A Montreal, la rilettura di una pianta rigida e datata apre spazi e ridisegna flussi, conciliando rigore formale con il calore domestico
Il mix legno chiaro, bianco e metallo grigio trova nel restyling dello studio Indee Design nuova energia per creare uno spazio contemporaneo e accogliente

Il progetto di Plateau Kyoto Residence prende il nome dal quartiere in cui si trova, il Plateau Mont-Royal a Montreal, in Canada. Lo studio Indee Design ha qui convertito una casa originariamente frammentata e compartimentata in una nuova dimora per una giovane coppia con due figli, un ambiente capace di evolversi e accompagnare la vita familiare per gli anni a venire, bilanciando il calore dell’estetica rétro anni Settanta con la sobria compostezza del minimalismo giapponese.
Missione leggerezza

Fondato nel 2018 da Florence Charron, lo studio è molto attento allo stile di vita e al benessere dei suoi clienti. Dal classico al contemporaneo, sa gestire una varietà di stili, abbinando con gusto generi e palette per restituire progetti eclettici e creativi.
Nel caso di Plateau Kyoto Residence, l’intervento ha reinterpretato l’interno attraverso un’attenta riorganizzazione dei flussi e delle aperture. La sfida principale, infatti, consisteva nel superare la rigidità della pianta originaria e introdurre una continuità spaziale in cui la luce naturale diventasse elemento progettuale.

Riposizionando la scala centrale, lo studio ha ampliato la zona giorno, mantenendo una connessione tra il piano terra e il livello superiore, dedicato alla zona notte. Il dialogo con l’esterno è stato valorizzato aprendo la facciata posteriore verso il giardino, trasformando il cortile in un’estensione naturale degli interni e in un rifugio di quiete a fine giornata.
I clienti desideravano una casa in cui fluidità, luce ed efficienza si fondessero per valorizzare la struttura esistente, in particolare attraverso un’audace messa in scena del cortile e una luminosa apertura sulla facciata principale. L’armonia del progetto deriva da uno spazio completamente aperto in cui le connessioni tra le diverse zone sono realizzate attraverso una sottile prossimità e un rigoroso allineamento delle linee
spiega Florence Charron.
La filosofia del meno, ma meglio

All’insegna del famoso less is more, ogni elemento architettonico e d’arredo è stato disegnato su misura per integrarsi nel volume abitativo senza appesantirne la percezione visiva.
Per esempio, nella nuova estensione posteriore, la panca in legno sospesa sembra galleggiare con compostezza davanti alla vetrata a tutta altezza, la cui apertura porta lo sguardo verso il giardino esterno.

Nell’area living e relax, le scaffalature in acero convivono con un modulo centrale che nasconde un sistema di videoproiezione, garantendo così la pulizia formale dell’intera parete. La nuova scala in acciaio verniciato, che poggia su una base in vetrocemento per evitare che si trasformi in un blocco buio, cela vani contenitori dietro ante invisibili.
Tutti i mobili sono stati interamente progettati su misura per soddisfare con precisione le esigenze degli occupanti integrandosi perfettamente con l’architettura. Dall’estensione posteriore alla parte anteriore della casa, ogni intervento riflette un’attenzione meticolosa all’uso, ai dettagli e all’esperienza spaziale
osserva Florence Charron.

In cucina, sono stati mantenuti i mobili originali in noce e i piani di lavoro in acciaio inossidabile, integrandoli con nuovi moduli e un’alzatina in ceramica. Inoltre, lo studio ha abbinato un rivestimento in ceramica sulla parete, creando così un contrasto materico misurato e contemporaneo.
Convivialità e dettagli d’autore

Al centro della zona pranzo, è protagonista la panca circolare realizzata in acero. Dal design sottile, si integra in armonia senza appesantire lo spazio. È un elemento che cela una soluzione di ingegneria inaspettata per collegare elementi in legno massiccio, alcuni dei quali ancorati direttamente al pavimento. Il tavolo centrale, dotato di piano girevole, è divertente da condividere con tutta la famiglia.

Proprio a fianco, senza nessuna separazione, si trova l’area lettura e gioco. Posizionata in piena luce naturale, questa zona presenta pannelli in compensato dotati di prese per l’arrampicata, sedute integrate e pareti con pannelli forati ispirate al mondo delle officine.
Grazie all’umorismo degli architetti, le occasioni ludiche sconfinano da questa zona più dichiarata. Nel bagno dei bambini, per esempio, l’allineamento di specchi, applique e lavabo compone la sagoma di un piccolo mostro. La scala, invece, è dotata di uno stretto scivolo rimovibile, di un bel rosso brillante, pensato per far sfrecciare le macchinine.
Il gusto per il décor

Il principio dell’essenzialità non va in conflitto con il piacere di arricchire gli ambienti con una selezione eclettica di opere d’arte alle pareti. Locandine di film d’epoca convivono con illustrazioni ispirate alle collezioni di Machines de Nantes, mentre un’opera dell’artista Sticky Peaches domina la parete della zona pranzo, fungendo da fulcro visivo dell’intero ambiente. A regalare uniformità e coerenza a tutti gli ambienti è la palette cromatica, accattivante ed equilibrata.
La Residenza Plateau Kyoto è uno spazio abitativo duraturo, che bilancia intimità e convivialità, progettato per evolversi con i suoi abitanti, offrendo al contempo un costante punto di riferimento visivo ed emotivo
conclude Florence Charron.