Sontuosità pugliesi a Ostuni
In un palazzo d’epoca di Ostuni, la città bianca del Salento, un appartamento privato racconta il restyling realizzato in punta di piedi dallo studio Francesco Marrone.

Storia, fascino, opulenza, garbo. Sono tutti tratti che ritroviamo nel progetto messo a punto dallo studio Francesco Marrone di Taranto per Casa Ostuni, un appartamento di 120 metri quadri in un palazzo d’epoca.
Gli interni – che si sviluppano in living, sala da pranzo, cucina, camera da letto e bagno – richiamano i fasti cinquecenteschi prima dell’arrivo dei duchi Zevallos, quando Ostuni era città regia e godeva di grande prosperità.
Lo Studio è intervenuto con un’opera di leggero restyling, assecondando le condizioni ottimali dell’architettura portante che racconta il suo passato già dall’esterno attraverso bugnato, cornici a rilievo, fregi. In tutto l’appartamento si osserva grande equilibrio fra l’eredità storica e la presenza contemporanea, grazie a un’essenzialità di fondo che mantiene il numero di arredi al minimo indispensabile per valorizzare al massimo gli spazi ariosi della casa.
Un ingresso scenografico

All’appartamento si accede tramite un disimpegno che accoglie gli ospiti e che anticipa la zona living. Qui la carta da parati di Wall&Decò richiama le decorazioni murali, mentre la sua tonalità nero antracite mette in risalto le modanature neoclassiche che incorniciano la porta di accesso al living. Chandelier, piantana e applique, a firma Flos, inscenano il gioco di luci e ombre generato dalle altissime volte ad arco del soffitto.
Mix and match d’autore per il soggiorno

Il living dichiara fin da subito la sua vocazione al confort grazie alla posizione da protagonista del divano in pelle Chester Moon di Baxter disegnato da Paola Navone. L’architetto Marrone lo ha abbinato a un’icona del design italiano, Medaglia d’Oro alla IX Triennale di Milano del 1951, la poltrona Lady di Marco Zanuso per Cassina, qui nella sua versione a scacchi. Ad aggiungere una nota di colore sono i due pouf letto Yaki di Campeggi Design di colore turchese che contrastano con il tappeto di un magnifico color vinaccia del brand svedese Kasthall. Mentre la madia di Porro e la lampada Taccia, disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962 per Flos, riportano l’attenzione sul design made in Italy.
In sala da pranzo il cuore della casa

Davvero sontuosa la sala da pranzo che si apre con volumi generosi. Gli alti soffitti a volte si scaricano su pilastri decorati e inglobati agli angoli della stanza. Al centro, il tavolo di marmo con gambe in ottone è stato realizzato su disegno dell’architetto; intorno le sedute Bertoia di Knoll – disegnate da Harry Bertoia nel 1952 – sdrammatizzano la solennità del marmo. Sul soffitto, riempie con disinvoltura lo spazio della grande volta il lampadario di Gino Sarfatti per Flos. Infine, nella stanza dedicata alla socialità per eccellenza Francesco Marrone ha voluto ricavare un piccolo angolo dedicato alla contemplazione davanti alla finestra che dà sul paesaggio, posizionando le poltroncine Lady di Cassina e Fjord di Patricia Urquiola per Moroso.
Un nido prezioso

La camera da letto, contrariamente agli altri ambienti della casa, si sviluppa su solo 10 metri quadrati, ma la dimensione contenuta viene valorizzata da Francesco Marrone convertendola in un nido prezioso. A catturare subito l’attenzione è la testiera del letto, in marmo Emperador tagliato a richiamare lo stile capitonné. La retroilluminazione mette in risalto il letto Lago e aggiunge un elemento scenografico.
Trasparenze inaspettate

Situato a metà fra zona giorno e zona notte, in un corridoio che originariamente serviva da disimpegno, il bagno padronale è contenuto all’interno di una teca di cristallo. Soluzione design che fa di necessità virtù: storicamente, infatti, i servizi igienici comparvero molto tardi nelle abitazioni tipiche ostunesi (circa XX sec.), si è dunque reso necessario formulare un espediente architettonico per non intaccare i soffitti. Da qui l’idea di realizzare un volume indipendente, che però non appesantisce grazie alla leggerezza suggerita dalla trasparenza. Dai vetri si riconoscono la rubinetteria Gessi e il lavandino Rexa Design che si allineano alla preziosità dei materiali dell’appartamento.