Quando il recupero è intelligente

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

A Torino, un appartamento per cinque persone è stato risolto con una ristrutturazione dalle soluzioni smart, capaci di coniugare storia familiare e creatività.

Quando il recupero è intelligente
Foto Elena Maestro Shlyapina

San Salvario è un quartiere di edifici ottocenteschi e di inizio Novecento che regalano a questa porzione di Torino un aspetto vissuto, caratterizzato da un fascino a metà fra l’industriale e l’antico. È qui, in un palazzo ottocentesco di via Saluzzo, una delle arterie della movida torinese, che si trova l’appartamento ristrutturato dallo studio Unduo pensato per la famiglia di Alberto e Sara e i loro tre figli: la primogenita e i due gemellini arrivati proprio durante i lavori.

L’intervento radicale sulla disposizione molto frammentaria degli spazi, ottenuta da una precedente ristrutturazione, recupera l’aspetto aulico di alcuni ambienti e degli elementi d’epoca, proiettandolo in una dimensione contemporanea ed elegante attraverso lo studio dei colori e il progetto degli arredi su misura

spiegano gli architetti Angela Tomasello e Paolo Delponte.

Il colore infatti è utilizzato al pari di un elemento progettuale, in grado di creare un secondo livello di lettura che non si limita a decorare, ma definisce volumi, rimarca spazi e funzioni.

Quando vogliamo suddividere lo spazio in sotto-ambienti più intimi circondiamo la stanza con fasciature, griglie e blocchi di colore

spiega Angela.

L’appartamento si estende su 93 metri quadri, con un impianto originario che è stato modificato e aggiornato sulla base delle esigenze dei proprietari: nella zona giorno si trovano ingresso, cucina e soggiorno, mentre la zona notte conta tre camere da letto e due bagni. Ambienti di servizio, accoglienti e luminosi, arricchiscono e rendono più dinamico lo sviluppo.

Infine, la selezione di oggetti e arredi di famiglia e le pitture di alcune pareti, affidate a una talentuosa artista torinese, donano un’atmosfera unica e narrano scorci di vita, ricordi e passioni dei proprietari.

Stile eclettico in soggiorno

Quando il recupero è intelligente
Foto Elena Maestro Shlyapina

Il living si raggiunge dopo un breve corridoio che si apre in un ambiente luminoso, dalle pareti chiare interrotte da due blocchi di colore ottanio che evidenziano rispettivamente la libreria e il caminetto.

Il divano a lato, nei toni di un tortora bruciato, e che dialoga con il tavolo in legno, è il primo pezzo di interior che si incontra con una storia familiare da scoprire. Si tratta infatti di un tavolo di lavoro di un’osteria di montagna acquistato dal nonno di Sara. Le sedie verdi abbinate sono di recupero, provenienti dalla casa da universitario di Alberto.

A sorpresa, su una parete a centro stanza si staglia un’insegna del Totocalcio ancora funzionante. In quanto appassionato di sport, Alberto l’ha acquistata al mercato delle pulci.

Razionalismo in cucina

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Foto Elena Maestro Shlyapina

Fluidamente si prosegue verso la cucina, situata in un’ala aggiunta negli anni Cinquanta e che precedentemente corrispondeva a uno spazio esterno. È stata realizzata su disegno di Unduo a partire da moduli standard di Ikea che sono poi stati personalizzati con l’aggiunta di elettrodomestici specifici e l’abbinamento di materiali artigianali, come per esempio il top in marmo di Carrara o gli inserti dei moduli in ferro prodotti ad hoc da un fabbro.

Ikea è stata scelta proprio perché i suoi arredi ben si prestano a consentire personalizzazioni o ad accostarsi a pezzi vintage e di recupero, come amano fare i due proprietari.

Tanta luce naturale nelle camerette

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Foto Elena Maestro Shlyapina

La camera della primogenita è stata collocata nella stanza attigua alla cucina, che all’inizio dei lavori, quando ancora non si sapeva dell’arrivo dei gemellini, avrebbe dovuto ospitare lo studio di Alberto. È piccola e raccolta, con due finestre ad angolo che illuminano a giorno tutto l’ambiente. Stessa logica funzionale caratterizza la stanza dei gemelli, situata fra il bagno e il soggiorno.

Soffitti affrescati in camera padronale

Quando il recupero è intelligente
Foto Elena Maestro Shlyapina

Della camera da letto padronale colpisce subito all’ingresso l’affresco di fine Ottocento sul soffitto, restaurato rimuovendo gli strati di pittura sovrapposti e poi stuccando e rinnovando con calce e pigmenti puri. A contrasto, il volume esterno color vinaccia dalle linee minimali e squadrate ospita il bagno en suite, più basso rispetto all’altezza dei soffitti.

La particolarità è che presenta un assetto leggermente inclinato, “la linea orizzontale ci sembrava un po’ banale, mentre così il volume è più interessante” spiegano gli architetti.

La doccia, esterna al piccolo bagno, è stata inserita in una nicchia del muro portante che divide la camera dal living. Anche qui la memoria familiare è rappresentata da alcuni arredi. Il letto, per esempio, è quello che usavano i bisnonni nella casa di campagna, restaurato e allungato per il suo nuovo utilizzo. Come comodino è stato ripreso un mobiletto giallo presente nella cameretta della mamma di Sara, qui abbinato alla lampada da parete Rise Wall di Normann Copenhagen, mentre lo sgabello azzurro nel bagno era una vecchia seduta del trattore del nonno.

Decorazione personalizzata in bagno

Quando il recupero è intelligente
Foto Elena Maestro Shlyapina

Grigio antracite e azzurro cielo definiscono rispettivamente pareti e pavimento in bagno, che si distingue dal resto della casa per la presenza di una decorazione realizzata ad hoc. Gli architetti e Sara hanno provato a selezionare una carta da parati, ma senza successo.

L’idea della decorazione site specific con i pavoni è nata pertanto come soluzione a questa esigenza: unica, personalizzata, studiata precisamente per quello spazio, è un’opera d’arte a parete firmata da Elisa Tolentino.

 

Quando il recupero è intelligente: foto e immagini