Design senza tempo, il potere delle riedizioni

Autore:
Marilena Pitino
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

In un dialogo ininterrotto tra passato e presente, alcuni elementi che hanno segnato la storia del design si riappropriano della scena grazie al meticoloso lavoro delle aziende capaci di reinterpretare i progetti dei maestri con una rinnovata sensibilità contemporanea.

Design senza tempo, il potere delle riedizioni
Lampade da tavolo KD28 di Kartell, design Joe Colombo

Alla scorsa Design Week milanese, il tema delle le riedizioni è tornato di grande attualità. Molte aziende hanno infatti riguardato i propri archivi, riportando alla luce alcuni elementi di arredo che hanno segnato la storia del design. Oggi questi pezzi, inalterati nell’estetica originale, ritrovano nuova vita attraverso materiali sostenibili  innovazioni tecnologiche pensati per rispondere puntualmente alle esigenze contemporanee. Non si tratta di un omaggio nostalgico, ma di veri e propri progetti di attualizzazione che mantengono intatta la forza espressiva dell’originale, con un’attenzione rinnovata alla relazione tra forma e funzione. Un esercizio di memoria e di innovazione, che porta a nuova vita elementi significativi e sempre straordinariamente attuali.

Cassina, il tavolo scultoreo di Afra e Tobia Scarpa

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TL59 di Cassina, design Afra e Tobia Scarpa

Di grande fascino la riedizione del tavolo TL59 di Afra e Tobia Scarpa per Cassina (1975), forte di una straordinaria espressività materica. Oggi riproposto in due nuove versioni. La prima presenta un suggestivo contrasto tra il basamento, verniciato a polvere in nero con una raffinata finitura goffrata, e il piano in vetro temperato, fedele al modello originale. A impreziosire ulteriormente il tavolo è la bisellatura perimetrale del piano che ne assottiglia i bordi creando una cornice cristallina e trasparente. La seconda variante, sviluppata in collaborazione con Tobia Scarpa, prende ispirazione dagli intonaci delle sue architetture domestiche. Qui, il piano si trasforma in una superficie materica incisa da linee parallele a rilievo, realizzate su un’anima lignea racchiusa da una cornice metallica. Tre le finiture disponibili: bronzo, ottone e titanio.

Gebrüder Thonet Vienna, la scrivania di Enzo Mari

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Scrivania Boomerang di Gebrüder Thonet Vienna, design Enzo Mari

Dall’archivio di Enzo Mari, prende vita la scrivania Boomerang di Gebrüder Thonet Vienna, un progetto affascinante che si distingue per l’elemento centrale dato da una trave in lamellare di faggio curvata. Il nome non deriva dall’oggetto di lancio degli aborigeni autraliani, bensì  dalla trave boomerang utilizzata in architettura. A sostenerla, quattro gambe in faggio massello, robuste ma visivamente leggere, mentre il piano in vetro temperato extrachiaro segue la curva della base, conferendo dinamicità al tutto. Essenziale e razionale per costruzione, ribadisce l’approccio progettuale da sempre utilizzato da Mari.

Cappellini, tre esemplari del Combi Center di Joe Colombo

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Combi Center di Cappellini, design Joe Colombo

L’iconico Combi Center disegnato da Joe Colombo nel 1963 (e già rieditata nel 1997 da Bernini) ritorna protagonista grazie alla riedizione firmata Cappellini. Composto da una serie di contenitori sovrapposti, cilindrici e rotanti, variamente attrezzabili, si distingue anche per l’utilizzo dei materiali della struttura in legno laccato opaco – bianco, nero o giallo – abbinata ad ante in alluminio. Versatile e sorprendente, può essere utilizzato come libreria o mobile bar. La riedizione è proposta in un’esclusiva edizione limitata di soli tre esemplari.

Molteni&C, la seduta degli Scarpa

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Monk di Molteni&C, design Afra e Tobia Scarpa

Ancora un pezzo emblematico di Afra e Tobia Scarpa. Disegnata nel 1973 la sedia Monk viene rieditata da Molteni&C, mantenendo intatto il disegno originario. La seduta si compone di una struttura in legno massello – in noce americano, rovere nero o rovere caffè – e da due cavalletti identici fissati a tubolari metallici sagomati, che formano un unico elemento continuo tra seduta e schienale in pelle. Le viti a vista, completate da ampi mozzi in acciaio brunito, diventano dettagli estetici che esaltano la precisione costruttiva.

L’avevo pensata come un unico pezzo perché fosse più economica – raccontò Tobia Scarpa – . Ma Angelo Molteni ha corretto il pro­getto: “No, no” – mi disse – noi facciamo bene le cose. Così abbiamo pensato a una struttura di ferro, tesa da due telai uguali, che formavano la sedia.

Tacchini, il tavolo di Cini Boeri  

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Tako di Tacchini, design Cini Boeri

“Non è un mobile, ma un piano da usare”: così Cini Boeri descriveva Tako (anni ’70) il tavolo oggi riproposto da Tacchini. Ibrido e funzionale, riflessione della visione modernista di chi l’aveva progettato, Tako era pensato per accompagnare la quotidianità con naturalezza, diventando all’occorrenza un piano d’appoggio o una naturale estensione del divano per i momenti di relax. La struttura è composta da quattro tubolari in acciaio cromato che sorreggono una base disponibile in due dimensioni. Accanto alla versione con piano in legno laccato bianco, Tacchini introduce oggi una nuova finitura in marmo Ceppo Cremo, che ne esalta l’eleganza materica.

Arflex, il divano di Mario Marenco

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Marius&Marius di Arflex, design Mario Marenco

Disegnato negli anni ’70 da Mario Marenco, Marius&Marius è rieditato da Arflex. Simbolo di un design all’epoca anticonvenzionale, il divano si distingue per l’estetica audace e la seduta generosa. Schienali e braccioli sono avvolgenti, in un profilo morbido, mentre le cuciture a vista valorizzano la matericità dell’imbottitura, mantenendo intatto lo spirito libero e sperimentale del progetto originale.

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Artemide, la prima lampada di Ernesto Gismondi 

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Sintesi di Artemide, design Ernesto Gismondi, fondatore di Artemide

Era il 1975 quando Ernesto Gismondi, fondatore di Artemide, firmava Sintesi, la sua prima lampada: un progetto pionieristico che oggi ritorna nella nuova edizione fedele all’originale. La versione da tavolo, nucleo del sistema modulare, si distingue per la struttura essenziale ma sorprendentemente ingegnosa. Realizzata con pochi elementi metallici curvati, si sviluppa in un supporto a Y formato da due profili a “C” di diversa lunghezza, che consente di orientare la luce con semplicità. Il telaio, anch’esso orientabile, accoglie una sorgente luminosa con attacco E27, pensata per garantire versatilità e durata nel tempo. A completare il progetto, un riflettore e una griglia di protezione, che sottolineano l’approccio tecnico, funzionale e ancora oggi contemporaneo del design di Gismondi.

 Kartell, la lampada di Joe Colombo diventa sostenibile

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KD28 di Kartell, design Joe Colombo

Kartell reintroduce la celebre lampada da tavolo KD28, ideata nel 1967 da Joe Colombo, tra le sue proposte lighting mantenendo un restyling attento e rispettoso dello spirito originario. Ma il progetto si rinnova con materiali riciclati, tecnologie di ultima generazione e una nuova calotta satinata che diffonde una luce più morbida e avvolgente. Cura sartoriale anche nei dettagli, come il cavo elettrico rivestito in tessuto tono su tono.

Design senza tempo, il potere delle riedizioni: foto e immagini.