La tua cucina è illuminata nel modo giusto? Questo errore potrebbe influenzare inconsciamente l’appetito
Con l’avvento delle illuminazioni a LED la scelta di quali comprare si fa sempre più dura. Le luci infatti, non vanno scelte soltanto per piacere, ma soprattutto per la capacità che hanno di influenzare il nostro cervello nella scelta del cibo. Ecco lo studio scientifico che si cela dietro a questa tesi.
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Le luci a LED sono sempre più adorate da chi cerca di risparmiare nei costi d’energia elettrica ma anche da chi ama illuminare la cucina con più tonalità. Eppure, spesso si commette un errore a cui pochi danno il giusto peso.
La retina del nostro occhio trasmette al cervello ogni informazione che capta nell’immediato, influenzando anche indirettamente la nostra percezione visiva. Questo fattore poco noto è in grado di alterare anche la percezione del cibo, talvolta anche negativamente. Vediamo quindi come evitare che ciò accada.
Come la scelta dei LED influenza le scelte alimentari

Nelle cucine moderne è sempre più comune trovare delle strisce LED dall’illuminazione differente, talvolta calda e altre volte fredda. Ma la scelta non deve basarsi soltanto su una preferenza personale, ma su ciò che il nostro cervello potrebbe percepire.
Lo stesso principio di base è sfruttato dai supermercati che vendono carne: nei banconi dei macellai infatti, si trova quasi sempre la luce calda per enfatizzare il colore rosso delle carni, dando la sensazione di freschezza e genuinità.
Al contrario, una tonalità troppo fredda può alterare la percezione visiva facendoci immaginare un alimento come se fosse in “cattivo stato”. Una lampada al di sotto dei 6500K può far risultare una bistecca perfino “grigiastra”, rispetto ad una luce calda che invece mostrerebbe un bel rosso profondo.
Scegliere un LED tra i 2700K e i 3000K tuttavia, potrebbe essere la miglior opzione per chi vuol mantenere inalterata la percezione dei cibi. A questa temperatura il Color Rendering Index (CRI) è poco sopra i 90, e ciò vuol dire che la retina osserva il reale colore degli alimenti senza distorcerlo.
La scelta dei LED dovrebbe ricadere quindi su una valutazione più tecnica che estetica. D’altronde quando si è ai fornelli è indispensabile osservare il colore dei cibi per notare il loro stato, la consistenza e anche il punto di cottura.
I brand che sanno come il cervello altera i colori dei cibi

Flos e Artemide, sono due aziende di interior design che sono consapevoli di come la percezione visiva dovuta alla tonalità di un LED possa alterare i colori di un alimento. A tal proposito nelle loro schede tecniche viene sempre indicata la temperatura espressa in CRI.
Gli esperti suggeriscono di inserire in cucina dei LED dalla temperatura “più bassa”, espressa in Kelvin. A volte le aziende propongono dei modelli regolabili comodamente da app, così da poter intensificare o abbassare il colore in relazione al momento.
Due tra i tanti modelli in commercio che consentono questa regolazione sono: il LED Philips Hue White Ambiance e la serie Ledvance Smart+.