Superbonus e CILAS dormienti: per sbloccarle basta un pagamento

Autore:
Erika Fameli
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Il tema relativo a Superbonus e CILAS dormienti torna a far parlare di sé con una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Modena, che cambia molte carte in tavola e fornisce un precedente importante per i condomini che hanno accelerato le pratiche per rispettare la scadenza del 110%. 

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Superbonus e CILAS dormienti: per sbloccarle basta un pagamento
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La stagione più difficile del Superbonus ha avuto inizio quando sono iniziati i decreti di blocco delle cessioni dei crediti. A distanza di anni, una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Modena crea un precedente importante e spiega come Superbonus e CILAS dormienti si potevano sbloccare con estrema semplicità. Secondo la Corte, infatti, bastava un pagamento entro il 30 marzo 2024 per non perdere la possibilità di cedere i crediti.

Superbonus e CILAS dormienti

Superbonus e CILAS dormienti: per sbloccarle basta un pagamento
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Tra il 2023 e il 2024 il Governo italiano ha sollevato e affrontato il problema delle CILAS dormienti riferite ai lavori del Superbonus. In quegli anni, migliaia di comunicazioni relative all’agevolazione, presentate prima dell’arrivo dei decreti di blocco delle cessioni, non sono state seguite dall’avvio immediato di un cantiere.

Si tratta di pratiche che avevano, a livello amministrativo, fatto salire il numero di cessioni dei crediti, nonostante gli stop, poichè essendo precedenti al blocco, avevano diritto alla cessione. Per loro, inoltre, l’esecutivo ha attivato la clausola di depotenziamento delle CILAS dormienti (decreto 39/2024) con l’obiettivo di arginare le cessioni, creando una divisione:quelle per cui prima del 30 marzo 2024 non era stata sostenuta alcuna spesa, diventavano nulle; mentre quelle per cui prima di data scadenza erano state effettuate spese, documentate da fatture e per lavori già effettuati, avevano invece diritto alla cessione dei crediti.

Si tratta di una clausola che nei mesi successivi alla sua approvazione ha dato luogo ad interpretazioni contrastanti, e che ha creato parecchio scompiglio. A distanza di 2 anni, questa clausola torna centrale in una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Modena, che con la sentenza 86/2026 chiarisce alcuni punti fondamentali e che apre la strada per moltissime altre pratiche simili a quella presentata dal ricorrente: un condominio che ha contestato il blocco della cessione dei crediti proprio in virtù della clausola del Dl 39/2024.

Bastava un pagamento

Superbonus e CILAS dormienti: per sbloccarle basta un pagamento
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Il condominio, in particolare, aveva seguito l’iter lungo e consueto di molti altri stabili:

  • il 3 maggio 2022 ha deliberato i lavori,
  • il 25 novembre 2022 ha depositato la CILAS,
  • il 3 marzo 2023 ha avviato il cantiere,
  • il 29 marzo 2024 ha pagato la prima fattura (per la parte non coperta da sconto).

A questo proposito, la Cgt di Modena spiega che la fattura del 29 marzo è sufficiente per rispettare i paletti del decreto 39/2024 e che, pertanto, il condominio ha diritto alla cessione del credito, poiché la norma non richiede stati di avanzamento di lavori specifici né importi minimi di spesa. Sottolinea inoltre che la relazione illustrativa del decreto diceva che:

L’intervento normativo fosse diretto a tutelare l’aspettativa e il legittimo affidamento dei committenti che avevano già espletato le pratiche edilizie, avviato cantieri e lavori e sostenuto costi, introducendo criteri oggettivi di prova (la fattura e il pagamento entro una certa data).

Una volta documentato che entro il 30 marzo 2024 avevano già avuto luogo lavorazioni edili reali, permanenti e funzionalmente connesse all’intervento agevolato, il condominio matura il suo diritto al credito e non può essere in alcun modo bloccato.

Questa sentenza, quindi, apre la strada al risveglio di centinaia di CILAS dormienti, che d’ora in avanti potranno riscattare i propri diritti e terminare, finalmente, i lavori del Superbonus iniziati e fermi da allora.

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