Firmare non basta: cosa rende una proposta d’acquisto legalmente vincolante
Cosa rende vincolante una proposta d’acquisto per la casa? Quando si presenta una proposta d’acquisto ad un venditore, si deve fare molta attenzione a cosa si scrive e agli elementi che la contornano, poiché sono proprio questi a renderla vincolante o meno. Ecco cosa dice la legge a riguardo.
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Il primo passo ufficiale che si fa quando si vuole comprare una casa è la formulazione della proposta di acquisto. Questo documento informa il venditore dell’intenzione di comprare l’immobile, e indica il prezzo e le condizioni che il proponente intende predisporre per l’acquisto.
Si tratta di un documento ufficiale, che rappresenta una vera e propria base legale che precede il preliminare di compravendita, infine, l’atto definitivo di rogito.
Gli elementi che devono essere presenti all’interno di una proposta d’acquisto affinché questa sia valida sono diversi:
- i dati anagrafici del venditore e dell’acquirente;
- i dati catastali dell’immobile e la sua descrizione, con annesse eventuali pertinenze;
- il prezzo che si propone al venditore e le sue caratteristiche (modalità di pagamento);
- i tempi e le condizioni che il proponente presenta al venditore per portare a termine la pratica (condizioni particolari, clausola sospensiva del mutuo, ecc.).
E’ bene sapere però, che la proposta d’acquisto non è sempre vincolante, ma che a determinare la vincolatività sono elementi specifici che non possono mancare: ecco quali sono.
Proposta d’acquisto: gli elementi vincolanti

Secondo la legge italiana la proposta d’acquisto per un immobile non è vincolante se non è presente, insieme al documento stesso, anche una caparra confirmatoria, oppure se non è firmata dal venditore. In questi casi, infatti, il foglio scritto equivale ad una semplice richiesta di informazioni, e l’acquirente può cambiare idea e ritirarla in qualsiasi momento, senza alcun vincolo, a patto che non sia indicata alcuna data entro cui la proposta rimane in piedi.
In particolare, a rendere vincolante una proposta d’acquisto sono tutti quegli elementi che indicano un impegno concreto: la caparra versata al venditore, una data di scadenza per la validità dell’offerta, clausole dettagliate riguardanti il prezzo, le modalità di pagamento e la presenza di mutuo.
Questo vuol dire che, se mancano questi elementi, non vige la vincolatività. Al contrario, se questi sono presenti, l’acquirente è vincolato fino alla scadenza della proposta e, in caso di accettazione da parte del venditore, entrambi hanno l’obbligo di portare a termine la compravendita.
La caparra rappresenta, quindi, l’elemento più importante per la definizione della vincolatività, poiché protegge entrambe le parti e rende la proposta concreta: se l’acquirente si ritira, la caparra resta al venditore come risarcimento, mentre se a ritirarsi è il venditore, la caparra torna all’acquirente in forma raddoppiata.
Conseguenze legali e tutele

Cosa scatta, a livello di responsabilità, quando una proposta d’acquisto vincolante viene accettata? L’acquirente è obbligato a firmare il contratto definitivo entro i termini concordati, il venditore non può revocare la casa o accettare altre offerte, anche se migliori e, infine, chiunque violi gli impegni presi è chiamato a risarcire l’altra parte sia con la trattenuta della caparra che con eventuali integrazioni.
Proprio allo scopo di evitare problemi di carattere legale, è bene mettere la proposta per iscritto e specificare con chiarezza tutti gli elementi chiave, includendo eventuali clausole sospensive per il mutuo o per la verifica della regolarità dell’immobile.
Infine, è consigliabile conservare una copia di tutte le comunicazioni e dei documenti, e valutare l’assistenza di un notaio o di un avvocato nel caso in cui la pratica riguardi un immobile di alto valore o dalle caratteristiche complesse, come ad esempio uno oggetto di donazione o successione.