La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

Cosa si nasconde dietro un progetto? Non bastano le immagini per catturare l’essenza di un processo così si deve recuperare il tempo dell’ascolto e della narrazione.

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…
DoimoCucine_Coro composition_Impronta collection

 

Non è sempre facile catturare l’essenza e l’intelligenza di un progetto, figuriamoci al primo sguardo anche se spesso è quello che accade. Si formulano così giudizi di valore senza rendersi conto veramente di cosa nasconde un progetto, di quali e quanti gradienti è fatto.

Forse serve meno storytelling – se ne è usato troppo falsandone il valore – mentre ciò che va recuperata è la capacità di raccontare l’innovazione da parte di imprenditori e progettisti, in funzione dell’impegno di lettori, addetti ai lavori, appassionati, nel saper leggere la complessità dei processi, prendendo anche il tempo per capire.

Osserviamo alcuni esempi volutamente differenti tra loro – cucina, arredo, rivestimenti – attraverso il racconto di chi ha sviluppato con l’azienda alcuni progetti recenti.

DoimoCucine: ripartire dall’esistente immaginando il futuro

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…
Ferruccio Laviani_Studio Laviani_ph Simone Segalini

È quello che sta facendo Ferruccio Laviani, architetto e designer tra i più noti oltre che art director di affermate aziende e dall’anno scorso anche di DoimoCucine. Per l’azienda veneta ha presentato recentemente due nuove composizioni, Rima e Coro, inserite nel book Impronta dal nome del progetto.

Questo libro, ci tiene a precisare Laviani, non è un catalogo e racconta la nuova visione del brand. In esso si trovano sette composizioni, ognuna specchio di un modo diverso di abitare lo spazio, attraverso materiali, proporzioni, funzioni e cromatismi per costruire soluzioni su misura a partire da una base comune.

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…
DoimoCucine_Coro composition_Impronta collection_materials

Infatti, le diverse composizioni sono sviluppate a partire All-arounD, il sistema già messo a punto dall’azienda per comporre qualsiasi modello, più o meno classico di cucina, grazie alla trasversalità e all’adattabilità degli elementi che lo compongono.

Dichiara Laviani:

Appena mi sono messo a lavorare ho capito che il catalogo non doveva essere modificato, così com’è diviso tecnicamente, piuttosto poteva assumere una visione più creativa. Per questo  l’ho usato come un abaco, prelevando ciò che mi serviva e individuando delle famiglie di prodotto per dare all’azienda delle composizioni riconoscibili, con un nome, portando un’identità alle tipologie che ora formano la collezione Impronta.

 

Impronta sta per segno lasciato sulla superficie dell’azienda, e l’impronta corrisponde alla visione di Laviani.

Che precisa:

I modelli in Impronta sono in evoluzione, delle sorta di linee guida per composizioni chiuse ma declinabili in modo diversi.

 

Le composizioni per cucine Rima e Coro appartengono dunque alla stessa grammatica progettuale ma ne esprimono due interpretazioni differenti quasi opposte con schema ad isola, accomunati dalla visione precisa di trasformare la cucina da prodotto a sistema.

La prima è più architettonica, misurata, quasi scultorea; la seconda è più aperta, relazionale, pensata per accogliere.

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DoimoCucine_Rima composition_Impronta collection

Porro esplora nuovi linguaggi e tipologie, costruendo nuove forme di racconto 

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Porro_Arnaldo_Yabu Pushelberg

“Se non ascolti il progetto non puoi capirlo”, affermava recentemente Maria Porro – Presidente di Salone del Mobile Milano e direttore marketing e comunicazione dell’azienda di famiglia – mettendo in luce l’importanza di un progetto che racconta come un prodotto è stato fatto,“ragionando di bellezza del processo oltre che del prodotto”, come modo migliore per affrontare le sfide del presente.

Tra l’altro, una raccolta multimediale presente nel sito aziendale torna utile per scoprire la filosofia Porro e i segreti dietro ogni prodotto: attraverso i racconti dell’azienda stessa e dei designer che, intervistati nel corso di eventi e manifestazioni, ne svelano l’iter progettuale.

Nel caso dell’azienda – che l’anno scorso ha celebrato il centesimo anno dalla fondazione – se il passato resta una fonte di ispirazione duratura e parte integrante dell’immaginario visivo del marchio, il presente vuol dire investire su nuove idee.

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…

È il caso del debutto del grande studio statunitense Yabu Pushelberg, con uffici a New York e Toronto (il team formato conta ben 100 professionisti) dal quale nasce la poltroncina Arnaldo, in cui la seduta sospesa si innesta tra i braccioli e lo schienale in un gioco di pieni e vuoti.

Del resto se alcuni arredi Porro spingono sempre più la ricerca al confine tra oggetto industriale e scultura, tra design e galleria, dall’altro la proposta del marchio si amplia guardando al mondo del contract, settore in cui l’azienda ha rafforzato negli ultimi anni il proprio team e a cui si rivolge per la propria flessibilità produttiva e capacità di realizzazione su misura.

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YabuPushelberg_Portrait_ph JeffHenrikson

Bardelli: l’incontro tra illustrazione e materia per trasformare le superfici in narrazioni

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Ceramica Bardelli_Acquatic Creatures-Sea-Maioliche

Può sembrare solo una superficie, invece dietro a un decoro può nascondersi una ricerca articolata e bella da spiegare. Ceramica Bardelli con la nuova collezione Aquatic Creatures riporta in auge le decorazioni con i tratti tipici del primo ‘900 milanese e segna un nuovo capitolo nel mondo dei decori avviato con Colorama Decor.

La nuova collezione nasce dalla collaborazione con il designer Riccardo Capuzzo, noto per i suoi disegni creativi legato all’ambito aereo, marino, acquatico e subacqueo. Così la serie di superfici prende il nome dal concept che Capuzzo ha esplorato e raffinato nel corso della sua carriera internazionale, tra Chicago, Instanbul, Riga, un omaggio al fascino del mare, ai suoi abitanti e alle immersioni.

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…

Ogni decoro racconta una storia sommersa, animali acquatici visti attraverso una lente fantastica ed eccentrica, da gustare inseguendo i pattern sulle superfici ceramiche – dal formato 60×120 cm quindi adatto per rivestimenti di interni diversi con base Colorama e decori stampati a freddo in rilievo, tecnologia che conferisce un effetto tattile.

L’acqua è movimento, ritmo, armonia. E’ ciò che unisce e trasforma. Portarla sulla ceramica significa farla entrare nella quotidianità, rendendo ogni spazio un piccolo oceano

dichiara il designer che con Ceramica Bardelli porta questa visione in piastrelle che fondono arte e maestria artigianale.

Le linee grafiche disegnate da Capuzzo sono: Atlantis City, Mongolfiere, Seaweed e Sea Maioliche. La tecnologia di stampa a freddo avviene attraverso un processo digitale di deposizione controllata, dove lo smalto viene applicato in spessore variabile, generando un rilievo tattile che segue con precisione i dettagli grafici del decoro.

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…

Questo procedimento, realizzato a temperatura ambiente, quindi senza fusione dello smalto, preserva la purezza dei colori e l’integrità del disegno, conferendo al tempo stesso alla superficie una matericità sofisticata e un effetto tridimensionale percepibile alla mano.

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto…

La necessità del racconto. Cosa c’è dietro a un prodotto finito per cui non basta uno sguardo distratto: foto e immagini