Legno dolce o duro: quali sono, differenze, caratteristiche, usi

Daniele Di Geronimo
  • Dott. in Lettere moderne

I legni non sono tutti uguali; parliamo di durezza dei legni e cosa cambia nello scegliere un legno dolce o uno duro.

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Spesso in ambito edilizio quanto quello dell’arredo e dell’interior design si parla del legno. Un materiale meraviglioso per la sua bellezza estetica e particolarmente valido anche dal punto di vista tecnico.

Eppure dire legno significa fare riferimento a tutta una serie di realtà che differiscono tra loro non solo per il colore e le venature, ma anche per la resistenza. In questo senso è fondamentale parlare di legno dolce o duro.

Una differenza che, come vedremo, si riferisce tanto alla robustezza e alla resistenza di ogni singolo pannello in legno, quanto alla sua lavorabilità, alla tipologia di venature e al colore caratteristico. Un insieme di fattori decisivo per fare una scelta mirata e vincente.

La durezza del legno

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L’attenzione verso la durezza del legno è fondamentale per comprendere quanto quel legno è adatto al tipo di lavorazione per il quale lo si desidera impiegare. Questo perché la durezza è un valore che indica quanto quel legno è in grado di resistere all’usura e all’ammaccatura. In base al tipo di applicazione, quindi, poter contare su un legno più dolce o uno più duro fa tutta la differenza del caso.

La durezza del legno viene stabilita attraverso specifici test. Lo standard di riferimento si ottiene in base alle dimensioni dell’impronta che una sfera d’acciaio (ma anche altri componenti) lascia sulla superficie del legno in relazione alla pressione esercitata. In base a questi test il legno si distingue in:

  • tenerissimi
  • teneri
  • mediocremente duri
  • durissimi
  • ossei.

La differente durezza tiene conto anche delle venature del legno e del punto in cui viene eseguito il test. Per questo esiste sia una misurazione della durezza laterale che di quella terminale. La durezza laterale è quella che si calcola quando il test viene eseguito in maniera perpendicolare alle venature.

La durezza terminale, invece, quando il test viene eseguito in corrispondenza del taglio del ceppo. Questa differente uniformità è un elemento molto importante da considerare quando si valuta la scelta del tipo di legno.

La durezza del legno deriva dal rapporto tra gli elementi meccanici e quelli conduttori dell’anatomia di ogni specie di pianta e dall’ambiente nel quale cresce e si sviluppa. Nelle piante con diametro più grande e pareti cellulari sottili (elementi conduttori) si hanno legni generalmente teneri. Nelle piante dove prevale l’aspetto meccanico (fibre legnose e vasi sottili) i legni risultano più duri.

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Differenza tra legno dolce e duro

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La distinzione tra legni duri e dolci si articola su diversi fronti. Innanzitutto l’aspetto tecnico della resistenza e della robustezza, ma anche della maggiore o minore facilità nel lavorarli. Inoltre c’è anche una differenza cromatica ed estetica legata al tipo di venature.

Il legno duro

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I legni considerati duri sono quelli che derivano generalmente da boschi di latifoglie. Tra questi troviamo il castagno, il ciliegio, il faggio, il frassino, il noce e il rovere. Tra i durissimi, invece, rientrano l’ebano, l’ipè e il teak.

Il più delle volte i legni duri sono quelli con una colorazione più scura. I legni duri, generalmente più costosi, sono quelli che hanno una consistenza estremamente compatta e una minore presenza di umidità; questo gli consente di essere più resistenti sia all’usura che all’ammaccatura che all’azione degli agenti atmosferici.

Il legno dolce

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I legni teneri e dolci sono quelli che provengono da boschi di conifere che hanno una crescita veloce e una struttura regolare. Tra questi legni rientrano il pino, l’abete, la betulla, il ciliegio, il larice, il cipresso, il tiglio, il pioppo e il salice.

Tendenzialmente questi legni hanno una colorazione più chiara. Questi legni, a differenza di quelli duri, trattengono molto l’umidità e questo li rende più adatti a essere lavorati. Le venature dei legni dolci sono più regolari.

Usi e applicazioni del legno dolce e duro

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Il legno dolce è un legno ideale, per la sua facilità di lavorazione, per la realizzazione di alcuni particolari pavimenti leggeri, impalcature, allestimenti, strutture portanti e per i rivestimenti delle pareti (sia interne che esterne).

Inoltre questi legni sono indicati per la realizzazione di pannelli, infissi e decorazioni di vario tipo. Il legno duro, invece, è utilizzato prevalentemente per la realizzazione di pavimenti, ripiani da cucina, tavoli e panche. Inoltre sono utilizzati per la costruzione di tapparelle e scuri grazie alla capacità di resistere alla continua esposizione ai raggi solari e alle intemperie.

Legno dolce o duro: foto e idee

Per la costruzione di mobili, il rivestimento di superfici o per la realizzazione di qualsiasi elemento d’arredo conoscere la differenza tra legni dolci e duri è utilissima per avere quante più informazioni possibili per raggiungere lo scopo prefissato. Tenendo conto, come detto, tanto delle caratteristiche tecniche che di quelle estetiche.