Tre progetti internazionali riscrivono il futuro dell’abitare
Dall’Italia a Singapore, passando per il Messico, tre case raccontano come sta evolvendo l’approccio degli architetti sul concetto di residenza contemporanea.

Tecnologie innovative, istanze ambientali da rispettare, esigenze di vita che cambiano sono continue fonti di ispirazioni per i progettisti. Tramite tre soluzioni internazionali – Casa Zero in Italia, Casa Tobi in Messico e QR3D a Singapore – esploriamo come la pratica architettonica stia sperimentando nuove forme di residenza. Pur nella loro diversità, questi tre progetti condividono un obiettivo comune: superare i limiti dell’edilizia convenzionale per unire l’alta tecnologia a una nuova sensibilità verso il pianeta.
Rigenerazione circolare

Casa Zero a Biella è il risultato della visione di Tiziana Monterisi e Alessio Colombo, fondatori dello studio di progettazione Ricehouse. L’edificio, risalente al 1909, è stato trasformato prima nell’abitazione privata della coppia e in seguito nella sede operativa dell’azienda.
Il progetto
L’edificio ha conservato l’identità storica, ma ha mutato radicalmente la sua pelle interna ed esterna. L’involucro, infatti, è stato isolato con telai in legno e tamponamenti in paglia di riso realizzati in opera, alternati a un termointonaco in calce e sughero. All’interno, gli intonaci in argilla regolano naturalmente l’umidità degli ambienti, assorbendo e rilasciando acqua a seconda delle condizioni climatiche, e sono rifiniti con pitture a base di chimica vegetale. Le superfici lignee originali sono state recuperate e trattate con oli e vernici naturali. All’esterno, un verde rampicante contribuisce all’isolamento naturale dell’edificio e alla sua integrazione nel paesaggio.

Perché è interessante
Casa Zero dimostra che il patrimonio edilizio esistente può essere recuperato e convertito in standard ad altissime prestazioni in termini di efficienza energetica senza ricorrere a materiali di sintesi petrolchimica. L’edificio respira e gestisce autonomamente le proprie risorse: un impianto fotovoltaico da 4,5 kW copre il fabbisogno energetico per elettricità e acqua calda sanitaria, mentre un sistema di recupero dell’acqua piovana consente un risparmio di circa il 50% del consumo complessivo, destinando l’acqua del pozzo agli usi secondari come wc, lavatrice e irrigazione.
L’elemento di innovazione
Dal 2022 Casa Zero ospita la sede operativa di Ricehouse Srl SB. È qui che l’azienda ha misurato nel tempo le prestazioni dei materiali a base di scarti di riso, trasformando un cantiere sperimentale in una gamma industriale certificata di prodotti per l’architettura.
Mimetismo architettonico

Sulle coste scoscese di Oaxaca, in Messico, Casa Tobi riprende alcuni principi dell’architettura primitiva e naturale di Sou Fujimoto. Progettata dallo studio Espacio 18, guidato dagli architetti Carla Osorio e Mario Ávil, questa casa vacanza sfida l’organizzazione tradizionale dei livelli abitativi per adattarsi a un terreno in forte pendenza verso l’Oceano Pacifico.
Il progetto
L’ingresso avviene dal piano superiore, su una terrazza dominata da uno specchio d’acqua che riflette i toni caldi del tramonto. Da qui, il percorso scava verso il basso, simulando l’ingresso in una grotta che si apre improvvisamente in un’area sociale a doppia altezza, dove ampie aperture incorniciano viste mozzafiato sulle colline e sul mare. Questo livello ospita lo studio, la cucina, la zona pranzo, il soggiorno, la piscina e il camino. Al livello più basso si trova invece la zona notte, dove la vista si fonde con le cime degli alberi, creando un’intima connessione tra l’interno e l’esterno.
I materiali scelti per l’esterno, cemento e finiture dai toni caldi della terra, si mimetizzano tra le rocce e la giungla imitando il guscio di un crostaceo “che emerge dalle rocce, desideroso di ammirare il tramonto” spiegano gli architetti. Che aggiungono: “Casa Tobi è anche un esempio di come il rispetto del contesto possa portare a un turismo consapevole”.

Perché è interessante
Invece di contrastare la pendenza del sito con imponenti sbancamenti, il design a gradini segue il profilo naturale del terreno, garantendo che ogni ambiente, dalle zone comuni alle camere da letto poste al livello più basso, abbia una connessione diretta con il mare o con le chiome degli alberi.
L’elemento di innovazione
L’innovazione qui è di tipo progettuale. L’organizzazione dei livelli e degli ambienti è stabilita dall’ambiente e non viceversa, in una sinergia profonda con la natura circostante rivelata anche in altre soluzioni architettoniche. Per esempio, lo specchio d’acqua all’ingresso, oltre ad assumere un valore scenografico, funziona come sistema di raffreddamento passivo per i piani sottostanti.
Il lato umano della stampa 3D

A Singapore, lo studio Park + Associates (P+A) ha realizzato QR3D, la prima residenza multipiano della città-stato costruita quasi interamente utilizzando la stampa 3D. Una sfida tecnologica che ha voluto dimostrare la fattibilità e la validità di questo processo costruttivo anche in contesti urbani densi.
Il progetto
QR3D è una casa a schiera di quattro piani composta per oltre il 90% da materiale stampato. Le striature del cemento stratificato sono state lasciate a vista, valorizzando l’estetica del processo anziché nasconderla. Il fulcro dell’abitazione è rappresentato da un oculo, un occhio vuoto ricavato in cima all’ambiente centrale più alto, che porta luce naturale attraverso i piani e facilita la ventilazione naturale grazie all’effetto camino.

Perché è interessante
L’intento degli architetti era dimostrare che la stampa 3D è una tecnologia matura per l’edilizia residenziale complessa, pronta per uscire dalle applicazioni limitate a piccoli padiglioni o componenti prefabbricati. L’uso di una miscela di cemento personalizzata, insieme alla riduzione drastica della manodopera e degli scarti di cantiere hanno confermato quanto questo metodo sia estremamente efficiente e meno invasivo per il contesto circostante.
L’elemento di innovazione
L’innovazione fondamentale è il superamento del pregiudizio verso l’edilizia 3D. QR3D non appare come una dimora fredda o alienante; al contrario, integra elementi della memoria architettonica (come l’oculo, richiamo allo stile romano e neoclassico) con l’efficienza digitale. “Sebbene fossimo entusiasti della novità della stampa 3D, il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare una casa di famiglia che fosse rilevante e rispettata anche nei decenni a venire”, afferma Lim Koon Park, fondatore e direttore dello studio. “Non volevamo che la tecnologia oscurasse l’essenza della casa”.