Questa casa a Toronto è un manifesto d’arte tra dettagli decorativi, elementi geometrici e cromie decise
In Canada, lo studio Picnic Design ha firmato una residenza ottimizzando e amplificando gli spazi per renderli più funzionali e dinamici.

A Toronto, nel quartiere di Wallace Emerson, una casa degli anni Venti è rinata sotto il segno dell’arte. Non come semplice elemento decorativo, ma come principio generatore, capace di orientare ogni scelta progettuale e definire l’identità stessa degli spazi. È da questa premessa che ha preso forma l’intervento dello studio Picnic Design: trasformare un’abitazione di 160 metri quadrati, segnata da un ampliamento posteriore, in un luogo dove immaginazione e funzionalità convivono con naturalezza.
Il progetto trova il suo punto di partenza nella collezione d’arte del proprietario. Opere moderne, eterogenee per linguaggio e provenienza, sono diventate una vera e propria matrice visiva e concettuale. Le linee spezzate, le geometrie che si intersecano, le cromie decise – tipiche dell’arte moderna – sono tradotte in un lessico architettonico coerente, che attraversa l’intera casa. Gli ambienti si susseguono come capitoli di un racconto, costruiti per zone distinte ma connesse, in un equilibrio calibrato tra continuità e variazione. Ne nasce uno spazio fluido, in cui ogni elemento dialoga con gli altri senza rigidità.
Colore e luce, elementi guida del progetto

Il colore gioca un ruolo centrale, ma sempre controllato. Non invade, piuttosto emerge per accenti, come un gesto pittorico che scandisce il ritmo degli interni. Nei bagni, le piastrelle blu profondo e verde acqua creano atmosfere avvolgenti; in cucina, le tonalità calde della terracotta introducono una dimensione più domestica e conviviale. A questi interventi cromatici si affiancano materiali e texture che arricchiscono la percezione tattile degli spazi: superfici lisce e opache si alternano a finiture più materiche, costruendo un paesaggio stratificato.
Anche la luce naturale è un elemento chiave del progetto. Le viste incorniciate mettono in relazione gli ambienti, amplificando la profondità e suggerendo nuove prospettive. L’inserimento di un lucernario nel corridoio del secondo piano è un gesto decisivo: la luce zenitale attraversa la casa e ne trasforma la percezione, restituendo ariosità a un’abitazione che in precedenza appariva cupa e poco permeabile.
Spazi dinamici che raccontano nuove prospettive
L’ingresso, ambiente un tempo sacrificato, è stato completamente ripensato e ampliato fino a diventare uno spazio accogliente con una propria identità. Il pavimento in piastrelle scure ne definisce il carattere, mentre una grande panca sottofinestra, attrezzata con contenitori, introduce uno degli elementi distintivi del progetto. È uno spazio funzionale ma anche simbolico: luogo di sosta, di passaggio, ma soprattutto fulcro attorno a cui si organizza la zona giorno. Da qui, il passaggio al rovere chiaro a doghe larghe segna un cambio di atmosfera netto, giocato sul contrasto tra ombra e luce.
A tenere insieme i diversi ambienti c’è una lunga parete attrezzata in laminato effetto legno, che accompagna lo sguardo dalla parte originaria della casa fino al nuovo ampliamento. Lineare e continua, questo elemento del progetto integra funzioni e volumi con grande discrezione: nasconde un bagno di servizio con sistemi a scomparsa, ingloba gli elettrodomestici della cucina e si sviluppa come un elemento unificante che semplifica la lettura degli spazi.
La cucina e la riqualificazione del seminterrato

La cucina rappresenta uno dei momenti più espressivi dell’intervento. L’accesso è segnato da un’ampia apertura ad arco, che introduce una variazione morbida all’interno di un impianto prevalentemente ortogonale. Oltre la soglia, una scaffalatura in metallo nero perforato aggiunge un accento grafico e vagamente industriale, in dialogo con la penisola sottostante. Quest’ultima, rivestita in materiale ceramico, si apre verso il soggiorno e si caratterizza per la base semicircolare in rovere massiccio che interrompe la linearità e introduce una pausa visiva, quasi un invito a rallentare lo sguardo. Una finestra orizzontale, incastonata tra i pensili in laminato grigio opaco e il piano di lavoro, porta la luce naturale nell’ambiente.
La riqualificazione è estesa anche al livello inferiore. Il seminterrato è stato rialzato e completamente ripensato per ospitare una serie di funzioni complementari: una camera per gli ospiti, un bagno, una lavanderia, spazi di servizio e una sala ricreativa riscaldati da un sistema radiante a pavimento.

Sopra l’ampliamento posteriore si sviluppa un nuovo livello che ospita la camera padronale, uno spazio al tempo stesso ampio e raccolto, definito da soffitti alti e da un design essenziale. Il bagno en suite, ispirato a un’estetica zen, privilegia materiali e tonalità rilassanti, rafforzando l’idea di un ambiente intimo e rigenerante. All’esterno, un sistema di schermatura solare regola l’ingresso della luce: in estate limita il surriscaldamento, mentre in inverno limita la dispersione del calore, migliorando il comfort dell’abitazione.
Il volume aggiunto si distingue anche per il rivestimento esterno scanalato, che definisce un’immagine contemporanea e materica. La texture verticale accentua il ritmo della facciata creando un gioco di ombre e profondità. Anche gli spazi esterni sono stati completamente ripensati. Il cortile, un tempo molto trascurato, è stato trasformato in un’estensione naturale della casa: una terrazza in legno di cedro che accoglie momenti di convivialità, mentre una pergola leggera filtra la luce e crea zone d’ombra.

Il risultato è un progetto che risponde alle esigenze quotidiane, ma che allo stesso tempo si offre come esperienza visiva e sensoriale, dove l’arte è parte integrante dello spazio. Non a caso, insignito dell’Architecture Master Prize Award nella categoria Houses Interior.