Design, animismo e stan culture

Dalle lacrime, simboli di ammonimento e cura collettivi, al respiro, prima chiara dichiarazione di indipendenza: nel 2024 ripartiamo dai fondamentali per resistere ai violenti moti restaurativi e muovere aria creativa. Nuova e pulita.

Taylor Swift
Taylor Swift, anti-hero e icona della Scan Culture a luglio in concerto a Milano.

Che Taylor Swift, l’anti-hero americana di fama planetaria, sia tra i personaggi più attesi in Italia nel 2024, è una notizia che riaccende lo scontro generazionale: da una parte i boomer increduli, dall’altra i Millennial italiani già pronti ad accogliere il suo The Eras Tour a Milano. La cantautrice americana, più che un fenomeno è un esempio calzante di come questa nostra epoca-in-transizione, stia testando nuove possibilità di equilibrio tra alcune delle urgenze macro: patriarcato vs femminismo, imperialismo vs decolonializzazione, estrazione vs decarbonizzazione, analogico vs digitale: “Intanto bisogna avere chiaro cos’è la stan culture, poi si passa al concetto di ‘ancella dell’algoritmo’ e alla comprensione dei dogmi del ‘femminismo performativo’. Infine, il contesto in cui inserire questi tre fenomeni di Internet è quello delle ‘megachurch’”, così scrive Laura Fontana su Rivista Studio in ‘Taylor Swift spiegata ai boomer’. Oltre ad appuntarci i vergolettati, con il compito di assimilarne i concetti, è sul significato di stan culture che occorre soffermarci, giusto il tempo necessario per capire la centralità del passaggio dalla dimensione del ‘fan’ propria della cultura pop, a quella dello ‘stan’, fenomeno di internet che coltiva una vera ossessione verso la celebrità.

Ossessione dalla quale dipende non solo il futuro della celebrità stessa, ma anche l’organizzazione dello spazio, reale e virtuale, nel quale, e attorno al quale, si consumano i nuovi riti collettivi. E’ anche in base alla necessità di monitorare questi movimenti di reciprocità che trend setter, forecaster e decision maker hanno affidato la leadership culturale a neuroscienze e intelligenza artificiale. Ma giusto per intenderci, di quale spazio stiamo parlando?

Nel suo libro ‘Modernità gassosa. Istruzioni di volo contro la sindrome del pallone gonfiato’, (Egea, 2023), Francesco Morace ci invita a prendere spunto da alianti, farfalle e colibrì per riappropriarci del futuro.

A più di vent’anni dall’intuizione di Zygmunt Bauman, che immortalò lo spirito dei tempi di una globalizzazione al suo apice, oggi la società evapora fino a farsi ‘gassosa’, spiega l’autore.

L’intelligenza artificiale avanza, ma anche le sue allucinazioni, e il rischio che ci renda più stupidi è tangibile. Doveva essere un’epoca di pace e ci ritroviamo nel mezzo di conflitti la cui logica ci sfugge.

In questo cambio di paradigma epocale, che vede la tecnologia sempre più presente e pervasiva, resiste pacifica e resiliente una forma di creatività tangibile e radicale, che investe sulla grammatica umana per recuperare alcuni atti naturalmente rivoluzionari. Con i quali l’innovazione spinta è chiamata a dialogare. Tra gli esempi più freschi, i progetti di Aurélie Hoegy, da scoprire a Maison et Object, ma anche di Côme Clérino, anche lui a Parigi, mentre a Stoccolma, protagonista alla Greenhouse della Stockholm Furinture and Light Fair, l’industrial designer di Montreal Reggy: insieme i giovani talenti restituiscono un paesaggio domestico fatto di intrecci, innesti e immersioni.

Tom di Reggyyy, industrial designer di Montreal, tra i progettisti in mostra alla Greenhouse della Stockholm Furinture and Light Fair
Tom, un progetto dell’industrial designer Reggy alla Greenhouse della Stockholm Furinture & Light Fair 2024.
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Di Côme Clérino, ‘Fenetre deux’ del designer francese, è un esempio di crossing materico.
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‘The choreography of lianas’ di Aurélie Hoegy, designer selezionata da Li Edelkoort per i Rising Talent di Maison & Object 2024.

