Bambini che fanno rumore in condominio: come tutelarsi
I bambini che fanno rumore in condominio non sono certo una rarità, e finché i loro rumori sono tollerabili e nella norma, si può solo sopportare. Quando diventano molesti, però, cosa si può fare? Esistono norme che tutelano dagli schiamazzi e dai giochi dei bambini in ambiente condominiale?
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Avere a che fare con i bambini non è mai semplice, soprattutto se non si tratta di figli propri. Chi vive in un condominio questo lo sa bene, in quanto deve subire passivamente i rumori provocati dai bambini altrui. Che questi siano pianti notturni, giochi o salti, il risultato non cambia. Se è vero che per il quieto vivere e le norme di buon vicinato è normale dover sopportare rumori di diverso tipo, è altrettanto vero che non si può sopportare tutto.
Quando si ha a che fare con bambini particolarmente rumorosi in condominio, quindi, è importante capire cosa rientra nella normale vivacità e rumorosità infantile e cosa invece va oltre i limiti della tolleranza. In particolare, se questi limiti vengono superati ripetutamente, come ci si può tutelare, e a chi ci si deve rivolgere per risolvere il problema?
Bambini che fanno rumore in condominio

La prima cosa da sapere sui bambini che fanno rumore in condominio è che sono presenti in ogni stabile. Proprio per questo, spesso la risposta più immediata ai problemi di rumorosità che possono creare, si trova nel regolamento di condominio. In linea generale, infatti, i regolamenti condominiali prevedono degli orari precisi da rispettare, durante i quali non si possono fare rumori:
- dalle 13.00 alle 15.00,
- dalle 21.00 alle 08.00.
Questi sono gli stessi orari in cui anche i lavori di ristrutturazione devono fermarsi e in cui non si possono fare schiamazzi, tenere il volume della TV alto o usare strumenti musicali. Alcuni condomini possono avere orari più stringenti o più flessibili, ma vanno sempre rispettati.
La prima persona da allertare se questo non avviene è, quindi, l’amministratore di condominio, il quale ha il compito di far rispettare le disposizioni del regolamento a tutti i condomini. Nel caso specifico dei rumori causati dai bambini, l’amministratore può richiamare i genitori e, se si tratta di un comportamento reiterato, anche proporre sanzioni e intervenire in sede assembleare.
Sanzioni e misure legali

All’interno del regolamento di condominio solitamente si trovano anche le sanzioni economiche per i danni provocati da chi non rispetta le regole: la prima violazione si paga fino a 200 euro, e si arriva fino a 800 euro in caso di recidiva, secondo quanto disposto dall’art. 70 delle disposizioni attuative del Codice Civile. Quando però il regolamento non prevede regole dettagliate per i rumori molesti in condominio, ci si deve rifare all’articolo n. 844 del Codice Civile, che tutela il diritto alla quiete domestica e tratta la materia delle immissioni acustiche e della normale soglia di tollerabilità.
Dopo aver tentato le vie brevi tramite l’amministratore di condominio, se il comportamento disturbante non cessa, ci si può rivolgere ad un giudice e chiedere, nei casi più gravi, anche un risarcimento del danno. Si deve produrre, in questi casi, sia testimonianze che perizie fonometriche, video e documentazioni mediche.
Nei casi più estremi, il rumore dei bambini può essere considerato anche reato e, come tale, essere regolato dal Codice Penale. A farlo è l’art. 659, che regola la materia del disturbo alla quiete pubblica. La responsabilità, ovviamente, ricade sui genitori, i quali rispondono anche dell’abbaiare del cane, e possono essere chiamati a pagare con una sanzione penale fino a 309 euro o addirittura con l’arresto fino a 3 mesi.