Direttiva case green, arriva l’ok definitivo: ecco cosa prevede
Via libera alla direttiva case green: l’ok arriva dall’Ecofin con il vertice dei ministri dell’Economia e delle Finanze che si è tenuto a Lussemburgo. Agli Stati sono concessi due anni di tempo per adeguarsi alle nuove regole. Vediamo cosa prevede la direttiva, quali sono i lavori da fare e i costi.
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Il consiglio Ecofin ha dato il via libera alla direttiva europea sulle case green, con approvazione a maggioranza qualificata degli Stati membri. Gli unici voti contrari sono stati due, quello dell’Italia e quello dell’Ungheria mentre Polonia, Svezia, Croazia, Slovacchia e Repubblica Ceca si sono astenute. Dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue, scatteranno i due anni durante i quali i Paesi membri dovranno presentare i loro piani di ristrutturazione del parco edilizio residenziale. È doveroso precisare che non sono previste nuove risorse, ma gli Stati dovranno utilizzare quelle già a disposizione.
Abbiamo votato contro la direttiva case green. Si è purtroppo concluso l’iter. La posizione dell’Italia è nota. Il tema è: chi paga? Perché abbiamo delle esperienze in Italia abbastanza chiare in proposito
, è il commento del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
La direttiva case green è legge: cosa prevede

È ormai cosa nota che la direttiva case green punta ad aumentare il tasso di ristrutturazione, in particolare per gli edifici con le peggiori prestazioni in ciascun paese e sostiene una migliore qualità dell’aria, oltre alla digitalizzazione dei sistemi energetici per gli edifici e la realizzazione di infrastrutture per la mobilità sostenibile.
Nel dettaglio, la revisione della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) mette l’Europa sulla buona strada per raggiungere un parco immobiliare completamente decarbonizzato entro il 2050, stimolando le ristrutturazioni in ciascuno Stato membro, in particolare per gli edifici con le peggiori prestazioni. Ricordiamo che gli edifici residenziali e non residenziali vengono affrontati in modo diverso. Per quanto riguarda gli edifici residenziali, ciascuno Stato membro adotterà un proprio percorso nazionale per ridurre il consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.
Inoltre, le misure nazionali dovranno garantire che almeno il 55% della diminuzione il consumo medio di energia primaria viene raggiunto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni, ma gli Stati membri sono liberi di scegliere a quali edifici rivolgersi e quali misure adottare. Per quanto riguarda gli edifici non residenziali, è prevista l’introduzione graduale di standard minimi di prestazione energetica per ristrutturare il 16% degli edifici con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% degli edifici con le peggiori prestazioni entro il 2033.
Tutti i nuovi edifici residenziali e non residenziali dovranno avere zero emissioni in loco di combustibili fossili, a partire dal 1° gennaio 2028 per gli edifici di proprietà pubblica e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri nuovi edifici, con possibilità di specifiche esenzioni.
Direttiva case green: standard minimi ed edifici coinvolti
Per standard minimi di prestazione energetica (MEPS) si intendono i requisiti affinché gli edifici esistenti soddisfino una determinata prestazione energetica come parte di un ampio piano di ristrutturazione di un parco immobiliare o in un punto di attivazione del mercato, in un arco di tempo o entro una determinata data, dando così il via alla ristrutturazione degli edifici esistenti.
La direttiva case green stabilisce la graduale introduzione di standard minimi di prestazione energetica solo per gli edifici non residenziali, per innescare la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni.
Si tratta di norme che si baseranno su soglie massime di prestazione energetica e porteranno alla ristrutturazione del 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030 e del 26% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2033.