I loro progetti ci dimostrano che ascoltare (la materia, la sua storia, le sue possibilità) sia un’attitudine tanto rivoluzionaria quanto il respirare. E in tempi di guerra non è un pensiero scontato. Come per esempio non lo è rinnovare spazi dedicati alla pratica della respirazione: primo passo meditativo è uno dei mantra architettonici degli anni che verranno. Ramagrama Stupa, il progetto di Stefano Boeri Architetti per un nuovo centro di preghiera, meditazione e pace in Nepal, è un esempio già noto, meno il Rainforest Gallery di Counterspace: lo studio basato a Joannesburg, ha realizzato nella foresta pluviale di Benin City, in Nigeria, un luogo sacro dove i fedeli possono svolgere l’Ukhurh, un ancestrale rito per omaggiare i cari defunti.

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Ramagrama Stupa di Stefano Boeri Architetti, il progetto di un nuovo centro di preghiera e meditazione buddhista in Nepal.
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Rainforest Gallery il progetto per Benin City, in Nigeria, degli architetti dello studio Counterspace.

Emozione chiama emozione. Se per Charles Darwin, come scritto da Ruggiero Corcella in un recente articolo apparso sul Corriere della Sera, il pianto (che può sgorgare libero nelle cerimonie) è ‘un risultato accidentale’, i dati della ricerca pubblicati su ‘PLOS Biology’, sconfessano la presunzione scientifica dell’evoluzionista: sono proprio quelle femminili a contenere sostanze chimiche capaci di abbassare il testosterone maschile. Annusandole, due regioni cerebrali legate all’aggressività si attivano meno. Una scoperta decisamente eversiva: verrebbe da pensare che un mondo nelle mani delle donne sarebbe naturalmente in grado di arginare la ‘reattività testosteronica’ degli uomini e allenare tutte le specie viventi (o che sopravviveranno ai tempi nefasti) all’empatia.
Ci crede la designer ukraina Victoria Yakush che, scossa dalle atrocità della guerra in corso, ha trasformato i pezzi della sua collezione The Land of Ligh in un invito alla pratica dei valori dell’animismo.

Design per me vuol dire tornare all’essenza e recuperare la dimensione ancestrale della natura

per ricostruire un mondo umanamente sostenibile. Una riflessione distante ma complementare al business etico promosso da Roberta Ventura che con il suo brand Sep Jordan, dove Sep sta per Social Enterprise Project, dal 2013 nel campo profughi di Jerash, in Giordania, lavora con 500 ricamatrici palestinesi per promuovere empowerment femminile: “Chi vive in un campo profughi deve cercare come può di dissociarsi dalla sua situazione di precarietà, incertezza e anche umiliazione costante”, design è creare opportunità di riscatto umano.

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‘The Land of Ligh’, la collezione animista della progettista ukraina Victoria Yakush presentata a Design Miami 2023.
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Un close up sul ricamo delle rifugiate palestinesi del campo di Jerash in Giordania per il marchio Sep Jordan di Roberta Venturi.

Quindi strumento di lotta ai mali che la guerra genera: andare alla voce patriarcato e ai residui di cultura colonialista vuol dire varcare la soglia del Friche la Belle de Mai di Marsiglia. Il centro culturale francese a febbraio inaugura Grains of dust on the sea, una mostra che si concentra sulle opere di 27 artisti provenienti da Guadalupa, Martinica, Guyana francese e Haiti per ribaltare la prospettiva di indagine identitaria. Torniamo in Italia per A Weekend in Milano: di Piovenefabi e Studio Blanco, l’allestimento site specific recupera e reinterpreta i valori alle radici della filosofia del brand Max Mara. Ispirato ai paesaggi metafisici e radicali degli anni 70 dei gruppi di designer Superstudio e Archizoom, lo spazio è uno scenario organico e vivido in cui coesistono armonicamente componenti naturali, umani e artificiali.

Respiriamo a pieni polmoni, asciughiamo le lacrime e ribilanciamoci: buon anno a tutti!

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La stanza ‘La Ferme du Buisson’ con le opere di Kenny Dunkan, Adler Guerrier e Raphaël Barontini, per la mostra al Friche la Belle de Mai di Marsiglia © photo Émile Ouroumov
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‘A Weekend in Milano’, il progetto di Piovenefabi e Studio Blanco per Max Mara Milano.

Design, animismo e stan culture: foto e immagini

Paola Carimati
Architetta per formazione, giornalista per professione, intreccia la ricerca con i fatti di design e di attualità sin dai tempi della laurea al Politecnico di Milano. La scrittura é una pratica maturata e allenata sul campo: ieri, nella redazione di Elle Decor Italia, oggi con importanti magazine italiani dei gruppi Editoriale Domus, Il Salone del Mobile, Mondadori e Rcs.