Contratto preliminare di compravendita immobiliare, cosa sapere prima dell’acquisto

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Contratto preliminare di compravendita immobiliare, ecco cosa è importante sapere prima di comprare casa. Prima dell’acquisto di un immobile è bene ottenere più informazioni possibili e, soprattutto, accertarsi di effettuare l’acquisto dal legittimo proprietario. Inoltre, è importante sapere cosa accade se si decide di stipulare un contratto preliminare (il cosiddetto compromesso).

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Schluesseldienst: Pixabay

Il contratto preliminare, chiamato anche “compromesso”, consiste in un accordo tra venditore e compratore che si impegnano reciprocamente a stipulare un successivo e definitivo contratto di compravendita.

Il trasferimento del diritto di proprietà sull’immobile si avrà solo con la firma di quest’’ultimo. Il preliminare può essere stipulato, per esempio, quando non è possibile la vendita immediata, perché l’acquirente è in cerca di un mutuo oppure il venditore è in attesa che gli venga consegnata una nuova casa.

Il contratto preliminare deve essere redatto in forma scritta (scrittura privata, scrittura privata autenticata o atto pubblico). Scopriamo nel dettaglio come registrare il contratto le imposte dovute.

Come registrare il contratto preliminare

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Il contratto preliminare di compravendita deve essere registrato entro 30 giorni dalla sottoscrizione e se stipulato con atto notarile, vi provvede il notaio entro 30 giorni.

Per la registrazione sono necessari:

  • l’imposta di registro di 200 €, indipendentemente dal prezzo della compravendita;
  • l’imposta di bollo, nella misura di 16 € ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe (se il contratto è formato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata l’imposta di bollo è invece di 155 €).

Quando il preliminare prevede un pagamento, è dovuta, inoltre, l‘imposta di registro proporzionale pari:

  • allo 0,50% delle somme previste a titolo di caparra confirmatoria;
  • al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita.

In entrambi i casi, l’imposta pagata con il preliminare sarà poi detratta da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita.

Nel caso in cui l’imposta proporzionale versata per la caparra confirmatoria e per gli acconti di prezzo risulti superiore all’imposta di registro dovuta per il contratto definitivo, spetta il rimborso della maggiore imposta versata per la registrazione del contratto preliminare.

Il rimborso deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro tre anni dalla data di registrazione del contratto definitivo. La domanda di rimborso deve essere presentata all’ufficio che ha eseguito la registrazione.

Perché trascrivere il contratto preliminare: i vantaggi

La stipula del preliminare fa sorgere solo un obbligo giuridico tra venditore e acquirente, senza determinare il trasferimento della proprietà.

Pertanto, potrebbe accadere che, nonostante il “compromesso”, il venditore venda lo stesso immobile ad altra persona oppure costituisca sullo stesso diritti reali di godimento (per esempio, un usufrutto) o che venga iscritta a suo carico un’ipoteca.
In questi casi, il compratore potrà chiedere al giudice solo il risarcimento dei danni e non l’annullamento della vendita o dell’iscrizione dell’ipoteca.