Hospitality e interior design: trasformare gli ambienti in scenari di lusso, l’intervista a Celeste Lai
Hospitality e interior design: se ogni dettaglio contribuisce a definire un’atmosfera e a rendere il soggiorno unico e raffinato, l’interior design svolge un ruolo fondamentale nel creare un’esperienza indimenticabile per gli ospiti. L’accoglienza è molto più di un semplice servizio, è un’arte. I designer d’interni lavorano in simbiosi con gli operatori del settore per catturare l’essenza del luogo e tradurla in un ambiente che ispiri, rilassi e sorprenda.

Ogni ambiente viene curato nei minimi dettagli. Materiali pregiati, giochi di luci, combinazioni cromatiche armoniose e arredi di design si fondono per creare un’atmosfera accogliente e sofisticata. Ogni progetto è unico: dall’eleganza classica al moderno e contemporaneo, l’interior design nell’hospitality trasforma gli ambienti in scenari di lusso. Ne abbiamo parlato con Celeste Lai, Personal Interior Decorator & Luxury Host.
Qual è la tua storia e come hai iniziato a lavorare nel mondo dell’interior design e del luxury hospitality?
Tutto è successo in maniera molto naturale, ma non senza sacrificio e perseveranza: laureata alla facoltà di architettura di Roma stavo per diventare una giovane mamma e il mio amato appartamento nella splendida cornice di Trastevere stava quindi diventando troppo piccolo…
Leggi anche Colore celeste come usarlo per arredare casaDecido di affittarlo per brevi periodi e mi accorgo quanto sia divertente e stimolante il mondo dell’ospitalità: un mondo in continuo cambiamento, dove il concetto di viaggio assume diverse sfumature. Piano piano si delinea sempre più chiaramente la strada che volevo percorrere dove poter conciliare il mio amore per il design e per l’hospitality.
Ogni appartamento, ogni casa che mi viene affidata ha la sua storia, il suo carattere che ha bisogno di essere mantenuto e valorizzato nell’ottica di un turismo consapevole. Il viaggio in questo modo diventa un’ esperienza unica ed irripetibile. E’ emozionante pensare che negli appartamenti che gestisco si susseguono storie e bellissimi ricordi dei miei ospiti. Le mie strutture diventano con il tempo una sorta di albergo diffuso, ognuna diversa, ognuna con la sua anima ma tutte accomunate dallo stesso concetto di ospitalità e ricerca nell’arredo.
Ci racconti alcuni progetti recenti su cui ha lavorato?

Nell’ultimo periodo ho lavorato al restyling di due appartamenti open space nel cuore di Roma che mi hanno portato inevitabilmente a chiedermi: quali sono le esigenze del viaggiatore contemporaneo? Cosa è oggi il vero lusso? Quando il design è ridondante e stereotipato e quando invece può valorizzare veramente uno spazio? Tutte queste domande mi hanno portato alla creazione di spazi in cui sentirsi in armonia sia con lo spazio interno che con il quartiere circostante .
Per uno, l’appartamento chiamato Celeste (www.celestesplace.it/portfolio/celeste/), ho creato un ambiente elegante e raffinato dove dominano i colori neutri ed i materiali naturali, gli spazi sono simmetrici senza trasmettere tuttavia freddezza.
Per il secondo appartamento, chiamato Viola (www.celestesplace.it/portfolio/viola/) e su cui sto ancora lavorando, ho scelto di creare uno spazio dinamico con un sapore bohémien: mobili antichi si mixano perfettamente con il contemporaneo, carte da parati e antiche mura lasciate a vista lo rendono unico ed energico.
Come funziona il tuo processo creativo che porta alla riprogettazione di uno spazio?

Come primo passo cerco di capire la storia dello spazio, da dove viene, che uso ne veniva fatto e quando è stato costruito: cerco di captarne l’anima, l’essenza . Poi cerco ispirazioni “al di fuori”: progetti che mi piacciono di miei colleghi in tutto il mondo, anche molto diversi tra loro, che mi hanno colpito magari per l’uso del colore o per la scelta di un materiale. Dopo di che cerco di ricreare un’atmosfera predominante mixando l’essenza dello spazio con le esperienze che mi hanno ispirato.
A tuo avviso, come sono cambiati negli ultimi 10 anni lo stile delle case, la divisione degli spazi ed il gusto dei clienti? Ci sono oggetti che prima non si vedevano in una casa e adesso sì o viceversa?
Gli spazi sono sempre più multifunzionali, “fluidi” per dirla alla Bauman; i muri e le porte ridotti all’essenziale, solo dove strettamente necessario. Lo stile diventa apparentemente casuale, ma in realtà curato nei minimi dettagli: essenziale diventa il riuso, il riciclo, in un ottica eco-sostenibile, quello che prima si buttava ora si riusa, si mixano elementi di vari stili e varie epoche, specchio di una contemporaneità che cerca spasmodicamente la sua identità.
Quali sono a tuo avviso le nuove tendenze dell’home design?
Gli elementi di design giocano sui contrasti: forme morbide si accompagnano a materiali duri e viceversa; direi che il contrasto è la tendenza più forte dell’home design.
Il pezzo che non dovrebbe mai mancare in una casa?

Direi diversi pezzi: un mobile recuperato, un elemento carico di memoria ed uno totalmente nuovo, contemporaneo.
Come definiresti la tua visione dell’abitare contemporaneo e come immagi gli spazi del futuro?
Oggi l’abitare è sempre di più un atto emotivo, estremamente personale dove la casa diventa un prolungamento della personalità di chi la vive. Gli spazi del futuro li immagino multifunzionali ed eclettici.
Nel tuo percorso nel design, ci sono altri mondi e settori che vorresti esplorare?
Certamente! Mi affascinano i piccoli complementi di arredo, le ceramiche, la biancheria per la casa, insomma tutto ciò che viene “usato”, “vissuto”, “consumato”.
Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Direi tutto quello che mi rende curiosa e che suscita il mio interesse: da un romanzo, una mostra, un film, una foto, un video, fino alla moda. La creatività in ogni forma espressiva influenza anche inconsapevolmente le scelte.
Cosa significa per te, oggi, Made in Italy?
Made in Italy è un prodotto che nasce e si sviluppa in tutte le sue fasi utilizzando le preziose risorse italiane: dai materiali, agli artigiani , alle idee ecc…
Volgendo uno sguardo al futuro, ci sono idee che pensi debbano essere al centro delle menti di architetti e designer?
La questione ecologica è un’urgenza che non possiamo ignorare: compito essenziale dell’architetto e del designer è pensare in termini ecologici in tutte le fasi della progettazione.