Una grande villa contemporanea in Belgio dominata da un tetto di paglia
Nonostante le dimensioni importanti, la dimora si presenta composta e leggera, perfetta per ospitare gli amici nella campagna intorno ad Anversa.

Ci troviamo nella provincia di Anversa, in Belgio. Qui lo studio di interior design Britt Van Namen – fondato nel 2015 a Turnhout, nel nord del Paese – ha firmato il progetto per una villa di campagna contemporanea davvero grandiosa: coperta da un tetto di paglia, tipico delle dimore rurali nord-europee, ed estesa su oltre 600 metri quadrati, è organizzata in numerosi ambienti distribuiti su tre livelli.
Dall’ingresso si accede all’ampia zona giorno con cucina, luminosa e accogliente, per passare poi allo studio attraverso una porta nascosta e scoprire al piano interrato un mondo inaspettato: un’area benessere, una palestra, un bar, una cantina e una sala cinema. Al piano superiore si svela la zona notte, altrettanto ampia; include una suite padronale con la sua vista panoramica, una terrazza privata, un camino e un bagno privato, oltre a tre suite riservate agli ospiti, ognuna con i propri servizi.

Proporzioni importanti per questa dimora il cui proprietario, nonché unico residente, ama circondarsi di ospiti. Per questo ha scelto Britt Van Namen, che è stata capace di infondere a un ambiente monumentale e razionalista un tocco caldo e accogliente, gentile.
Lo stile di Britt Van Namen è un esempio molto raffinato del Warm Minimalism contemporaneo, il suo gusto fonde il rigore di un’architettura essenziale con una profonda ricerca materica. Attraverso l’uso di pietre naturali, essenze pregiate, finiture ricercate ed elementi tessili avvolgenti, lo studio crea ambienti dove le geometrie diventano liquide, gli arredi monolitici si fanno fluidi e l’esclusivo si immerge nella natura.
Palette pacate e texture valorizzate

L’esterno anticipa i tratti distintivi della casa: una gamma di toni neutri caldi che creano un effetto rilassante ed equilibrato. Bianco, beige, sabbia, talpa, ecru e tonalità terra desaturate si alternano senza mai introdurre colori primari o accenti forti. La raffinatezza del progetto emerge dalla diversità delle superfici.
All’esterno, il tetto in paglia che si alterna al legno; all’interno, la morbidezza del bouclé sui divani, la rugosità del travertino scanalato, il calore del noce scuro e la levigatezza del vetro fumé. Questo set accoglie al meglio la luce naturale, che entra grazie a vetrate a tutta altezza con profili ultrasottili. Il risultato è un gioco di ombre morbide che valorizza la tridimensionalità delle texture.
Un continuo scambio fra interno ed esterno

Nonostante i volumi importanti, l’abitazione comunica un senso di leggera compostezza, anche grazie all’integrazione fluida fra interno ed esterno. I pavimenti in resina o pietra chiara a grande formato scorrono placidamente da una stanza all’altra, in naturale continuità con i pavimenti delle terrazze. I soffitti proseguono all’esterno con la stessa finitura. Un camino per pranzi e cene all’aperto estende gli spazi abitativi interni, mentre le ampie finestre offrono prospettive che incorniciano volutamente elementi naturali del giardino circostante.

Tra questi, un albero secolare che diventa il principale elemento decorativo visibile dal soggiorno e dalle camere. Scegliendo di valorizzare gli scorci di paesaggio come se fossero quadri, l’architetta non introduce dipinti o decorazioni tessili alle pareti, la vegetazione esterna rimane protagonista anche dentro casa.
Un ingresso che definisce il carattere della casa

Spina dorsale della villa è la maestosa scala a chiocciola in noce e travertino. Con gradini arrotondati e una finitura in legno scuro che contrasta con la pietra chiara, questo elemento funge da collegamento verticale tra i vari piani e connota fortemente l’ambiente. Può considerarsi a buon diritto una scala-manifesto, perché riassume in sé tutte le scelte progettuali applicate nell’abitazione.

Le curve che smussano gli angoli dei gradini ritornano come cifra stilistica in tutti gli ambienti, dal portale monolitico che introduce alla suite padronale ai mobili della cucina, fino agli arredi su misura che sembrano sbocciare direttamente dall’architettura. La scala è la prima e la più maestosa delle soluzioni che l’architetta ha utilizzato per introdurre una morbidezza organica in un interno solido e materico.
Dettagli che fanno la differenza

L’illuminazione integrata e indiretta gioca un ruolo fondamentale nell’atmosfera della residenza. Strisce LED incassate in velette, nicchie e battiscopa sospesi creano un’atmosfera ovattata ed elegante, specialmente nelle ore serali o nell’area wellness interrata. Le sospensioni minimali e i punti luce orientabili di colore nero o bronzo si integrano discretamente senza mai imporsi come elementi dominanti.

Molti volumi fissi appaiono staccati da terra o incassati a filo parete, dando un senso di leggerezza visiva indispensabile per ambienti dalle dimensioni così generose. I rubinetti, i profili degli infissi e le maniglie delle porte integrate presentano una finitura brunita opaca che si integra in modo discreto senza creare stacchi di luce artificiali. Questa attenzione al dettaglio rappresenta un approccio generale per le scelte di interior, dai tavolini bassi arrotondati ai divani curvi privi di spigoli vivi, fino alle nicchie ad arco che introducono geometrie organiche in un contesto altrimenti rigoroso.