Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

In Puglia, Bepi Povia segue il restauro di una masseria quattrocentesca e la trasforma in un format hospitality che fa del ritorno alle origini il suo focus.

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia
Foto per gentile concessione di Masseria AuraTerrae

Quella di Bepi Povia è una storia di ascolto, di radici e di ritorno alla terra. Dopo anni trascorsi nelle metropoli del design internazionale – da Londra a Milano, fino agli Stati Uniti – l’interior e garden designer pugliese ha scelto di ristabilire il proprio baricentro nel tarantino, a Martina Franca, una scelta che esplicita il desiderio di tornare alle origini per riabbracciare una visione filologica del progetto.

L’approccio del Roots Design, o design delle radici, come lui stesso lo definisce, muove i passi da ciò che non si vede, integrando le conoscenze profonde del luogo con le necessità del presente.

Un progetto di recupero non solo edilizio

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia
Foto per gentile concessione di Masseria AuraTerrae

Bepi Povia è stato insignito dell’Iron A’ Design Award 2025 nella categoria Architecture, Building and Structure Design. Il riconoscimento, conferito nell’ambito dell’A’ Design Award & Competition, celebra il suo intervento di recupero conservativo della Masseria AuraTerrae a Polignano a Mare, in Puglia.

Io e i miei collaboratori abbiamo creato questo nuovo concept di filosofia del design. L’idea è che quando si affronta un restauro conservativo di qualsiasi manufatto, che sia un edificio o un giardino, si debba partire filologicamente dal principio. Questo è il vero inizio progettuale.

Nel caso di AuraTerrae, il team ha coinvolto tecnici e maestranze locali, ma anche filosofi e letterati per decifrare le storie scritte nelle pietre della masseria quattrocentesca. L’obiettivo era rintracciare lo spirito di un luogo che per secoli ha vissuto di autosufficienza e che oggi, nell’era del turismo globale, rischiava di essere snaturato.

Architettura fa rima con agricoltura

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia
Foto per gentile concessione di Masseria AuraTerrae

Uno degli aspetti più originali della visione di Povia è l’abbattimento del confine tra il mondo del progetto e quello della terra. Per il designer, l’agricoltura non è la cornice dell’architettura, ma la sua stessa sostanza.

Il design crea oggetti riproducibili su larga scala, così come l’agricoltura si trasforma in prodotti per il mercato. Pensiamo ai vigneti, agli ulivi, agli aranceti e agli orti: sono tutti sostenuti da un progetto di riproducibilità, che li rende funzionali e li colloca perfettamente nel contesto in cui nascono e crescono, ma con un occhio al mercato nazionale o internazionale. L’agricoltura, quindi, non può prescindere dalla mano dell’uomo e dai suoi progetti; ecco perché il rapporto tra agricoltura e design appare intimo, inestinguibile, anche se, a prima vista, non facile da cogliere.

In quest’ottica, AuraTerrae è stata concepita come un giardino produttivo. Il recupero della masseria, oltre alla componente estetica e funzionale, ha interessato anche i vitigni autoctoni della Valle d’Itria, un lavoro di ricerca ventennale svolto in collaborazione con l’Università di Bari, e il ripristino dell’antico ortale, lo spazio dove anticamente i monaci dell’Abbazia di San Vito a Mare coltivavano le erbe medicinali.

Sostenibilità e innovazione tecnologica non si contraddicono

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia
Foto per gentile concessione di Masseria AuraTerrae

Il premio Iron A’ Design Award ha riconosciuto ad AuraTerrae la capacità di essere un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale, sociale e culturale. L’intervento ha ridotto al minimo l’impatto ecologico attraverso l’impiego di materiali locali e il recupero di tecniche costruttive tradizionali, valorizzando le competenze del territorio.

A questa anima antica si affiancano soluzioni innovative per la gestione delle risorse: sistemi di recupero delle acque piovane, impiego di energie rinnovabili e gestione dei rifiuti organici. Sfruttando un’enorme vasca di recupero delle acque meteoriche preesistente, scavata nella roccia per 12 metri di profondità, Povia ha creato un cuore tecnologico sotterraneo su tre livelli, completamente invisibile dall’esterno.

La struttura si articola su circa 3000 mq coperti, immersi in 24 ettari di territorio agricolo. Le 22 stanze sono state ricavate interamente all’interno del blocco storico, preservando elementi originali come la chiesa e gli orti murati, anche laddove non più funzionali, trattandoli come frammenti di memoria collettiva.

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia
Foto per gentile concessione di Masseria AuraTerrae

Per l’arredo degli ampi spazi esterni, che offrono vedute indimenticabili sulle colline di Polignano, Povia ha scelto la Collezione Panama del marchio Talenti, firmata da Ludovica Serafini e Roberto Palomba. Questa linea di arredi outdoor nasce dal desiderio di rievocare l’ondeggiare delle palme e la levigatezza delle pietre modellate dall’acqua.

Le forme morbide di sedie, lounge, lettini e pouf creano una simbiosi perfetta con la pietra dura e austera della masseria. In particolare, l’avvolgente Bergère di Talenti diventa un invito esplicito alla lentezza e alla contemplazione, integrandosi armoniosamente in un ambiente che esorta gli ospiti a staccare dal ritmo frenetico della contemporaneità.

L’arte dell’accoglienza autentica

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia
Foto per gentile concessione di Masseria AuraTerrae

In un’epoca in cui la Puglia rischia di diventare vittima del proprio successo turistico, AuraTerrae propone un modello alternativo. Non un lusso ostentato e standardizzato, ma un’esperienza immersiva che permette all’ospite di vivere appieno la cultura del luogo in modo autentico.

Quando si parla di progetti per l’ospitalità di lusso, la sfida odierna è proprio questa: offrire un’esperienza immersiva, trasformando gli spazi in luoghi che raccontano una storia e coinvolgono i sensi. Ed è quello che accade in AuraTerrae: qui, gli ospiti hanno l’opportunità di vivere appieno la cultura pugliese attraverso il design e l’ambiente che li accoglie, in modo autentico e coinvolgente.

Una rinascita intima e filosofica. Il recupero conservativo della Masseria AuraTerrae in Puglia: foto e immagini