Catastrofi naturali in condominio: chi paga per i danni?
Quando delle catastrofi naturali in condominio danneggiano le parti comuni e le proprietà private, a chi si deve chiedere di rispondere dei danni? La responsabilità delle conseguenze degli eventi climatici estremi sono imputabili a qualcuno, oppure non c’è nulla da fare? Ecco come tutelarsi.
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Le catastrofi naturali in condominio sono, purtroppo, sempre più frequenti, e riguardano un numero sempre maggiore di persone. In passato un terremoto, un nubifragio o un’alluvione erano fenomeni meteorologici isolati e rari, ma oggi sono diventati quasi all’ordine del giorno. Basti pensare che l’80% degli europei che cerca casa, fa caso al rischio sismico, alluvionale e ad altri fenomeni climatici frequenti per decidere dove acquistare. Il cambiamento climatico ha portato anche a questo.
Quando però si devono fare i conti con le catastrofi naturali e si vive in un condominio, si può essere risarciti dei danni subiti? Se sì, chi si deve ritenere responsabile? Ovviamente, eventi di questo tipo non sono imputabili a nessuno, né tantomeno prevedibili. Quello che si può prevedere e che, a prescindere dagli eventi climatici più estremi, dovrebbe essere sempre fatto, è la manutenzione ordinaria degli impianti.
Catastrofi naturali in condominio

Definire chi è il responsabile dei danni che i singoli condomini subiscono a seguito di un evento meteorologico estremo è sempre parecchio complicato. Come è facile immaginare, infatti, un’alluvione o un nubifragio non sono responsabilità di nessuno in particolare. Quello che si può imputare però, sono i danni subiti per una mancata o inadeguata manutenzione che, a seguito di un evento catastrofico, ha rovinato le parti comuni di un condominio o le singole unità immobiliari. In questo senso, i condomini possono tutelarsi su più fronti:
- con un’assicurazione globale,
- con un’assicurazione singola,
- rifacendosi sul condominio,
- rifacendosi sul Comune in cui sussiste l’immobile.
Definire la colpa o il dolo non è necessario se si chiedono i danni al condominio o al Comune, ma quello che si deve dimostrare è il danno subito e il nesso causale con la mancata o errata manutenzione, oppure con le scelte urbanistiche sbagliate del Comune. Per farlo serve una documentazione fotografica, una denuncia scritta e una perizia tecnica che individui l’origine del danno e provi che, con una manutenzione adeguata, anche con la calamità naturale, il danno non avrebbe avuto luogo.
Assicurazione sulla casa

Correre ai ripari e chiedere un risarcimento dei danni è sicuramente una strada percorribile, laddove ci siano i presupposti evidenziati sopra. Prima ancora di fare i conti con i danni subiti però, è diventato ormai necessario stipulare un’assicurazione sulla casa che copra le calamità naturali. Questa, infatti, può alleggerire il peso dei danni subiti, in base alla franchigia e ai massimali scelti, in caso di eventi meteorologici estremi, dal proprio immobile, a prescindere che questo si trovi o meno in un condominio.
A livello condominiale invece, l’amministratore di condominio dovrebbe sempre stipulare una polizza assicurativa del fabbricato globale, in modo da tutelare sia le parti comuni che le singole unità immobiliari. Si tratta di due soluzioni preventive che, con il cambiamento climatico in corso, sono diventate ormai più che necessarie. Nonostante l’intensificarsi degli eventi climatici estremi, però, la maggior parte delle abitazioni non ha ancora assicurazioni di questo tipo.
Questo vuol dire che, se si subiscono i danni di un’alluvione o un nubifragio e non ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento del danno, senza un’assicurazione si devono sostenere i costi dei danni interamente con le proprie forze.