Una casa a due piani con giardino nella campagna mantovana rivela un rifugio sofisticato pieno di sorprese
Atmosfere mediterranee si alternano a geometrie minimal di sapore nord europeo. Nel restyling di Lit Studio, lo stesso schema di progetto si declina in due stili completamente diversi.

Portarsi l’atmosfera di Marrakech a casa. È quello che hanno fatto letteralmente i proprietari di Casa Martilenkos, una dépendance in campagna situata nel cuore dell’Alto Mantovano, tra le colline a sud del Lago di Garda.
Dall’originario fabbricato Lit Studio, che si è occupato del restyling, ha ricavato due mini appartamenti indipendenti, uno sopra l’altro, ciascuno dotato di angolo cottura, zona giorno e suite matrimoniale. Per il piano terra si è scelto di evocare l’atmosfera di Marrakech, città particolarmente cara ai proprietari, mentre il piano superiore si ispira a un linguaggio più contemporaneo, tipico del design milanese, un omaggio alla città in cui risiedono.

La committenza desiderava infatti uno stile che fondesse l’anima rustica del luogo a un gusto eclettico, arricchito da suggestioni etniche, rintracciabili in finiture, arredi e dettagli decorativi. Ne è risultato un progetto in cui identità locale e suggestioni internazionali convivono spontanei, dando vita a spazi autentici, contemporanei e profondamente personali.
Quando progetto e firma si rispecchiano

Lit Studio ha tradotto le emozioni di un viaggio in un racconto spaziale, costruito attraverso materiali, colori e dettagli capaci di evocare luoghi lontani, pur mantenendo un dialogo costante con il paesaggio e l’architettura locale. Un lavoro particolarmente nelle corde della firma, nata dall’incontro e dalla contaminazione di due identità culturali: quella mediorientale e quella italiana.

Fondato nel 2015 da Rudy Faissal e Riccardo Boccia, lo studio ha sede a Milano ed è specializzato nel retail design, impegnandosi in particolare nello stabilire un dialogo tra eredità e innovazione.
Il nostro obiettivo non era riprodurre luoghi o stili, ma tradurre sensazioni ed esperienze in uno spazio contemporaneo. Ogni scelta progettuale nasce dal desiderio di creare ambienti con una propria identità, capaci di raccontare una storia senza rinunciare alla funzionalità
spiegano i fondatori di Lit Studio a proposito di Casa Martilenkos.
La casa rossa, un tuffo nei colori del Mediterraneo

Al piano terra, sono le atmosfere dei paesaggi del Nord Africa ad accogliere gli ospiti. Tonalità calde in versioni opache, superfici materiche e materiali come zellige smaltate, cocciopesto e finiture a calce definiscono gli spazi, concepiti in continuità con gli esterni, in un richiamo esplicito all’organizzazione tipica delle architetture mediterranee.

Gli spunti etnici sono reinterpretati con materiali sofisticati, alternati a pezzi design che aggiungono lo spessore della ricerca. In sala da pranzo, per esempio, la soluzione tecnica del tavolo ricavato da una tavola sorretta da piedistallo si ingentilisce grazie al tocco dorato.

Abbinate due poltroncine in legno e rattan d’ispirazione mid-century moderno, che richiamano la sospensione Bhutan del marchio olandese sostenibile Good&Mojo, realizzata a mano in bamboo, ispirata ai paesaggi e alla filosofia della felicità del Bhutan.

In camera da letto l’oro torna con le forme della Atollo, la lampada da tavolo disegnata da Vico Magistretti nel 1977 per Oluce. Mentre in bagno, il tocco etnico contemporaneo delle piastrelle bronzo in doccia si mescola con le suggestioni quasi space age della sospensione in rame che illumina il lavabo.
La casa verde, benvenuto urban mood

Al piano superiore si cambia registro, passando a un un’estetica più essenziale, più chiaramente influenzata dal design contemporaneo milanese e nord europeo. Le travi in legno del soffitto, ridipinte in un crema compatto, ben si sposano alle pavimentazioni in resina. Nemmeno qui si rinuncia al colore, ma per lasciare più luce agli ambienti si è trovata la soluzione della mezza campitura su tutte le pareti.
Le tonalità abbandonano il calore mediterraneo per lanciarsi in sfumature fredde e acide che trasmettono subito un’atmosfera più urbana. Per ravvivarsi di accenti cromatici a contrasto disseminati negli ambienti. Come la sedia Bold di Moustache, disegnata dallo studio di design Big Game, inserita nel soggiorno in un blu elettrico. O il tavolino Marshmallow del brand &klevering, che con la sua finitura ocra stacca con decisione dall’azzurro Tiffany della cucina.

Date le dimensioni, il divano letto Anfibio – disegnato da Alessandro Becchi nel 1970 per Giovannetti Collezioni – è stato scelto in grigio ghiaccio, come il tavolino da caffè abbinato, il Bowler progettato da Shane Schneck per il marchio danese HAY.

In camera da letto, altro picco cromatico con il comodino Walle di Luis Gimeno in metallo giallo uovo, che fa da base per Taccia, la lampada da tavolo disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962 per Flos.
Memorie personali punteggiano gli spazi

Di grande fascino sono gli oggetti raccolti dai proprietari durante i loro numerosi viaggi. Per valorizzarli, Lit Studio ha trasformato un’esigenza tecnica legata agli impianti in un’opportunità progettuale, realizzando una serie di nicchie integrate nell’architettura.
Pensate come una galleria domestica, permettono agli oggetti di entrare nel progetto pienamente integrati nella narrazione dello spazio, mantenendo la possibilità di evolvere nel tempo.
Ci interessava creare una casa che potesse accogliere ricordi, non semplicemente esporli. Gli oggetti diventano parte dell’architettura e raccontano le persone che abitano questi spazi, lasciando sempre al progetto il ruolo di protagonista
concludono Faissal e Boccia.