Superbonus, dal 2024 scatta la tassa per chi vende: ecco chi deve pagare
Vuoi vendere la casa ristrutturata grazie al Superbonus 110%? Ti tocca pagare una maxi tassa! È questa la novità del 2024 che interessa i proprietari di un immobile oggetto di ristrutturazione con l’agevolazione fiscale introdotta dal governo Conte. Scopriamo chi deve pagare e a quanto ammonta la tassa sulla plusvalenza.
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Cosa succede se si vende un immobile ristrutturato con il Superbonus da non più di 10 anni? La risposta è semplice, lo Stato tassa la plusvalenza, anche se esistono delle eccezioni. Ma cerchiamo di fare chiarezza e capire a cosa si va incontro in caso di vendita. Il Superbonus 110% ha dato la possibilità a moltissimi cittadini di ristrutturare in modo quasi del tutto gratuito l’immobile e tra questi, c’è chi ha pensato bene di trarre guadagno dalla vendita.
Tuttavia, per scoraggiare le operazioni di questo tipo, lo Stato ha pensato di introdurre una tassa per coloro che hanno deciso di ristrutturare un immobile con il Superbonus e poi rivenderlo per guadagnarci. Non ci resta che scoprire quali sono le eccezioni e come si calcola la plusvalenza.
Tassa per chi vende l’immobile ristrutturato con il Superbonus

Da tempo si parla di “plusvalenza” generata dal Superbonus, ma di cosa si tratta e come si calcola? In economia, indica un aumento di valore in un certo lasso di tempo. Non si tratta di un reddito, ma costituisce in ogni caso un’entrata. Nel caso specifico della vendita di un immobile, la plusvalenza sta ad indicare il valore che è andato ad aumentare rispetto al momento dell’acquisto. In altre parole, rappresenta la differenza tra il prezzo dell’immobile registrato alla data di acquisto e quello nel momento in cui è stato perfezionato l’atto di vendita.
Come sappiamo, la ristrutturazione con il Superbonus ha inevitabilmente fatto lievitare il valore delle case grazie agli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica. Così, per evitare le vendite speculative, è stata introdotta una tassa del 26% su tutto il guadagno realizzato rispetto al valore di acquisto. Dunque, chi vende la propria casa ristrutturata con l’incentivo edilizio, dovrà fare i conti con una maxi tassa.
È doveroso precisare che in caso di vendita di un immobile oggetto di lavori, acquisiti o costruiti, alla data della cessione, da oltre 5 anni, ai fini del calcolo della plusvalenza il prezzo di acquisto o il costo di costruzione è rivalutato in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Le eccezioni
Come anticipato, sono previste alcune eccezioni che interessano soprattutto gli immobili ereditati e le case adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari. Vediamo cosa non è tassato:
- acquisti adibiti ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari per la maggior parte dei 10 anni antecedenti alla cessione o, se tra la data di acquisto o di costruzione e la cessione ci sia un periodo inferiore a 10 anni, per la maggior parte di tale periodo
- immobili avuti per successione donazione.
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