andamento meteorologico. Per conoscere le date effettive e gli eventuali aggiornamenti, resta fondamentale fare riferimento alle comunicazioni delle amministrazioni locali.

Riscaldamenti posticipati: foto e immagini