Supersalone 2021 Savio Firmino: intervista a Cosimo Savio

Supersalone 2021 Savio Firmino: abbiamo incontrato ed intervistato Cosimo Savio, Presidente dell’azienda, con cui abbiamo parlato della nuova collezione Cityng, tracciata e certificata nell’intera produzione attraverso la tecnologia Blockchain.

Supersalone 2021 Savio Firmino intervista a Cosimo Savio

Su quali valori si fonda la filosofia aziendale di Savio Firmino? Ce ne vuole parlare?

“La tradizione rinascimentale ed umanistica è all’origine del Design Savio Firmino. Al centro della nostra filosofia si trovano la natura e l’armonia delle forme. La tradizione classica viene, però, reinterpretata secondo le esigenze abitative della vita contemporanea. Tutto ha avuto origine con una piccola bottega artigiana fondata nel 1941 da Firmino Savio nel cuore del centro storico fiorentino. La cura dei dettagli propria della tradizione artigianale, la continua ricerca di soluzioni innovative nel rispetto di armonie classiche, la sapiente opera manuale ed intellettuale di professionisti del settore dell’arredamento. Pochi elementi che rendono i prodotti Savio Firmino unici nel loro genere.”


Leggi anche: Snaidero catalogo 2021

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore dell’arredamento, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

“L’importanza della casa è sempre stata indiscussa nella storia dell’umanità. Certo dal momento in luoghi fisici hanno iniziato a lasciar spazio a luoghi virtuali, quando le relazioni tra le persone si sono diradate, quando le necessità abitative delle famiglie si sono fatte più personalistiche e meno collettive la casa ha perso la funzione di luogo d’eccellenza dell’essere umano. Il Covid in parte ha riportato all’attenzione alcuni valori al centro del rapporto spazio-uomo. Gli spazi verdi, la comodità, il rendere la casa nuovamente uno spazio da vivere ed in cui lavorare. Un recupero di valori è assolutamente necessario per far tornare l’arredamento un argomento importante nella vita delle persone.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Tecnologia al servizio dell’Ambiente. Esattamente le stesse sfide di qualsiasi settore umano in questa epoca, sfide concentrabili in una parola, che non deve né spaventare né essere sminuita: Ecologia. La parola derivata dal greco oikos che vuol dire “ambiente” e anche “casa”.”

Quali invece saranno le tendenze su cui puntare?

“Le tendenze saranno da un punto di vista estetico sempre più mutevoli e parcellizzate in un mondo in cui la velocità ha raggiunto il labile confine con l’approssimazione. Nessuna delle tendenze però potrà prescindere dall’aspetto Ecologico del prodotto. Sarà sempre più importante il materiale usato, la provenienza, gli aspetti di dismissione del prodotto. Noi speriamo anche che la durabilità del prodotto torni ad essere centrale. Nel nostro settore è uno dei migliori alleati per il rispetto Ambientale.”


Potrebbe interessarti: Foscarini catalogo lampade 2021

Come sarà la casa del futuro secondo Savio Firmino?

“L’essere umano ha ricercato nei secoli, da una vita presumibilmente nomade, un luogo e un riparo sicuri per riuscire in qualche modo a sviluppare il suo essere, la sua competenza, per dare sicurezza alla propria famiglia, ai propri figli. La casa del futuro dipenderà molto da come si evolverà l’animo umano e da quali bisogni sarà spinto. La casa in fondo è un po’ uno specchio dell’anima di coloro che la vivono. Non sono tra quelli che ritengono che la tecnologia invaderà ogni angolo della casa e ogni arredo diventerà “intelligente”. L’iperconnessione che ci segue ovunque in questi tempi alle volte stanca, la casa è anche un luogo di riposo non solo fisico ma anche mentale. E’ chiaro che la casa del futuro sarà anche legata al tipo di evoluzione dei nuclei sociali, in primis della famiglia. La casa si è trasformata in appartamento. Anche la parola stessa “appartarsi” ha una radice estremamente diversa e quindi chiaramente anche una funzione diversa all’interno dei rapporti familiari. Più siamo soli, più viviamo soli, più abbiamo bisogno di funzionalità tecnologiche.”


