La natura come partner di progetto per aumentare il benessere e migliorare il nostro stile di vita

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Applicare i principi del design biofilico significa cambiare approccio nella progettazione edilizia e architettonica integrando non solo piante, ma anche aria pulita, luce naturale, materiali di origine organica.

La natura come partner di progetto per aumentare il benessere e migliorare il nostro stile di vita
The House of Green, Gestalten 2024. Foto DSL Studio – Delfino Sisto Legnani e Alessandro Saletta. Per gentile concessione dell’editore

No, non proprio l’ultima tendenza passeggera. Quando si parla di design biofilico si intende un approccio progettuale – architettonico, urbano e d’interni – che organizza gli spazi costruiti intorno alla presenza, alla percezione e alla funzione del verde, con l’obiettivo di migliorare il benessere psicofisico delle persone, promuovere la sostenibilità ambientale e alzare la qualità degli ambienti di vita e di lavoro.

Il riferimento principale risale al concetto di biofilia formalizzato dal biologo Edward O. Wilson negli Anni 80 e poi sviluppato dall’ecologo Stephen Kellert negli Anni 90, che già allora usava il termine come riferimento per la progettazione di edifici e spazi.

Nel 2014, il white paper 14 Patterns of Biophilic Design di Terrapin Bright Green, uno studio di consulenza strategica e ambientale con sede a New York, codificava per la prima volta in modo sistematico principi, categorie e applicazioni concrete del design biofilico, trasformandolo in una vera e propria linea guida progettuale usata in architettura, uffici e ambiente urbano. A seguito della crisi climatica e della pandemia, il 2020 ha segnato un punto di accelerazione del tema biofilico, che è finalmente diventato più visibile e diffuso nel dibattito pubblico.

Abbattere il deficit di natura

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The House of Green, Gestalten 2024. Foto Jaime Navarro. Per gentile concessione dell’editore

Progettare secondo la biofilia ha un impatto misurabile e comprovato da ricerche neurologiche e fisiologiche. Stimola i sensi attraverso elementi come vegetazione, luce, aria e materiali naturali. Migliora il benessere psico-fisiologico, accelera i tempi di recupero, negli ambienti di lavoro aumenta la produttività.

Fare design biofilico non significa semplicemente portare del verde in un interno. Rappresenta piuttosto un cambio di paradigma profondo, che riguarda il modo in cui organizziamo le nostre vite e le nostre città.

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Abitare la Natura, Maggioli 2026. Foto per gentile concessione dell’editore.

Su questa direttrice si sviluppa il pensiero di Alfredo Fusco, architetto e biophilic designer con una specializzazione in progettazione sostenibile e bioarchitettura. La sua ricerca si concentra sui temi del rapporto tra spazio costruito e natura, con particolare attenzione al benessere abitativo e alla rigenerazione degli ambienti domestici.

Il suo ultimo libro, Abitare la natura. Il biophilic design per il benessere in casa, appena uscito per Maggioli Editore, rappresenta il primo saggio italiano che applica questo tipo di progettazione esclusivamente agli spazi domestici. Il suo obiettivo è il reincanto dell’abitare, cioè portare la casa contemporanea a diventare un ambiente rigenerativo, capace di riequilibrare il cosiddetto deficit di natura, ripristinare quel legame reciso con la natura che porta a stress, difficoltà di attenzione, mancato benessere psicologico.

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Abitare la Natura, Maggioli 2026. Foto per gentile concessione dell’editore.

Alla base del suo scritto sta l’intuizione di traslare un approccio tipico della pedagogia speciale alla progettazione biofila. Come esistono strumenti compensativi che aiutano gli studenti con bisogni educativi a colmare specifiche difficoltà, allo stesso modo elementi apparentemente semplici – una pianta nel campo visivo, una sapiente modulazione della luce, superfici materiche o la presenza dell’acqua – diventano dispositivi progettuali in grado di compensare la disconnessione dalla natura e di innalzare la qualità dell’abitare.

Stanza per stanza (cucina, soggiorno, bagno, camera da letto, balconi, spazi di passaggio) Fusco suggerisce come introdurre i 14 pattern di progettazione biofila e ancora pochissimo praticati nel nostro Paese, dove la materia resta più che altro discussa nei circuiti accademici.

Piante sane per costruire un ambiente sano

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The House of Green, Gestalten 2024. Foto Sheila Man. Per gentile concessione dell’editore

Come ha scritto l’architetto Carlo Ratti nella prefazione del libro The House of Green. Natural Homes and Biophilic Architecture, edito da Gestalten nel 2024, costruire con la natura significa mettere al centro il con, che si traduce nella capacità di ascoltare ciò che questa ha da dirci. Non un piacevole decoro, piuttosto un autorevole partner con cui pianificare il progetto.

E perché tale partner possa contribuire al meglio, i designer hanno bisogno di materie prime naturali eccellenti, dai materiali di costruzione alle finiture, senza dimenticare ovviamente piante sane e coltivate responsabilmente.

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Design Park. Foto per gentile concessione di Vannucci Piante

Un principio che Vannucci Piante, azienda internazionale con sede a Pistoia, specializzata nell’eccellenza italiana del vivaismo, ha fatto proprio da tempo. Da quasi novant’anni, infatti, nei loro vivai il verde ha smesso di essere considerato un elemento decorativo per diventare un fattore essenziale di benessere, oltre che in grado di influire sulla qualità progettuale in maniera importante.

Con oltre 3.000 varietà di piante e una superficie complessiva di più di 600 ettari di vivai, la produzione Vannucci è suddivisa fra 360 ettari di piante coltivate in contenitori, 240 ettari di vivai in piena terra, 60 ettari di coltivazioni sotto copertura, cui si aggiunge uno showroom permanente di 3.000 mq al coperto e di 5 ettari di esposizione all’aperto. Un patrimonio verde che spazia dalle conifere agli alberi, dagli arbusti agli agrumi, dalle graminacee alle vivaci, dalle palme alle succulente, alle rose, ai rampicanti e agli alberi da frutto.

Il nostro impegno è orientato a costruire un modello produttivo moderno e duraturo, capace di rispondere alle sfide ambientali e alle esigenze del mercato, contribuendo concretamente alla tutela del territorio e delle risorse naturali

sottolinea l’azienda.

More plants, more life

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Design Park. Foto per gentile concessione di Vannucci Piante

Nei vivai di nuova realizzazione come Ferruccia 300, Vannucci Piante ha adottato soluzioni sostenibili per la gestione del suolo e delle risorse: ampie superfici inerbite per favorire biodiversità e ridurre erosione, limitando l’impermeabilizzazione del terreno. I pali, normalmente in acciaio zincato, sono stati sostituiti con pali di castagno provenienti dalla Montagna Pistoiese.

Inoltre, dal 2024 sono stati sviluppati sistemi di sensoristica avanzata che, insieme ai dati recuperati dalle stazioni pluviometriche, fornisce previsioni su quando e quanto sarà necessario irrigare in base ad algoritmi sensibili al tipo di suolo e alla singola varietà di coltura, permettendo una maggiore ottimizzazione delle risorse.

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Nursery Park. Foto per gentile concessione di Vannucci Piante

Da non dimenticare, infine, la costante attenzione alla biodiversità, la riduzione dei prodotti chimici, il riciclo della plastica dei vasi, l’approvvigionamento da fonti rinnovabili. Tutta una serie di iniziative volte a rendere la produzione vivaistica sempre più responsabile all’insegna del More Plants, More Life, il motto che ben sintetizza la filosofia aziendale.

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