Un omaggio all’estetica Space Age è il fil rouge per la ristrutturazione di un appartamento affacciato sul Naviglio di Milano
Con il suo tocco eclettico, il Carlo Donati Studio reinterpreta le atmosfere Anni ’60 in abbinamenti dal gusto personalissimo.

A Milano, all’ultimo piano di un edificio degli Anni ‘50 affacciato sul Naviglio, l’appartamento Space Toy è rinato grazie all’originale ristrutturazione firmata dallo studio di Carlo Donati. L’intervento è andato oltre il rinnovamento funzionale, rivelandosi il risultato di una sintesi critica tra il rigore dell’edificio originario e un linguaggio formale preso a prestito dalla Space Age.
Il progetto, infatti, pur conservando lo spirito di quell’epoca, ne enfatizza e attualizza gli aspetti cromatici e geometrici, trasformando l’abitazione in uno spazio dove la fluidità delle linee e il contrasto – di materiali e di colori – diventano i veri protagonisti.
- Tra iconografia pop e citazionismo
- Tagli prospettici e scenografici per la zona giorno
- Contrasti materici per la zona notte
- Complementi che dialogano a cavallo delle epoche
- Un omaggio all’estetica Space Age è il fil rouge per la ristrutturazione di un appartamento affacciato sul Naviglio di Milano – foto e immagini
Tra iconografia pop e citazionismo

Tutto è partito da un riferimento preciso: il completo azzurro polvere, i capelli arancio e le labbra fuxia che David Bowie portava nel video di Life on Mars?. Questo rimando visivo, caro sia alla committenza che allo studio, ha dato il la a una palette cromatica audace e ben definita. L’azzurro polvere, declinato in diverse sfumature di turchese, dialoga con accenti arancio e cipria, caratterizzando tutto l’appartamento, dove qua e là emergono anche elementi rosso lacca.
Le geometrie Sixties si riconoscono in tagli strombati, profili trapezoidali e una dichiarata assenza di angoli retti nelle transizioni tra i vari ambienti, in una rilettura contemporanea di un linguaggio che ha caratterizzato la storia del design italiano e internazionale.

L’approccio scelto per Space Toy ben rappresenta la filosofia dello studio di Carlo Donati, da trent’anni attivo nella progettazione di residenze esclusive, retail di lusso e hospitality a livello globale. Il suo lavoro si distingue per un eclettismo caldo, contaminato da suggestioni grafiche e cromatiche ispirate dal contesto o da riferimenti culturali trasversali.
Tagli prospettici e scenografici per la zona giorno

L’area living si apre in un open space in cui cucina, zona pranzo e soggiorno si fondono senza soluzione di continuità. Il bancone a isola della cucina, realizzato su disegno, è la cerniera funzionale che mette in relazione la zona operativa e quella conviviale.
Lo studio è separato dal resto del living attraverso tagli curvi e pareti strombate, che enfatizzano la profondità degli ambienti. In particolare, l’ingresso nello studio è anticipato da un passaggio a forma esagonale di sapore retro-futurista in cui è stato inserito un tendone in velluto rosso vermiglio prodotto da Dooor. Quasi come se ci fosse un sipario teatrale, basta un gesto per modulare privacy e luce nell’ambiente.

Il richiamo ai primi decenni del Dopoguerra è affidato all’uso disinvolto dei laminati plastici Abet, scelti nelle tonalità turchese e cipria. Questi materiali, applicati agli arredi su misura realizzati dalla falegnameria Ambrogio Galbiati, restituiscono un effetto omogeneo di texture, blocchi di colore saturo che si staccano dal bianco ottico di base. Le maniglie delle armadiature, anch’esse disegnate ad hoc, riprendono la forma trapezoidale in laminato rame, coordinandosi con le mensole sagomate collocate proprio sopra.
A ricordarci che viviamo nei nostri tempi, invece, è il pavimento in parquet scuro, comune a tutta la zona giorno, che offre una superficie-confine alla fluidità dell’arredo.
Contrasti materici per la zona notte

Un corridoio piastrellato lucido è l’inatteso percorso che con un cambio drastico di stile ci porta nella zona notte e nei servizi. Nella camera padronale, il letto presenta una testata in laminato sagomato color cipria che riprende le linee dei telai esterni delle porte. L’ingresso e il bagno di servizio utilizzano piastrelle arancio glossy di Quintessenza Ceramiche, la cui finitura lucida contrasta con le superfici opache delle armadiature e le resine turchesi della doccia.

Nel bagno padronale, la scelta dei sanitari (collezioni di Nic Design e Cielo) e della rubinetteria (Paffoni) segue una linea di essenzialità geometrica che bilancia l’esuberanza cromatica dei rivestimenti. Allo sguardo più attento non sfuggirà, infine, l’affiche originale appesa alla parete che svela il riferimento di Life on Mars.

Complementi che dialogano a cavallo delle epoche

L’arredo su misura è integrato da una selezione accurata di pezzi storici e icone del design internazionale, in una sinergia che regala al progetto un sapore autentico e colto, evitando l’effetto artificiale di un set senz’anima.

Lo studio è arricchito dai coffee table 780/783 di Gianfranco Frattini per Cassina, mentre nel living fa bella mostra di sé la Diamond Chair progettata da Harry Bertoia per Knoll nel 1951, qui resa più confortevole da un cuscino color salmone. Il divano nordic vintage Sophia di Egoitaliano è stato scelto in grigio chiaro per risuonare meglio con una delle lampade Organ Pipes disegnate da Goffredo Reggiani (1970).

Il lampadario di Stilux Milano del 1969, in bianco e rosso, che illumina lo studio compensa l’equilibro minimal della sospensione contemporanea Ambrosia, disegnata da Ciszak Dalmas per Marset collocata sopra l’isola della cucina. Una chicca tecnologica vintage: sul tavolino al centro del living si riconosce Ericofon, il telefono prodotto dall’azienda svedese Ericsson a partire dal 1950, caratterizzato da un design futuristico e dotato di una tecnologia all’avanguardia per l’epoca.