Vuoi consigli di design su come arredare? Iscriviti al gruppo

Ci racconta le novità della collezione CITYNG?

“CITYNG è una collezione di sedie che riproducono tra i più iconici monumenti di alcune delle principali città del mondo. Un viaggio che parte in Europa da Firenze, città natale sia del designer Cosimo De Vita che della nostra azienda, con le sedute dedicate alla Basilica di Santa Maria Novella, Santo Spirito, Santa Croce, San Lorenzo, San Miniato al Monte e alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, per poi proseguire a Roma, con il Palazzo della Civiltà Italiana, espressione dell’architettura razionalista; Parigi, con la sua Cattedrale di Notre-Dame; Barcellona e la Sagrada Família, grande capolavoro di Gaudí. Oltre i confini europei si passa per Mosca, rappresentata dalla fortezza del Cremlino; Petra con il monumento El Khasneh al Faroun scavato nella parete rocciosa; New York e il suo iconico Chrysler Building e il ponte di Brooklyn; Agra con l’imponente Taj Mahal; a Wuhan in Cina con la sedia dedicata alla Pagoda della Gru Gialla per tornare in Italia a Milano, eccoci che siamo arrivati al Supersalone e speriamo presto di avere altre mete. Un viaggio immaginario tra Occidente e Oriente, tra tradizione e contemporaneità, in cui la sedia non solo diviene oggetto simbolo delle città ma ne rappresenta simbolicamente anche i valori, le tradizioni, il retaggio culturale. Così CITYNG, oggi più che mai, è un inno al mondo. Un mondo di molteplici realtà, cultura, religioni ed estetica, capaci di coesistere in armonia attorno a un tavolo.”

Ci racconta anche il vostro primo progetto di Non Fungible Token legato alla collezione CITYNG?

“Siamo orgogliosi di essere la prima azienda del settore ad aver esplorato compiutamente questa innovazione. E’ dal 2018 che ci lavoriamo, sicuramente l’interesse che adesso c’è sull’argomento ci avvantaggia nel trasferimento del concetto al mercato. Quando abbiamo iniziato il percorso anche noi non riuscivamo bene a comprendere utilizzo e sviluppi. In pratica, per ogni prodotto realizzato dagli artigiani di Savio Firmino, ne viene creato un “gemello digitale” che va su Blockchain. All’interno della blockchain vengono registrate informazioni quali anno e luogo di produzione e materiali. E’ certificabile molto del processo a partire dalla proprietà intellettuale fino ai passaggi produttivi che caratterizzano il Made in Italy. Il tutto è visibile al cliente tramite QR Code o tecnologia NFC ed è immutabile ed immodificabile, aumentando così la fiducia del cliente finale nel prodotto e nel Brand stesso. A certificare la bontà delle informazioni fornite il fatto che i nodi della Blockchain su cui ci appoggiamo sono controllati da Camera di Commercio e dagli organismi di controllo di vari distretti industriali La Blockchain in questo caso è un “Registro Distribuito Italiano” creato dalla Società Benefit Apuana e denominato MyLedger. Tutte le informazioni sono poi notarizzate in un secondo strato che utilizza la blockchain di Bitcoin, considerata una delle più autorevoli e sicure. Inoltre Savio Firmino vuole offrire ai propri clienti una garanzia denominata “Circle Life”, una certificazione pensata per seguire l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione alla realizzazione, passando per i restauri fino all’eventuale dismissione. In questo modo si certificano l’autenticità, l’unicità ma anche la sostenibilità.”

La Blockchain rivoluzionerà dunque anche il mondo del design?

