Townhouse LL: fascino discreto nel cuore del quartiere Arcobaleno
A Milano, una ristrutturazione accurata trova l’equilibrio fra arredi pop e classici del design, lasciando l’atmosfera originaria libera di fluire fra cementine, luce naturale e giardini segreti.

Ci troviamo nei pressi di piazza Cinque Giornate. Qui si trova il quartiere Arcobaleno, così soprannominato per via delle sue villette colorate con tinte pastello. Nato alla fine dell’Ottocento per offrire agli operai abitazioni dignitose e accessibili, sfruttava un’area dismessa dovuta alla demolizione della stazione di Porta Tosa, ormai soppiantata dalla nuova Stazione Centrale, allora situata nell’attuale piazza della Repubblica.
Centralità, originalità e dimensioni d’altri tempi furono le caratteristiche principali su cui la cooperativa Seao puntò per vendere i propri immobili. Sin dalla nascita del quartiere, inoltre, non venne concesso alle macchine di parcheggiare al suo interno. Tutte queste caratteristiche già allora resero questo piccolo borgo un’isola felice nel cuore di una città frenetica.
È qui che Nori Studio ha firmato Townhouse LL, un progetto di ristrutturazione che onora l’eredità storica del contesto elevandola a una nuova dimensione.
Un dialogo tra storia e approccio tailor-made

Fondato nel 2021 da Jacopo Nori e Francesca Marengo, Nori Studio si distingue per la filosofia che mescola rigore architettonico e soluzioni creative inaspettate.
Nori Studio esiste per creare luoghi dove nascono momenti felici, per progettare e realizzare prodotti che siano testimonianza della nostra esistenza, del nostro amore per l’architettura, la moda, il design e la privacy degli spazi residenziali. A volte, questo implica anche creare improvvisi cortocircuiti.
In Townhouse LL, questo si traduce in un intervento che preserva la struttura originale su tre livelli, ottimizzando la verticalità tipica delle storiche dimore milanesi attraverso uno studio d’interni che rende ogni metro quadro funzionale e ricco di personalità.
La doppia anima della scala interna

La sfida principale di una townhouse è la gestione della luce negli spazi profondi. Che Nori Studio ha risolto trasformando la scala nel perno luminoso dell’abitazione. Grazie a un oculo zenitale posto sulla copertura, il vano scale diventa una sorta di cannocchiale che irraggia tutti i piani, garantendo una luminosità naturale costante.

Al piano terra, la vita quotidiana si divide tra un soggiorno interno e uno esterno nel giardino privato, mentre i piani superiori accolgono una zona notte più intima, caratterizzata da affacci strategici che creano un dialogo continuo tra il privato e il paesaggio urbano circostante.
Il cuore nascosto: la cucina e l’hortus conclusus

Rompendo gli schemi tradizionali, il vero baricentro domestico è stato individuato nel piano interrato. La cucina va oltre la funzione di luogo di servizio, trasformandosi in un ambiente scenografico che si apre inaspettatamente su un piccolo giardino nascosto. Questo spazio raccolto è paragonabile a un hortus conclusus, un giardino segreto che garantisce privacy totale dove godersi un senso di quiete assoluta, lontano dai rumori della città.

È in cucina che la palette cromatica, sapientemente dosata fra toni chiari e tratti più decisi, inizia a esprimersi, portando visivamente il verde dentro casa per abbattere i confini tra paesaggio esterno e costruito. In tonalità diverse, il verde continua a espandere gli spazi anche in camera da letto e nel bagno nella forma di una banda corrente lungo i perimetri delle stanze.
Interior tra icone vintage e design contemporaneo

L’arredamento di Townhouse LL riflette l’amore dello studio per le soluzioni non convenzionali, capaci di alternare pezzi di brand più pop a pezzi che fanno parte della storia del design. Nel living, i materiali naturali nobilitano il parquet a pavimento, richiamati dal tavolino Lavinia di Sklum, che abbina pietra a legno di mango.
Un tocco di rigore industriale in acciaio ricorre per tutti gli ambienti della casa grazie alla presenza della sedia X-Line, disegnata originariamente da Niels Jørgen Haugesen alla fine degli anni Settanta ed entrata a far parte dell’universo senza tempo di HAY. Le ceramiche classiche, scelte dallo studio per i pavimenti della zona giorno, creano un equilibrio perfetto tra minimalismo e decorazione.

L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nel definire contorni scenografici: se la lampada da terra Jayne di Sklum illumina gli angoli del living con la sua linea curva, la sospensione Aulis di The Masie domina la zona pranzo con il suo profilo circolare in metallo, portando quell’estetica d’avanguardia tipica del brand spagnolo.
Dettagli che raccontano una storia

A completare l’atmosfera sono i piccoli oggetti che definiscono il carattere nostalgico e appassionato delle stanze. La scelta di arricchire il living con il celebre portacandela Nagel testimonia la volontà di Jacopo e Francesca di inserire elementi che siano “testimonianza della nostra esistenza”. Classico del design rilanciato da Stoff Nagel Copenhagen, l’originale è stato progettato dal duo Werner Stoff Nagel e Hans Nagel ed è stato lanciato per la prima volta all’inizio degli anni Sessanta.

In camera da letto, la lampada da tavolo Irune di Sklum si alterna all’essenziale Potence Pivotante, la sospensione a parete progettata da Charlotte Perriand nel 1938 che si ispira al boma delle barche a vela (oggi distribuita da Nemo Lighting).
Il risultato finale è una casa discreta, che sussurra la propria eleganza, dimostrando quanto oggi il lusso risieda nel silenzio, nell’energia della luce naturale e nella capacità di abitare la storia con rispetto e consapevolezza.