AI, ingegneria dei materiali e design: tre progetti raccontano le nuove frontiere della sperimentazione nei dispositivi medicali

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Cosa succede quando design e tecnologia si incontrano per mettersi al servizio del benessere delle persone? Con l’integrazione dell’intelligenza artificiale, le soluzioni per la salute diventano sempre più su misura.

AI, ingegneria dei materiali e design: tre progetti raccontano le nuove frontiere della sperimentazione nei dispositivi medicali
Technogym Checkup. Foto courtesy of Technogym

L’incontro tra design ergonomico, ingegneria dei materiali e intelligenza artificiale in ambito benessere e salute sta favorendo la progettazione di soluzioni che introducono modalità nuove di gestione delle fragilità, con un aspetto di personalizzazione sempre più spinto.

Ed è proprio nella versatilità e nella capacità di offrire un servizio su misura che risiede l’elemento di progresso dei tre progetti che raccontiamo qui, tre strumenti rivolti a obiettivi differenti: inclusività sociale, recupero post-traumatico adattivo e prevenzione proattiva. Qui il design non è un dettaglio, ma un elemento strategico. Riscrive la narrazione e trasforma anche i dispositivi medicali in oggetti dal look accattivante, capaci di avvicinare le persone e spingerle a usarli con maggiore naturalezza.

OnCue: la tastiera che abbatte le barriere del Parkinson

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Foto Patrick Wetzels

Il morbo di Parkinson colpisce oggi circa 12 milioni di persone, un numero destinato a raddoppiare entro il 2050. Per chi convive con tremori, rigidità e bradicinesia (il rallentamento dei movimenti), un gesto quotidiano come scrivere al computer può trasformarsi in un’azione complessa. Dal momento che attività essenziali, dall’assistenza sanitaria ai servizi bancari, sono sempre più digitalizzate, il rischio di esclusione sociale per questi soggetti è concreto.

OnCue, pensato dalla designer Alessandra Galli per chi soffre di questa patologia, vuole riportare la tastiera da ostacolo a strumento di lavoro. In attesa di produzione, il progetto è stato presentato durante la Milano Design Week 2025 e premiato col James Dyson Award 2025.

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Foto Patrick Wetzels

L’innovazione di OnCue risiede nell’integrazione di segnali sensoriali esterni, chiamati tecniche di cueing. Il sistema è composto da una tastiera divisa in moduli e da polsini indossabili. Quando l’utente preme un tasto, sia la tastiera che i polsini vibrano, aiutando il cervello a mantenere il ritmo della digitazione e contrastando il freezing (il blocco improvviso del movimento). Se un dito indugia troppo su un tasto, la vibrazione aumenta di intensità per segnalare il rilascio.

Il sistema non si limita a ricevere input, ma anticipa le intenzioni dell’utente. Un’AI apprende le abitudini di scrittura e illumina in anticipo il tasto successivo suggerito, riducendo lo sforzo cognitivo e motorio. Riconoscendo la natura variabile dei sintomi del Parkinson, On Cue offre un elevato livello di personalizzazione. Gli utenti possono regolare l’intensità delle vibrazioni tramite controlli fisici e perfezionare le impostazioni attraverso il software, adattando la tastiera alle proprie esigenze nel corso della giornata.

Bracesys: il tutore adattivo che evolve con il corpo

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Foto courtesy of Osteoid

Il recupero da un infortunio ortopedico è spesso un percorso sofferto anche a causa di presidi rigidi e statici. I tutori tradizionali diventano presto larghi con la riduzione del gonfiore o causano punti di pressione dolorosi. Bracesys, dispositivo medico in fase di sperimentazione clinica progettato dall’azienda turca Osteoid e vincitore del Gold A’ Design Award 2025, risolve queste incoerenze grazie all’ingegneria dei materiali e a un approccio personalizzato.

A differenza dei gessi o dei tutori standard, Bracesys è un sistema pieghevole e regolabile tramite cavi in fibra sintetica Kevlar, nylon e acciaio. Attraverso manopole di tensione e piccoli connettori regolabili, il personale medico può adattare il tutore direttamente sul corpo del paziente, eliminando i punti di pressione.

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Foto courtesy of Osteoid

Non è necessario ordinare un nuovo modello per ogni paziente, dal momento che è possibile regolare ogni segmento in base alla dimensione del braccio della persona, rendendo la calzata più precisa e riducendo i punti di pressione. Bracesys è disponibile in taglie standardizzate che coprono la maggior parte delle corporature. Sono state progettate sulla base di un’analisi dettagliata di oltre 600 TAC anonime, processate tramite intelligenza artificiale per mappare le superfici di contatto ideali per ogni fisico.

Il vantaggio principale sta nella versatilità del supporto. Bracesys segue e si adatta al processo di guarigione: i medici possono stringere o allentare il tutore durante le visite di controllo senza doverlo sostituire. Questo non solo riduce i costi e gli sprechi per gli ospedali, ma garantisce al paziente un comfort costante e un recupero più rapido, evitando complicazioni cutanee e garantendo stabilità in ogni fase del percorso riabilitativo.

Technogym Checkup: l’AI al servizio della longevità

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Foto courtesy of Technogym

Se OnCue e Bracesys intervengono sulla cura di una fragilità, Technogym Checkup punta invece sulla prevenzione e sull’ottimizzazione del benessere individuale. Inserita nella selezione dell’ADI Design Index 2025, si tratta di una stazione di valutazione basata sull’intelligenza artificiale che funge da punto d’ingresso per un percorso di fitness scientifico e personalizzato.

La stazione utilizza sensori avanzati e un assistente 3D per analizzare non solo la composizione corporea, ma anche le capacità funzionali e cognitive dell’utente. I dati raccolti alimentano il Technogym AI Coach, un algoritmo che prescrive automaticamente il protocollo di allenamento ideale, caricandolo direttamente sugli attrezzi smart o sull’app dell’utente.

Il sistema traduce dati complessi in un parametro che viene chiamato Wellness Age, l’età legata alle condizioni fisiche e funzionali. Se l’età biologica è superiore a quella anagrafica, l’AI adatta l’intensità e la tipologia di esercizi (forza, cardio o flessibilità) per riportare i parametri in equilibrio. Per l’utente, il beneficio sta nell’ottenere in ogni caso un programma di allenamento su misura, calibrato sul proprio stato di forma reale.

 

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Daniela Giambrone
Ho una laurea in Scienze e Arti della Stampa, lavoro nel settore editoriale dal 1996, prima come redattrice in diverse realtà, dal 2005 come giornalista. Oggi sono freelance e mi occupo in particolare di lifestyle e design, beauty e coiffure.