Superbonus 110%: nel 2026 si torna a beneficiarne, ma non per tutti

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Torna il Superbonus 110% nel 2026, ma con diversi limiti. Come si legge dal disegno di Legge di Bilancio per l’anno venturo, infatti, sarà ancora possibile per alcuni contribuenti usufruire delle agevolazioni del Superbonus, ma non per tutti: ecco tutti i limiti e le cose da sapere a riguardo.

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Superbonus 110% nel 2026: approvato, ma con dei limiti
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Nel 2026 torna il Superbonus 110%, ma non per tutti. Nel disegno di Legge di Bilancio 2026, infatti, si legge dell’approvazione alla misura, ma solamente per gli interventi effettuati nei Comuni colpiti da eventi sismici. Grazie alla proroga sarà quindi possibile continuare ad intervenire per la ricostruzione delle aree terremotate del Centro Italia anche nel 2026. Questo rappresenta un’ottima notizia per tutte le famiglie e le imprese che non hanno ancora completato la ricostruzione dei propri immobili, ma è necessario conoscere bene tutti i vincoli e i limiti di questa misura.

Il Superbonus nel 2026, infatti, non sarà accessibile a tutti. Inoltre, la sua fruizione potrà avvenire solamente sotto forma di cessione del credito o sconto in fattura, in quanto la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi è esclusa dalla proroga. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul Superbonus per il prossimo anno, dai vincoli ai beneficiari, dagli interventi agevolabili ai cavilli burocratici.

Superbonus 110% nel 2026

Superbonus 110% nel 2026: approvato, ma con dei limiti
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La primissima cosa da sapere sul Superbonus 110% nel 2026 è che la sua proroga riguarda esclusivamente gli immobili che si trovano nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In particolare, solamente a quei comuni colpiti dai sismi del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza. In totale, quindi, solamente 140 comuni potranno beneficiare del Superbonus. Per poter accedere all’agevolazione è necessario rispettare 3 requisiti obbligatori:

  • aver presentato l’istanza per il contributo pubblico dopo il 30 marzo 2024;
  • sostenere spese (nel 2026) oltre il contributo per la ricostruzione (il Superbonus copre solamente la parte eccedente il contributo statale già ricevuto);
  • usufruire del Superbonus tramite cessione del credito o sconto in fattura.

Una specifica importante riguarda i contribuenti che hanno usufruito del Superbonus rafforzato, i quali sono esclusi dalla proroga. Si tratta di una versione potenziata dell’incentivo, che prevede una maggiorazione del 50% dei limiti di spesa per chi rinuncia al contributo pubblico e che non terminerà ufficialmente il 31 dicembre 2025. La motivazione dietro l’esclusione è semplice: supportare chi deve completare i lavori iniziati con il contributo pubblico, e non chi ha scelto di beneficiare della maggiorazione.

Dettagli e specifiche

Superbonus 110% nel 2026: approvato, ma con dei limiti
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Una novità rilevante riguardante il Superbonus 2026 concerne l’utilizzo della cessione del credito e dello sconto in fattura invece che della detrazione diretta in dichiarazione dei redditi. Questo è stato reso possibile da una rimodulazione del fondo da 400 milioni di euro (di cui 330 per il sisma del 2016 e 70 per quello del 2009) che in origine era stato stanziato per il 2024 e che andrà a coprire anche gli interventi del 2026. I fondi però, non sono illimitati, e al termine di questi 400 milioni, la possibilità di usufruire del Superbonus si esaurirà, anche prima della scadenza del 31 dicembre 2026.

Per quanto riguarda invece gli interventi agevolabili, questi si possono dividere in due categorie: gli interventi di efficienza energetica (isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo), che devono garantire il miglioramento di almeno 2 classi energetiche o il conseguimento della classe più alta possibile; e gli interventi antisismici, con passaggio a 1 o 2 classi di rischio inferiore.

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