Progettazione realmente sostenibile: 5 magnifici esempi
L’innovazione sostenibile, sotto il cappello di “Materia natura”, ha fatto da fil rouge ai tanti progetti presentati durante la Milano Design Week 2024. Volano alla creatività più spinta, infatti, è stato il ruolo centrale del design nel plasmare il futuro dell’abitare in un’ottica più green e responsabile.

Tra le tante sperimentazioni che invitano a ragionare sull’uso consapevole delle risorse, Pianeta Design ha scelto 5 progetti al top. Autentici e rivoluzionari per la capacità di interpretare i materiali e i processi produttivi e unici, perché ci proiettano in un presente realmente capace di conciliare il rispetto per l’ambiente e le richieste del mercato. Progetti che instaurano un dialogo sulle questioni ambientali più urgenti e spingono il pensiero creativo a immaginare infinite trasformazioni in un immediato futuro possibile. Per passare velocemente e con intelligenza da un’economia lineare ad una naturalmente circolare.
La prima sedia che assorbe CO2

Una ricerca durata anni, per un progetto unico al mondo: al Salone del Mobile di Milano Arper ha presentato Catifa Carta, evoluzione della sedia Catifa 53 progettata da Lievore Altherr Molina nel 2001 e primo prodotto del brand ad ottenere una certificazione ambientale. “Catifa Carta, realizzata nel rivoluzionario materiale PaperShell, è una testimonianza del nostro impegno costante verso la responsabilità ambientale, avviato nel 2005. Un punto di arrivo e punto di partenza per il design e un passo significativo nel nostro cammino verso un futuro più sostenibile” ha dichiarato Roberto Monti, CEO di Arper. La scocca della nuova Catifa Carta è appunto realizzata in PaperShell, materiale all’avanguardia derivato dagli scarti del legno che offre la resistenza e il comfort essenziali, uniti ad un’innovazione senza precedenti. I residui e sottoprodotti del legno, infatti, vengono raccolti, triturati e trasformati in pasta di legno per realizzare la carta kraft, che viene impregnata con resina a base di emicellulosa 100% biogenica, proveniente da scarti agricoli, di carta e legno. La scocca di Catifa Carta è formata da 29 fogli di carta kraft pressati e si comporta proprio come un albero: assorbe l’anidride carbonica e riduce drasticamente l’impatto sull’ambiente. Alla fine del ciclo di vita la sedia è completamente disassemblabile e il materiale può essere ridotto a biochar, carbone vegetale che trattiene Co2 e migliora la salute del suolo diventando l’habitat ideale per micelio e microrganismi. Catifa Carta è un esempio impeccabile di progettualità sostenibile e business responsabile e porta Arper in cima al settore del design nella sfida climatica. Disponibile nei colori grafite o caffè, ha tre opzioni per la base: a 4 gambe in acciaio nero, con slitta in acciaio nero e ruggine o nella versione trespolo in alluminio nero, con o senza ruote. A completare la seduta, cuscini e rivestimenti sfoderabili.
Sostenibilità avantgard dell’alluminio estruso riciclato

Durante il Fuorisalone 2024 sette designer hanno reinventato l’alluminio estruso riciclato per Hydro, azienda norvegese leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili e dell’alluminio. Proprietaria del maggior estrusore di alluminio al mondo, Hydro sta cambiando radicalmente l’industria dei metalli per renderla più sostenibile. A darne prova è stata la mostra 100R, in cui sette designer hanno celebrato Hydro CIRCAL 100R, una nuova lega in alluminio riciclato che vanta un’impronta di carbonio da record (pari a o,5 kg di CO2 per kg di alluminio). Si tratta del primo prodotto in alluminio su scala industriale realizzato interamente con rottami post consumo: la mostra ha mandato in scena lampade, contenitori, appendiabiti, scaffali, sedie e paraventi pronti per la produzione di massa. “Con questo progetto vogliamo affermare come ci stiamo sempre più muovendo verso un futuro in cui l’utilizzo di materiali già in circolazione sia imperativo per una vita e una produzione sostenibili. Hydro CIRCAL100R facilita proprio questa transizione, poiché l’alluminio può essere riciclato all’infinito senza alcuna perdita di qualità. Sono certo che continueremo a utilizzare questo stesso materiale anche tra cento anni”, afferma Beller Fjetland, designer norvegese che ha curato per il brand la direzione creativa, la strategia e lo sviluppo del progetto. A cogliere la sfida i creativi internazionali Inga Sempé, Max Lamb, Andreas Engesvik, Shane Schneck, Rachel Griffin, John Tree e Philippe Malouin, che hanno dato vita ad una serie di oggetti ad alto tasso di creatività, con un unico vincolo imposto: utilizzare unicamente la tecnica dell’alluminio estruso, su un unico materiale. “Nessuno oggi è in grado di mostrare le potenzialità della produzione dell’alluminio estruso meglio dei designer. Dall’incontro tra designer, ingegneri e specialisti dei materiali, si ottiene la massima innovazione”, ha spiegato Asle Forsbak, responsabile del progetto 100R e Direttore Marketing e Comunicazione di Hydro Extrusions.
Lorenzo Damiani sublima la progettualità antispreco

