Ospitalità d’autore

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 8 minuti

Un anniversario importante e una nuova apertura per due alberghi romani a vocazione internazionale del gruppo Hilton per archi e art lover.

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Cavalieri Hilton, piscine e vista diurna su Roma

Collocati in due quartieri di Roma molto diversi, il nuovo Hilton Rome Eur La Lama e il Rome Cavalieri, sulla collina di Monte Mario, appartengono al Gruppo Hilton. Il primo è di recente apertura e rappresenta un nuovo modello di ospitalità nel quartiere storico fondato negli anni Quaranta, dove si candida a diventare un nuovo “monumento”. Il secondo, inaugurato nel 1963, dopo sessant’anni mantiene l’aura degli anni della Dolce Vita e sorprende i visitatori con una collezione d’arte che merita in sé la visita.

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La Nuvola e La Lama

Hilton Rome Eur La Lama

Un nuovo landmark per l’Eur

La Lama, nome omen perché richiama le forme slanciate e sottili della sua architettura monolitica, si trova nel cuore del quartiere EUR, fulcro nevralgico per le grandi aziende, e sorge accanto al Rome Convention Center La Nuvola, sempre progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas. L’albergo, di proprietà della ICARUS S.p.A, si sviluppa su una superficie di vetro nero trasparente in sedici maestosi piani, caratterizzato da forme semplici e lineari ripetute all’interno, dove il design è invece dello Studio Lorenzo Bellini. Qualche numero: 6 ascensori panoramici, 439 camere, 2 ristoranti, 2 bar, 1 sala fitness, 7 sale riunioni con un accesso diretto a La Nuvola Convention Center.

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Arte e design negli spazi comuni

Entrati nella hall si è accolti da un’imponente e totemica scultura di Arnaldo Pomodoro, una stele in bronzo che si protende verso l’alto guidando lo sguardo nel grande vuoto di assoluto effetto. Ma non si tratta dell’unica presenza di un’opera d’arte perché sopra l’area desk della reception si staglia un grande mosaico monumentale, realizzato da Marilù Rebecchini, che celebra gli scorci e i monumenti più identificativi di Roma.

Gli interni dell’hotel, con evidenti richiami al decò anni ‘30-’40, sono disegnati dallo Studio Lorenzo Bellini Atelier e a questi si mescolano altri pezzi scelti come le opere in bronzo di Osanna Visconti di Modrone: dai paraventi che filtrano l’ingresso al Lounge Bar, all’imponente opera sulla parete del lungo banco bar, fino al tavolo in bronzo della Library.

Importante per l’interior decoration è l’utilizzo del colore, a contrastare con la struttura hi tech esterna. Così nelle camere gli abbinamenti cromatici combinano singoli colori in diverse tonalità miscelati e messi in contrasto tra loro, con richiami agli affreschi pompeiani e alla pittura dei grandi Maestri italiani del secolo scorso come Sironi e Casorati.

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Le camere con spazi comunicanti

Particolarmente interessante la progettazione delle camere dove è stata privilegiata la forte trasparenza tra gli ambienti per rendere il più possibile permeabili le aree enfatizzando, ad esempio, la comunicazione tra camera da letto e bagno risolta in un unico ambiente attraverso tagli architettonici ben calibrati.

Le finiture sono date dal parquet in noce scuro a spina ungherese e dalle carte da parati in tre colori principali e tre secondari: rosso/mattone, verde bosco/verde salvia e blu/carta da zucchero.

Tutta la falegnameria è stata realizzata su misura in finitura nero opaco; gli imbottiti sono in velluto e giocano a contrasto con i colori delle pareti; le testate dei letti, così come le panche fondo letto, sono in ecopelle nella stessa gradazione delle pareti, con specchi tondi posizionati sopra i letti.

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La tecnologia al servizio dell’ambiente

La progettazione dell’hotel si è basata su una piena attenzione alla tecnologia secondo i canoni di rispetto per l’ambiente. Basti pensare al fotovoltaico installato in copertura, per fornire alla struttura alberghiera una base di autoconsumo elettrico, e al fatto che si utilizzano sistemi di riciclo e raffrescamento scambiando acqua con il laghetto del quartiere.