“Un sistema che sta rivoluzionando il settore finanziario avrà ricadute in tutti i settori produttivi ed intellettivi. Come? Vedremo. Dove porterà? Difficile anticiparlo. Gli effetti di una tecnologia sono neutri, dipende da come viene applicata ed utilizzata. Ed è su questo aspetto che come singoli esseri umani, come comunità dobbiamo essere vigili ed indipendenti. Una cosa è certa, indietro non si torna.”

Qual’è il concept dell’allestimento per la Design Week 2021?

“Visto l’”unicum” che rappresenta il Supersalone nel panorama degli eventi d’arredo ci siamo liberati dall’assillo commerciale. Abbiamo pensato l’allestimento tagliandolo su cos’è il Supersalone: una vetrina per lanciare segnali al mondo. Abbiamo voluto uno stand che riaffermasse la centralità di Milano e del made in Italy nel mondo del Design. Per questo abbiamo selezionato un unico oggetto, la sedia dedicata al Duomo di Milano della collezione Cityng. L’abbiamo rimontata in un rimando mentale circolare che segni anche in termini concettuali l’importanza dell’aspetto di ciclo di vita del prodotto. A questo abbiamo però aggiunto l’aspetto innovativo, Blockchain e NFT appunto. Durante i giorni di fiera verrà realizzato un video associato ad un NFT come prova di autenticità ed irripetibilità. Una sorta di crypto-art in movimento ma, per la prima volta in assoluto, non di un’immagine o di un oggetto bensì di un evento realmente accaduto. Qualcosa di “partecipato”, che abbia come protagonista non solo la scena ma soprattutto chi la vivrà nei giorni del Supersalone. Il Video sarà dunque un’opera crittografata che includerà l’NFT ad essa associato, come una “cartolina in movimento” da riporre, in modo certificato, tra i ricordi e le esperienze di questo rivoluzionario Supersalone.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“La modalità produttiva. I Makers per dirla in inglese. In italiano si può tradurre in Artigiano digitale. Ormai sono usciti dall’ambito della sperimentazione o del bricolage e stanno diventando forza progettuale ed a volte anche produttiva. Per affinità elettiva se ne era già accorta da qualche anno la Mostra dell’Artigianato a Firenze, è lì che abbiamo iniziato la collaborazione con Cosimo De Vita. Sono felice che ne abbia capito l’importanza anche il Salone del Mobile, dedicandogli una sezione. Questa è contemporaneità.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Ci siamo guardati troppo l’ombelico, abbiamo puntato tutto sul concetto “Archistar”, abbiamo abbandonato le produzioni locali, il valore della manualità. Non abbiamo puntato sufficientemente su nuove generazioni. Errori ne abbiamo fatti, mentre intorno a noi il mondo è cambiato, ha capito, ha studiato. Se torniamo umili e lavoriamo sodo continuiamo ad avere una marcia in più rispetto ad altri: le nostre diversità sono la nostra forza, non trasformiamola nel nostro punto debole. Lo stile Italiano esisterà ogni qual volta ci metteremo in gioco, perché il nostro substrato culturale è unico ed irripetibile. Un giorno una persona cara dall’altra parte del mondo mi disse: “Sei discendente di Michelangelo, di Leonardo, di Galileo. Forza, datti una mossa”. Non l’ho più scordato.”

Cosa significa per voi il concetto di Made in Italy?

“Made in Italy, vuol dire fatto in Italia, resterei ancorato al significato letterale. Se poi vogliamo allargare il concetto a Designed in Italy può andar bene, ma l’aspetto produttivo deve rimanere centrale. Mano e cervello devono “pensare” italiano, dividere l’uno dall’altra non rende giustizia al Made in Italy. L’importante è riconoscere ciò che è fatto in Italia da ciò che non lo è fatto, senza presunzioni di primazia e senza sminuire la validità di ciò che è fatto da altre parti. L’importante è mantenere veridicità e correttezza verso il cliente, solo così si esalta l’unicità di ciò’ che viene prodotto qua.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
Suggerisci una modifica