Cucine: il ritorno delle grandi protagoniste
Dalla memoria delle vecchie stufe al design senza compromessi: le cucine statement ritrovano il carattere delle cucine economiche di un tempo e lo reinventano tra materiali evoluti, tecnologia e prestazioni da professionisti. Ed è tutta un’altra grinta.

Le vecchie stufe della nonna, la memoria dell’antico focolare e poi quella grinta, inaspettata, di un design che non cerca compromessi. Nessuna nostalgia: le cucine statement recuperano il carattere delle cucine economiche di un tempo e lo proiettano nel presente, tra materiali evoluti, tecnologie di precisione e prestazioni sempre più sofisticate.
Non servono dimensioni monumentali né effetti speciali per lasciare il segno. A fare la differenza è la personalità data dalla forza espressiva dell’acciaio, da un dettaglio costruttivo o da una finitura fuori dagli schemi. Nell’equilibrio tra ritualità domestica e piacere della performance, il cambiamento di prospettiva è evidente: la cucina non scompare, non si mimetizza e non cerca di integrarsi con discrezione nel living. Tutto il contrario! Tra superfici scultoree, cromie opache e richiami alle attrezzature professionali, sembra proprio voler rubare la scena. E i nuovi modelli ci riescono senza dubbio.
Guardate queste otto interpretazioni: hanno il carisma di una macchina da lavoro e la presenza scenica di un pezzo da collezione.
Ego di Abimis

L’acciaio inox non ha bisogno di travestimenti: è resistente, igienico, riflette la luce e racconta senza filtri il lavoro che si svolge in cucina. Con Ego, Abimis ne porta la schiettezza nell’ambiente domestico, addolcendo il rigore industriale con ante bombate a filo, maniglie arrotondate e cerniere invisibili. Disegnata dall’architetto Alberto Torsello, riprende la logica delle cucine professionali e la traduce in un progetto su misura, dove ogni dettaglio ha una ragione precisa. Il risultato è quasi un gioco di contrasti: una macchina da lavoro che, grazie alle forme morbide e alla brillantezza del metallo, acquista un’allure scultorea.
Professional Carbonio di Bertazzoni

Il nero opaco ha un talento particolare: basta poco per evocare il mondo delle auto sportive, degli strumenti di precisione, delle macchine progettate per dare il massimo. Nella finitura Carbonio della serie Professional, Bertazzoni gioca proprio su questo immaginario. Le superfici scure, le manopole ergonomiche e le maniglie dal disegno deciso compongono una cucina in cui estetica e funzione viaggiano nella stessa direzione. E il rivestimento, pensato per resistere all’usura e alle macchie, non è un dettaglio secondario: qui il carattere deve reggere anche alla prova della vita quotidiana. Il risultato ha la grinta di un oggetto tecnico, senza perdere di vista il piacere di cucinare.
CornuFé 90 Duo di La Cornue

Manopole in ottone, profili metallici, due forni neri e un ampio piano cottura: la CornuFé 90 Duo di La Cornue ha tutto ciò che serve per attirare lo sguardo. La sua presenza ricorda quella delle grandi cucine professionali, ma con un’eleganza che appartiene alla tradizione francese. Con i suoi 180 cm di larghezza, diventa la vera protagonista dello spazio, oltre che uno strumento per affrontare preparazioni diverse grazie al doppio forno e al piano cottura, disponibile a gas o a induzione. Non c’è dubbio: questo modello è il palcoscenico ideale per riscoprire il gusto di piccoli rituali culinari.
Aura di Glem Gas

Linee nette, volumi rigorosi e un segno distintivo che si riconosce subito: la maniglia integrata nella struttura in acciaio, che disegna una sorta di H. Aura, disegnata da Marcello Cutino per Glem Gas, reinterpreta la cucina freestanding con un’estetica essenziale e una tecnologia (dai comandi LED alla chiusura ammortizzata) che lavora dietro le quinte per rendere più semplice il piacere di stare ai fornelli. Disponibile nelle versioni da 90 e 120 cm, con piano a gas o a induzione, offre configurazioni diverse per chi ama cucinare e non vuole rinunciare a forni capienti e funzioni evolute.
Dual Fuel di Wolf

A volte basta un accento di colore per rendere riconoscibile un’intera cucina. Nel caso della Dual Fuel di Wolf, sono le iconiche manopole rosse a spezzare il rigore dell’acciaio e a dichiarare subito la sua anima professionale. Ma non è soltanto una questione di stile: il piano a gas, con bruciatori a doppia corona e regolazione precisa della fiamma, dialoga con il forno elettrico a convezione, pensato per distribuire il calore in modo uniforme. Due tecnologie complementari, riunite in un’unica macchina da cottura. Il bello è proprio questo: la precisione non resta nascosta nei meccanismi, ma diventa parte dell’identità dell’oggetto.
Agatha di Marchi Cucine

Agatha di Marchi Cucine rispolvera il fascino del vecchio focolare domestico con un’estetica dal sapore British: corpo color avorio, profili metallici bruniti, una fila di manopole… E ancora due forni affiancati e bruciatori a gas in bella vista a rafforzare il carattere del blocco cottura, mentre le finiture chiare ne alleggeriscono la presenza. Il risultato non ha nulla di vetusto: conserva la solidità delle vecchie cucine di campagna e la porta in una dimensione contemporanea, per una convivialità formato famiglia.
Officine Gullo

Chi ha detto che una cucina professionale debba vestire i soliti colori? L’isola di Officine Gullo sceglie un azzurro delicato, quasi polveroso, che smorza la forza del metallo e mette in risalto manopole, rubinetteria e dettagli rétro. Realizzata su misura e ambientata nei giardini di Villa Antinori (con la maison vinicola condivide un progetto dedicato alla cultura culinaria e conviviale italiana) sfoggia una personalità decisa, ma discreta: la tonalità delicata dialoga con il paesaggio toscano, mentre il metallo e i dettagli lavorati a mano aggiungono carattere al gusto rétro, senza nostalgie. È il tratto distintivo del brand fiorentino: lavorazioni artigianali, materiali pregiati e prestazioni professionali sono calibrati sulle esigenze dello spazio e di chi lo vive.
Total Mattness di Smeg

Per farsi notare non serve sempre brillare. Lo dimostra Total Mattness di Smeg, che punta sulla finitura opaca per cambiare la percezione del colore e dare profondità alle superfici. Dal nero intenso al blu Storm Blue, passando per il verde smeraldo e le sfumature calde di Amber Clay, la palette invita a uscire dagli abbinamenti più prevedibili e a usare la cucina come un elemento d’arredo dalla forte personalità. Niente riflessi vistosi o effetti specchio: qui sono la materia e la tonalità ad aggiungere profondità alla cucina, avvolgere l’atmosfera e invitare a “toccare con mano”.