A questo, si aggiunge un avanzato sistema di produzione di energia termica ed elettrica, con un cogeneratore a gas ad integrare la produzione di energia termica necessaria alla climatizzazione invernale degli ambienti e di acqua calda sanitaria e produrre al tempo stesso energia destinata all’autoconsumo.

Rome Cavalieri

L’albergo dei primati

Inaugurato da Conrad Hilton, il Rome Cavalieri, sessant’anni quest’anno, ha fatto da apripista negli anni del boom a un’ospitalità cosmopolita per una clientela di alto livello. L’edificio è un esempio dell’architettura modulare tipico dell’epoca, progettato dall’architetto Ugo Luccichenti e partecipato da Pierluigi Nervi, pur senza comparirvi, per il calcolo strutturale.

A ciò si aggiunge la posizione elevata, a due passi dal Vaticano, che permette di godere del più bel panorama su Roma. Mentre il suo ampio parco, che si estende su oltre sei ettari di verde incontaminato, è una vera e propria oasi.

Ma sono gli interni, ora come allora, a colpire. Qui la mano è del noto architetto e designer Franco Albini, come evidente già nella grande scala fulcro della hall che porta al basement e al giardino.

Se nel tempo i rifacimenti hanno cancellato parte dell’intervento, si possono comunque individuare i segni del magistero d’autore dell’architetto milanese in alcuni dettagli.

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Living art gallery

Un ulteriore straordinarietà del Cavalieri è la collezione d’arte ospitata, degna di un grande museo. Oltre mille pezzi permanenti, disposti nelle suites e nelle aree comuni, così che il visitatore-ospite ha l’opportunità di viverne la bellezza nella quotidianità. È il caso del famoso trittico di Giambattista Tiepolo, fiore all’occhiello della collezione, degli arazzi più pregiati delle botteghe Gobelin Beauvais, dei mobili di Boule, delle sculture di Thorvaldsen, delle opere di Andy Warhol, Robert Indiana e di molti altri artisti internazionali.

Suite e le aree comuni sono arredate con una collezione di mobili francesi Luigi XV e Primo Impero, già parte di palazzi reali e storici – tra questi la scrivania di Napoleone II “Re di Roma”, e la commode del XVIII secolo preziosamente decorata in perfetto stile barocco del re di Polonia -, una collezione di preziosi vetri di Gallè e una toletta fermata da Charkles Topino, arredatore di fiducia di Maria Antonietta di Francia che decorano le sale del Ristorante La Pergola.

Ma non mancano sorprese come la serie di divani disegnati da Karl Lagerfeld per la sua casa di Parigi e acquistati all’asta di Sotheby’s a Monte Carlo e ora nelle lussuose suite Suite Penthouse e Planetarium.

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Penthouse Suite_bedroom
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Planetarium Suite Bedroom

Ristorante La Pergola

Quest’ultimo riserva un’esperienza di alta cucina – del noto Heinz Beck, chef di fama internazionale – dalla terrazza all’ultimo piano. Domina la città ed è considerato dagli esperti uno dei migliori ristoranti al mondo (3 stelle dalla prestigiosa guida Michelin). Sicuramente è il più panoramico dei ristoranti di Roma, da cui si può ammirare in un colpo d’occhio lo scenario unico della città Eterna e il cui interno è formato da una sala principale e due salette più riservate, di intima atmosfera, il tutto arredato nello stile dell’albergo con dipinti, arazzi, accessori e mobili di pregio.

Servizi d’alta gamma

Fiore all’occhiello dell’albergo anche le strutture dedicate ai Congressi e Convegni, il più spazioso e moderno Centro Congressi in qualsiasi albergo 5 stelle in Europa. Può offrire infatti ampi spazi, moderne tecnologie, flessibilità su oltre 8700 mq., in grado di accogliere al meglio eventi di ogni genere tanto che il famoso “Salone dei Cavalieri” ospita fino a 2100 persone.

Infine, per il benessere, lo sport, i trattamenti estetici, una lussuosa Spa di 2200 mq dedicati alla cura del sè, in ambienti che assicurano la massima privacy, comprendenti quattro grandi piscine, esterne ed interne come quella nel giardino d’inverno dove si nuota tra stucchi e un caminetto acceso d’inverno, campi da tennis, percorsi nel verde del parco di seimila metri quadrati.

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Ospitalità d’autore: foto e immagini