Aprire una palestra in condominio: i limiti da rispettare
Prima di aprire una palestra in condominio è bene sapere quali sono i limiti imposti dalla legge a questo tipo di attività, quando nasce all’interno di un contesto condominiale. Ecco tutto quello che c’è da sapere, come gestire i problemi con gli altri condomini e quali sono i limiti da rispettare per legge.
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Avere negozi e servizi a portata di mano è sicuramente una gran comodità, ma spesso si devono fare dei compromessi. Questo è il caso che riguarda anche le palestre. Scendere da casa ed essere già lì è sicuramente comodo, ma si devono fare i conti anche con il rumore, la presenza di numerosi estranei che vanno e vengono, parcheggi ridotti e tutta una serie di altre complicazioni alla vita quotidiana. Chi volesse aprire questo tipo di attività all’interno del condominio deve, quindi, ricordarsene.
La legge consente l’apertura di una palestra in condominio, a patto però che si rispettino determinati limiti e, soprattutto, che questa non sia espressamente vietata dal regolamento condominiale. Nel caso di un regolamento contrattuale, ossia redatto dal costruttore e recepito nei rogiti di vendita o approvato all’unanimità da tutti i condomini, il vincolo sulle proprietà private può contenere divieti specifici che impediscono l’apertura di attività rumorose o aperte al pubblico all’interno dello stabile. Ecco tutto quello che c’è da sapere, e da rispettare, se si decide di aprire una palestra in condominio.
Aprire una palestra in condominio

Come anticipato, il regolamento di condominio è la prima fonte cui attingere per capire se è possibile o meno aprire una palestra in condominio. Qui deve essere espresso in maniera chiara ed inequivocabile un eventuale divieto, e non basta che si richiami la necessità di rispettare la tranquillità dei condomini. Oltre al regolamento, intervengono poi i limiti di legge, e in particolare l’idoneità dei locali e il rispetto delle regole condominiali e comunali.
Gli spazi in cui si intende aprire una palestra devono essere conformi alle norme edilizie e urbanistiche ed eventuali lavori di adeguamento non devono compromettere la stabilità dell’edificio né alterarne il decoro architettonico. Inoltre, anche se il regolamento non vieta espressamente l’attività, questa deve rispettare i limiti inerenti gli orari, l’igiene, la sicurezza e le barriere architettoniche, fissati dalla legge e dai regolamenti locali.
Problemi e conseguenze

Uno dei problemi più comuni quando c’è una palestra in un ambiente condominiale riguarda il rumore. Le emissioni sonore e gli orari di apertura dell’attività devono rispettare i limiti fissati dal Comune, e se i rumori superano la normale tollerabilità, i condomini possono agire in giudizio. In questo caso, la conseguenza più immediata consiste nell’ottenere la cessazione del disturbo ma, nei casi più estremi, i condomini sono legittimati a chiedere anche un risarcimento del danno.
Riguardo le aree comuni del condominio, che in caso di una palestra vengono utilizzate anche da chi non vi risiede, il proprietario è responsabile dei danni causati dalla sua attività all’interno della sua unità, mentre ad essere responsabile delle parti comuni rimane il condominio, a meno che non provi il caso fortuito. Per prevenire danni e liti, quindi, è bene:
- verificare la fattibilità dell’attività nel regolamento condominiale,
- avvalersi del parere di un tecnico per accertarsi che i locali siano idonei e rispettino le norme di sicurezza previste dalla legge e dai regolamenti locali,
- insonorizzare i locali per ridurre il rumore e il disturbo agli altri condomini,
- adottare orari di apertura compatibili con la vita del condominio,
- stipulare una polizza assicurativa che copra eventuali danni a terzi o agli spazi comuni.