La sua narrazione progettuale spinge da tempo l’acceleratore sulla sperimentazione estrema, con prove, forzature e test continui. Designer italiano riconosciuto per la sua progettualità controcorrente e mai scontata, Lorenzo Damiani parte sempre dall’idea per arrivare, senza ossessione per la forma, a prodotti che mostrano una continuità d’intenti e di valori. Progettare con metodo è il suo mantra, così come cercare di lavorare il materiale, qualunque esso sia, con il minimo scarto possibile. Proprio come ha fatto con il marmo nella mostra aboutmarble presentata con Subalterno 1 alla Fabbrica del Vapore. Oggetti di marmo smontati e poi rimontati hanno creato un percorso articolato insieme a disegni e maquettes per evidenziare le idee sottese ai progetti stessi, senza sovrastrutture. Quattro i progetti raccontati, primo fra tutti quello dei vasi Boboli realizzati con Pusterla Marmi e ottenuti utilizzando sassi normalmente usati per decorare giardini e aiuole: i semilavorati lapidei sono prima assemblati tra loro e poi fresati in CNC per ottenere le forme volute. Accanto, le sperimentazioni in marmo piegato e pieghevole, come la panca Foglio che trasforma il marmo in un materiale elastico e flessibile, i prodotti ricavati dagli scarti (come il lavabo a imbuto nato nel 2018 che rimette in circolo l’acqua già drenata) e progetti che ribaltano la logica del mercato: uno su tutti Inbridi, la serie che combina marmo e gres. “Le aziende del settore hanno sempre visto con grande scetticismo questo mix. Mi piacerebbe che un giorno una legge obbligasse a non superare, per ogni oggetto in marmo, una quota precisa di materiale naturale”. L’obiettivo è chiaro: raccontare e dimostrare come sia possibile progettare con la minor quantità possibile di materiali “che ben rappresentano il valore inestimabile delle risorse naturali”.
Il riuso visionario

RichestoRags, ovvero Dalle stelle alle stalle: la mostra presentata da Curious Boy a Palazzo Litta durante il Fuorisalone rifletteva l’impegno di Markus Benesch nel cercare una progettualità a difesa dell’ambiente, nell’ottica di un design in cui estetica, funzionalità e sostenibilità siano i valori fondamentali. “Devo ammettere di far parte del problema” ha dichiarato lo stesso designer. “Come designer, architetto e artista, il nucleo della mia vita professionale ruota attorno alla creatività, all’atto di creare e produrre cose. La mia professione è anche la mia vocazione, ma crea un paradosso quando mi rendo conto che il mondo non ha necessariamente bisogno di più prodotti, o meglio, che progettare e creare devono cambiare. Come posso diventare più sostenibile a livello personale e professionale? È diventato chiaro per me che non posso continuare senza attuare cambiamenti.” Ecco perché la mostra ha messo in discussione lo status dei materiali, il binomio di vecchio-obsoleto, la nozione di verità nella percezione, attraverso un’esplorazione giocosa dei materiali, dell’illusione e della prospettiva individuale come concetto fondamentale. Markus Benesch rivaluta il processo di progettazione dei suoi studi alla luce della crisi climatica e con “Riches to Rags” mira a promuovere una prospettiva fresca, che esplora diverse strade per infondere la sostenibilità nel DNA degli artefatti. “Mobili, oggetti e carte da parati rappresentano un processo dove la sostenibilità non è solo necessaria, ma è anche ispirazione creativa”. Da qui la spinta verso nuovi approcci come l’integrazione di materiali carbon negative, la promozione della biodiversità e il riutilizzo fino al 50% di materiali e oggetti esistenti. La creatività diventa un ponte tra passato e futuro, un processo che valorizza l’esistente mentre guarda al futuro. Ridisegnare i mobili dei clienti significa onorare la longevità e l’utilizzo dei vecchi pezzi e proiettarli nel futuro. “Gli oggetti e i mobili nella mia mostra sono il punto di partenza di un nuovo viaggio avventuroso. Sono destinati a comunicare; non sono moralmente intoccabili, così come non lo sono io. Sono destinati a stimolare la conversazione e la riflessione sulla sostenibilità. Cerco idee e nuovi approcci per trovare un percorso fattibile come designer e produttore di cose”.
Durat e il primo Solid Surface riciclato al mondo

Con l’installazione Porta dei Colori di Linda Bergroth ad Alcova, DURAT Plus, azienda finlandese che da oltre 30 anni sviluppa e produce solid surface sostenibile per superfici e arredi, utilizzando materiale plastico di recupero e riciclabile al 100%, ha lanciato in anteprima mondiale il primo solid surface riciclato all’80%. Un’installazione manifesto che ha celebrato l’incontro fra economia circolare, creatività e bellezza. “Il progetto di Porta dei Colori assume un significato particolare proprio perché sorge all’interno di un’antica architettura di recupero” ha spiegato la designer Linda Bergroth. “L’uso di accostare pietre e materiali dalle texture diverse ha profonde radici nella cultura italiana, dall’architettura classica fino al postmodernismo. L’installazione è quindi una sintesi tra l’originale contributo di Durat nel mondo dei materiali, la mia visione personale di designer e un contesto storico e culturale di ampio respiro”. Ma non solo. Il progetto, infatti, racconta soprattutto la ricerca di Durat attorno a una sostenibilità creativa sorprendente ed estremamente versatile. E rappresenta un vero e proprio traguardo green. Durat Plus, infatti, è il primo solid surface al mondo disponibile in commercio che combina resina PET riciclata e materiale solid surface riciclato. Il risultato è un solid surface dall’aspetto distintivo che contiene fino all’80% di materiali riciclati, con una palette di oltre 300 colori, arricchita da originali effetti graniglia. Le superfici resistenti al calore e all’acqua si adattano a ogni tipologia di spazio contract, dalle scuole, ai bagni pubblici, dal retail agli uffici, fino agli scenari domestici, in contesti indoor e outdoor. Sempre con la sicurezza della certificazione EPD, che Durat, pioniera dell’economia circolare, ha ottenuto per l’impegno nel monitorare e ridurre il proprio impatto ambientale.